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Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di D...
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Pier_
MegabassMod

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 Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
apro questo topic perchè ormai è un anno e mezzo che ho questo basso, e per quanto lo abbia ogni tanto citato in qualche post, non gli ho dedicato un topic vero, ma volevo aspettare i tempi giusti di maturazione, perchè non sembrasse uno di quei topic entusiasti da basso appena preso.
partiamo con le foto, così mantenete l'attenzione
https://photos.app.goo.gl/bi1upLT2CsEZ5DsE7
tutto è iniziato l'anno scorso quando, dopo anni che ci correvo appresso, sono riuscito a prendere un P51 giapponese, quello butterscotch.
il suono mi ha fatto innamorare così come era stato la prima volta che lo provai tanti anni fa, senza mai riuscire a trovarne uno da comprare (o quando si trovava, me lo soffiavano prima che facessi in tempo), ma dal punto di vista liuteristico non ho mai avuto uno strumento così terribile.
le meccaniche di pessima qualità, scattose da morire e molto imprecise; tutto l'hardware estremamente delicato, tanto che le viti delle sellette (a taglio) si rompevano facilmente, il ponte veniva segnato dalle vitine stesse, che avevano scavato i solchi, l'ingresso jack è montato in un modo terribile per cui la "coppetta" si muoveva da morire.
oltretutto, potenziometri cinesissimi di bassissima qualità, manopole che sembravano di plastica.
in aggiunta, il manico piuttosto sottile non mi riusciva a piacere.
ci avevo fatto un paio di concerti, ma visti i dettagli di cui sopra ho preferito approfittare del momento in cui ancora si vendeva bene, e togliermelo.
a Marzo 2024 ho visto che da Play Music a Milano avevano disponibile il CS51 ad un prezzo ottimo, decisamente più basso rispetto a quello di Penne e Your Music (per altro, da Your Music ne provai uno anni fa, che è stato in vendita per diversi anni, con un evidente problema di posizionamento del manico, perchè anche con le sellette a terra ed il manico drittissimo, l'action era di oltre 3mm), e quindi ho approfittato per andarlo a provare non appena sono dovuto salire a Milano per lavoro.
metto sotto "spoiler" che l'ho scritta lunga
intanto plauso a Play Music e Vito, che lo gestisce, veramente organizzati e gentili, l'opposto di quello di Roma, dove pare ti facciano un piacere pure quando stai pagando... per altro, li avevo contattati proponendo delle permute, e son stati loro a dirmi " noi l'usato lo prendiamo al 60% del prezzo medio di mercato, quindi ti conviene vendere da solo, brevi, concisi, senza chiacchiere.
tornando a noi, li contatto per organizzare la visita, e sceso dal treno volo in metro, arrivo, salamelecchi e mi portano al piano di sopra a vedere tutto il reparto Custom Shop, mi prendono questo bel '51 e scendiamo a provarlo.
accordatina e via, mi metto a provarlo con calma:
noto subito pregi e difetti "del progetto", quindi quelli non classificabili come problemi dell'esemplare, come il manico gigantesco, il corpo slap molto netto e più spesso rispetto al Japan, il pickup con un output molto basso e che ronza da morire se non si toccano le corde... le solite cose dei Fender "vintage"  ma sapevo bene a cosa stessi andando incontro.
noto invece un'action piuttosto alta, e pure qua le sellette basse, soprattutto lato Sol totalmente a terra, MA in questo caso il manico aveva un rilascio notevole, ed anche solo raddrizzando il manico "a mano" l'action si abbassava visibilmente, ergo una regolata al manico avrebbe risolto il problema, il tutto considerando anche le corde di serie che sono le Fender 9050M, quindi lisce con scalatura 55-70-90-105.
altro difetto vero che noto è la corda di La che vibra nel capotasto in modo anomalo, creando risonanze molto fastidiose; lo faccio notare, e risolviamo abbassando la corda nella meccanica, riducendo quindi l'angolo di incidenza sul capotasto.
per il resto il basso sembra a posto, e con gli occhi pieni di cuoricini parlo col buon Vito, che si aspettava che glielo prendessi seduta stante, un po' ottimista
ci organizziamo però così: ci avrei pensato con calma, ed in caso il pomeriggio avrei potuto fare il bonifico istantaneo ed andare a ritirare il basso l'indomani.
ci accordiamo che, in caso, mi avrebbe fatto un minimo di setup per il manico curvo, così da non doverci mettere mano.
ovviamente, con un po' di groppo in gola, perchè non avevo mai speso così tanto tutto insieme per un basso, finisco per fare 'sto benedetto bonifico, il giorno dopo torno all'orario di apertura pomeridiana e trovo il basso lì, bello pronto, col manico a spada e tutto comodissimo da suonare.
appena tornato a Roma già lo porto alle prove, e pochi giorni dopo mi ci faccio anche un bel live a Largo Venue, bel palco grande, con una cantautrice, suono impeccabile e fonici contenti.
dopo qualche settimana, però, si ripresenta il problema della ronza al capotasto, e questa volta non riesco a risolverla in nessun modo! oltre a vibrare quando suono il La a vuoto, ogni volta che suono il Re ed un dito tocca la corda di La, o quando faccio una ghost sul La, la sezione tra capotasto e meccanica vibra ed emette un armonico che viene captato anche dall'ampli.
contatto il negozio, mando video, e mi propongono di passare in negozio alla prima occasione e portargli il basso, così a fine Aprile ritorno su, glielo lascio, ed effettivamente mi confermano che la sede del La è tagliata leggermente storta e larga, e quindi la corda ci si muoveva dentro.
me lo mettono a posto come avrei fatto io, con l'attak (però bicomponente) per ricreare la sede e poi regolazione corretta sulla corda.
il basso torna a suonare perfettamente, e non mi ha dato più problemi nemmeno cambiando corde.
fine della storia
passiamo ai sample:
Corde Fender 9050M suonato con le dita
Corde Fender 9050M suonato col plettro
Corde GHS P-flat 55-105 suonato con le dita
corde GHS P-flat 55-105 suonato col plettro
in questi quattro sample le corde erano nuove di zecca, sia le Fender, che avevo cambiato perchè quelle di serie, nel fare i vari setup al dettaglio (intonazione ovviamente difficilissima, ed ho dovuto poi pareggiare bene le scanalature del capotasto) si erano rotte. sono purtroppo corde delicate con l'anima molto sottile.
qua le Fender dopo qualche mese, prima di passare alle GHS, che su questa base qua non ho registrato: clicca clicca
qua invece potete sentire le GHS registrate pochi giorni fa, che ormai sono su da più di un anno:
eccole qua belle splettrate
veniamo allo strumento in sè:
il primo approccio è la cosa forse più difficile per molti:
- il body slab è piuttosto spesso, spigoloso e netto, più del Japan: https://photos.app.goo.gl/8wsANw86RQWFZLqs8
- il manico è enorme, non c'è nessuno stacco tra paletta e proseguio del manico, ed il capotasto è un bel 44,5mm: https://photos.app.goo.gl/bSpgwFk7BUhSPm7t7
- il pickup ronza, e pure schermando tutto, cosa che su altri strumenti in genere faccio, non si risolve un bel niente: se non si toccano le corde, il ronzio è parecchio elevato
- il pickup ha molto poco output, anche rispetto ad un single coil di un Jazz, a cui somiglia molto di più rispetto allo split coil.
- le sellette in fibra sono molto grosse, difficili da regolare, e l'intonazione può risentirle parecchio, con certe mute di corde non c'è modo di intonare. l'ho vissuto anche col 51 Japan
tolto il difetto che ho trovato a livello di capotasto, per il resto è tutto perfetto, non c'è un tasto fuori posto, è assemblato in maniera impeccabile, le finiture sono perfette, l'elettronica è cablata in maniera pulitissima, l'hardware funziona benissimo ed il manico regge benissimo le 55-105 lisce senza fare una piega.
a livello di suono, come al solito, deve piacere: NON suona nemmeno simile ad un Precision con lo split coil, il suono è molto più aperto e metallico, e ricorda il pickup al manico di un Jazz, ma con meno basse.
essendo una replica del '51 fedele alla storia, il pickup ha i poli piatti e tutti pari, quindi col radius 7,25" il volume tra le corde non è molto omogeneo, e si deve scendere un po' a compromessi.
non è un caso che poco tempo dopo, se non ricordo male già nel 52/53, Fender alzò i poli di Re e La per rendere il suono un po' più omogeneo.
il poco output è un problema solo quando si entra diretti nell'impianto, o con amplificatori con molto poco gain: mi è capitato di provarlo su una testata SWR, ed anche con il gain al massimo il volume dall'ampli era parecchio basso, ed uscendo dalla DI stessa dell'ampli ed andando al mixer, quasi non arrivava segnale.
questa problematica l'ho però vissuta solo in questo caso. in altri, semplicemente il fonico all'inizio si stupiva del poco segnale al banco, ma alzando il gain passava la paura.
per capirci, sulla classica Little Mark II o III, per far iniziare ad accendere il led del clip, bisogna portare il gain almeno ad ore 15 abbondanti, e comunque bisogna pestare per farlo accendere; con uno split coil, mediamente sto intorno ad ore 13, con un Jazz Bass ore 14 circa.
a livello ergonomico io mi ci trovo molto bene: il manico grosso è per me ormai una necessità, non riesco ad usare manici sottili, e questo basso lo concepisco più con la pizzicata vicino al manico (tengo anche su le cover), e quindi il body slab permette di poggiare il braccio in maniera comoda: https://photos.app.goo.gl/JG39ios8Cd4HC1ZNA
il peso è contenuto, 4,1kg con tutte le placche, che considerando il body in frassino non smussato ed il manico massiccio è molto poco. per altro è ben bilanciato, quindi a tracolla sta lì, comodo, e non si muove.
è uno strumento MOLTO specifico, e personalmente ancora non ho avuto l'ardire di provarlo con corde roundwound, il che è ironico, perchè in teoria ci nasce con le round  fino al 1954 i bassi Fender usavano corde roundwound 55-110 in nickel (senza acciaio nell'avvolgimento), prodotte dalla stessa Fender, e prima che Labella producesse le Deep Talking nel '54, non esisteva alternativa.
Leo Fender aveva pensato questo strumento perchè suonasse brillante e più simile alla chitarra (non a caso ha poi inseguito la "brillantezza" nel corso degli anni, con gli altri progetti), ma i contrabbassisti che passavano al basso elettrico mi sa che non erano d'accordo
solo nel 1959 Fender inizia a produrre le sue flatwound, rimaste di serie fino al 1983 su tutti i Fender, fino a metà anni 70 con scalatura 55-105, poi con scalatura 45-95.
le GHS Precision Flatwound sembra siano le più simili alle Fender Mastersound originali, prima di quelle prodotte in Messico, anche perchè i tre fondatori di GHS (di cui le iniziali nell'acronimo) erano tre dipendenti della Squier, il marchio con cui Fender produceva le sue stesse corde (poi diventato marchio per strumenti negli anni 80).
in ogni caso, a me piace così, con le belle GHS ciccione, e per quanto ci abbia fatto concerti pop o di cover, lo prediligo nelle situazioni della blues band, dove calza proprio a pennello, soprattutto pizzicando vicino al manico con queste cordone belle massicce.
non avevo mai avuto esperienza duratura col Custom Shop, solo provato qualche modello di Jazz o Precision classico in negozio o da amici, ed ho sempre pensato che fossero un po' sovraprezzati; continuo a pensarlo, e resto dell'idea che chiedano troppi soldi per quello che effettivamente offrono.
belli i legni, si vede che sono più "pregiati", ma a livello costruttivo ho trovato la stessa cura serenamente sugli americani normali, e per di più l'hardware è lo stesso che si trova dai Mexico Classic in su, esattamente lo stesso
io questo l'ho preso ad un prezzo "in offerta" in un momento in cui erano usciti gli American Vintage II '54, che ormai costano 2.500€, quindi con poche centinaia in più e tanto feticismo per questo modello specifico, ci può stare.
a prezzi più alti, perchè già quando l'ho preso io il prezzo medio era intorno ai 4.000€, non mi ci sarei nemmeno avvicinato.
nello specifico poi è un basso per feticisti, appunto, un po' come le riedizioni degli Hofner tedeschi, e deve proprio piacere, non è un modello "facile" che lo imbracci e suoni tutto, ha le sue piccole rogne progettuali (tanto che ho visto molti che cambiano pickup, rifanno l'elettronica, cambiano ponte e sellette...
a me 'sto basso piace così  con quelle scomodità che fanno parte del progetto, e non sono difetti liuteristici dovuti ad una produzione non attenta. è bello da imbracciare, bello da guardare, il suono mi è sempre piaciuto, più brillante anche con le lisce, tanto che le Fender erano troppo metalliche e facevo quasi fatica a suonarci, e non ho mai sentito il bisogno di provarci le round (ma non escludo...).
non lo consiglierei assolutamente a nessuno che non avesse proprio la fissa per un basso così, e consiglierei di fare attenzione al discorso manico/sellette/action, perchè quel basso da Your Music è stato in vendita una cosa come cinque anni, gli hanno cambiato corde, messo le 40-100 round, smontato la ferraglia, fatto di tutto, e non si vendeva
altri esemplari, soprattutto un '51 rosso metallizzato ed un '55 pure molto bello erano andati via subito.
nel mio caso pure c'era quel problema al capotasto che per fortuna, avendolo preso in negozio, mi hanno risolto loro senza spesa; un liutaio furbo avrebbe proposto un bel cambio di capotasto, e giù altri soldi.
PS: all'inizio pensavo "oddio, tutti 'sti soldi, non ci uscirò mai a suonare", invece alla fine l'ho portato ovunque  dopo un po' passa la paura
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
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#1 Lun 29 Set, 2025 17:39 |
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Lucio72
MegabassMod

Registrato: Gennaio 2007
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Età: 53 Residenza:  Roma
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Pier_,
come ti ho detto in altra sede non è il mio genere di strumento, tuttavia ti rinnovo i complimenti in quanto ha comunque il suo grande perché
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Non mi farei alcuno scrupolo nel suonare con uno Squier, ma se ho un Custom Shop perché dovrei lasciarlo a casa? La vita è una e bisogna godersela.
by Marcello - inside Palermo city
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#2 Lun 29 Set, 2025 18:10 |
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Jacker
Registrato: Agosto 2004
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Età: 44 Residenza:  Bassano del Grappa
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Lucio72, quoto. Ne subisco il fascino ma molti elementi non lo vedono come uno strumento che apprezzerei.
Bel legno comunque
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#3 Lun 29 Set, 2025 18:32 |
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ganesh
Gospel Quaggia
MegabassAdmin

Registrato: Gennaio 2006
Messaggi: 27954
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Che meraviglia!
Non aspettare un altro anno e mezzo, eh?
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#4 Mar 30 Set, 2025 01:07 |
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marcinkus
Marcello
Contributor

Registrato: Settembre 2004
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Età: 44 Residenza:  Palermo city
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Anch'io ho un nocaster blonde... ma è un '55 relic. Come hai già detto si tratta di uno strumento dal sound particolare, non necessariamente vintage (anche se io ho montato le lisce), molto leggero e comodo (il mio ha il body contoured), con un manico ciccione ma stranamente gradevole sotto le mani.
E' uno di quei strumenti da isola deserta, non lo uso tantissimo ma quando lo imbraccio ho i cuoricini agli occhi.
Che genio che era Leo Fender.
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Ultima modifica di marcinkus il Mar 30 Set, 2025 02:35, modificato 1 volta in totale |
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#5 Mar 30 Set, 2025 02:33 |
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Pier_
MegabassMod

Registrato: Novembre 2008
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
marcinkus, assolutamente, poi la paletta Telecaster per me è la più bella in assoluto, la più aggraziata tra tutte le palette Fender.
ah, dimenticavo un dettaglio:
i tasti, come ormai Fender sta facendo più o meno su tutti gli strumenti reissue, sono i "vintage tall", quelli stretti ma un po' più alti, che personalmente trovo comodissimi.
non mi ero reso conto quando lo presi, e poi quando ho avuto il Vintera II 60, che li montava e lì lo sapevo, mi son reso conto erano della stessa tipologia.
la comodità del tasto stretto, ma con i vantaggi del tasto leggermente più alto.
ganesh, no no, per il prossimo non tarderò, è un basso più "semplice"
Lucio72, prima o poi ci organizziamo e te lo faccio provare.
comunque dopo ieri mi son preso una muta di Rotosound Swing extra long, e devo togliermi 'sta curiosità di provarlo con le round.
tra l'altro le Rotosound in scalatura standard si intonano normalmente con le sellette piuttosto "pari", il che potrebbe essere un buon vantaggio dal punto di vista del setup.
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
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#6 Mar 30 Set, 2025 10:16 |
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darry
Contributor

Registrato: Settembre 2012
Messaggi: 2962
Residenza:  Roma
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
^^^^
Bellissimo strumento. Me lo comprerei anch'io, ma non nuovo, costa troppo; e mi sono già svenato con il Music Man.
Sulla modifica del pickup (che non farei, è bello averlo così); lo ha fatto Sting, credo per ovvi motivi di resa per i palchi e gli studi che "frequenta", con il suo 55 (che è già un pó diverso da questo), con un pickup Seymour Duncan stack single coil (detto dal suo ex tecnico che gliel'ha montato).
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#7 Mar 30 Set, 2025 11:42 |
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Lucio72
MegabassMod

Registrato: Gennaio 2007
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Pier_,
grazie.
Una cosa però te la devo dire, non mi ricordo se ne avevamo già parlato, comunque quello che a me più stona è il ponte con relative sellette.
Prima di tutto per il discorso dell'intonazione, per lo meno con alcune tipolgie di corde - mi pare di capire, e poi perché il tutto ha un look veramente arcaico.
Esistono per caso dei direct replacement? In caso positivo ci farei un pensierino, ovviamente conservando gelosamente il ponte originale e relative sellette.
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Non mi farei alcuno scrupolo nel suonare con uno Squier, ma se ho un Custom Shop perché dovrei lasciarlo a casa? La vita è una e bisogna godersela.
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Ultima modifica di Lucio72 il Mar 30 Set, 2025 11:53, modificato 1 volta in totale |
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#8 Mar 30 Set, 2025 11:51 |
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marcinkus
Marcello
Contributor

Registrato: Settembre 2004
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Età: 44 Residenza:  Palermo city
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Lucio72, in realtà si trova abbastanza facilmente un compromesso, con le lisce non risulta neppure granché sballato. Esistono comunque dei ponti sostitutivi ma appunto, l'originale va conservato come una reliquia visto che c'è anche impresso il seriale.
Pier_, con le ruvide ti esce il sound di Immigrant Song.
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#9 Mar 30 Set, 2025 13:22 |
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Pier_
MegabassMod

Registrato: Novembre 2008
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Lucio72, sì, esistono diversi "direct replacement" sia con sellette "mobili" (sempre due, ma con possibilità di inclinarle per bilanciare l'intonazione), sia con sellette singole, ma con il look generale mantenuto.
uno è questo: https://www.talkbass.com/attachment...-2-jpg.1447347/
l'altro questo: https://retrovibe.co.uk/wp-content/...39098168294.jpg
e sì, il problema dell'intonazione deriva dal fatto che le sellette sono "preimpostate" con una certa angolazione, come erano le Telecaster anni 50/primi anni 60 (tre sellette per 6 corde), e di conseguenza se le due corde che condividono la selletta si intonano ad una distanza eccessiva, so' cazzi.
per capirci: https://photos.app.goo.gl/eQ6bn7uyKK7s8BbT6
https://photos.app.goo.gl/yPdbBXypsnPjQ8Su8
qua era con le Fender 55-105 di serie, che a parte il Mi leggermente crescente in alto, si intonavano piuttosto bene.
questo è il Classic 50 con le stesse corde, intonate precisissime: https://photos.app.goo.gl/nCj1r8K659BaFUvj7
la posizione delle sellette infatti è piuttosto coerente, e la selletta di Re e Sol ha più o meno l'inclinazione che avrebbero sellette singole intonate.
se sul '51 la selletta del Mi/La fosse stata leggermente più inclinata indietro sul lato del Mi, si sarebbe intonato meglio.
già le GHS P-flat mi risultano più intonate, e la cosa non crea problemi andando in alto, con le Fender era più evidente all'accordatore, perchè comunque i concerti e le prove li ho fatti, le registrazioni nei sample le sentite con ambedue le corde
ad esempio ci proverei volentieri le Precision Flatwound 45-95, per provare a dargli un po' più di morbidezza sotto le dita, ma si intonano così su tutti i bassi dove le ho provate:
https://photos.app.goo.gl/caHrdGeXJ64bcQzz6
il Mi parecchio più indietro rispetto al La. le provai anche sul P51 Japan, e riuscivo ad avere tre corde intonatissime ed il Mi purtroppo poco pulito.
con le Fender 45-100, sempre lisce, era tutto molto più preciso, perchè si intonavano tutte molto più vicine.
una soluzione ottima in tal senso sono le Thomastik: https://photos.app.goo.gl/GRuBv7iptktXaMzU8
su tutti i bassi dove le ho provate, l'intonazione "precisa" vedeva le sellette quasi tutte pari.
la cosa buona di fare le foto a tutti i bassi è che ho un resoconto di come le corde si intonano (anche perchè uso quasi sempre la stessa manciata di marche e set  )
diciamo che è un po' come con gli Hofner, che hanno quel ponticello con regolazioni molto limitate, e serve per forza di cose il set di corde "giusto".
per esempio così è come si intonavano bene le Labella Deep Talking per Hofner (scalatura light): https://photos.app.goo.gl/3ZAZs57KSqgweRDn6
dovetti portare indietro la selletta di Sol ed avanti la selletta di La, pareggiandole con quella di Re, mentre il Mi rimase al suo posto.
invece con le Pyramid Gold l'intonazione più precisa si ottiene lasciando le sellette nella posizione canonica, probabilmente perchè quelle corde (almeno il set scala corta) sono praticamente pensate per gli Hofner, con una scalatura molto particolare (42-58-78-100, altro che la dichiarata 40-55-70-100... ).
son strumenti di concezione antica, con un fascino un po' "d'antiquariato".
darry, non mi ricordavo che Sting avesse un pickup diverso. è ironico poi perchè tutti quelli che recensiscono 'sti '51/'55 lo fanno sempre con i pezzi dei Police.
quindi doppiamente ironico: coi Police ci ha forse registrato solo il disco di reunion, ma ai tempi storici nemmeno lo aveva questo basso, e per di più con uno stacked single coil, quanto di più lontano dal suono originale del basso
Citazione: con le ruvide ti esce il sound di Immigrant Song.
eh, l'imprinting con 'sto basso ce l'ho avuto proprio per colpa di John Paul Jones, dalla copertina di How the West was won: https://m.media-amazon.com/images/I/91-09sjKPTL.jpg
e poi nei frammenti di live di certi pezzi come Immigrant Song.
per per altro che sia questo: https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F...970-80.jpg.webp
riportato alla finitura originale diversi anni fa, e che usa tutt'ora.
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
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#10 Mar 30 Set, 2025 13:46 |
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germe
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Ho avuto 2 jappo e 1 cs.
L’unico Fender con cui non ho trovato feeling,non è un p per nulla e alla fine con il jazz ci tiri fuori quel suono
I miei jappi però avevano manici baseball
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#11 Mar 30 Set, 2025 20:58 |
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marcinkus
Marcello
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
germe, ne ho provati diversi di Japan, credimi... il manico baseball è davvero un'altra cosa.
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#12 Mar 30 Set, 2025 21:03 |
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Pier_
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
germe, sul CS ci sarà 1cm in più nel profilo  devo iniziare a prendere le misure precise.
il Japan in confronto sembra un Ibanez ultraslim.
Io uso: plettro e dita
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
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#13 Mer 01 Ott, 2025 09:13 |
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lostnet
Andrea Grosso
Registrato: Gennaio 2004
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Purtroppo le sonorità di questo basso non fanno per me. L'unico basso mono pickup che ho fatto l'eccezione è il Music Man. E dire che il suono del precision suonato da altri lo adoro..
Ma tolto questo, il ponte minimal e quei posacenere orribili, dipendesse solo dall'estetica è uno dei bassi più belli in circolazione.
Riguardo il basso segnale di uscita e rumoretti di fondo io metterei immediatamente uno splitcoil avente la stessa forma di questo single coil per non fare modifiche invasive di scasso nel corpo. Poi so già che ci metterei un M al ponte ed ecco il danno finale se fosse nelle mie mani
Quindi meglio che sia nelle tue mani e goditelo.
Io uso: plettro e dita
Ultima modifica di lostnet il Mer 01 Ott, 2025 10:30, modificato 1 volta in totale |
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#14 Mer 01 Ott, 2025 10:29 |
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Pier_
MegabassMod

Registrato: Novembre 2008
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
lostnet, l'esatto opposto dei miei gusti  monopickup tutta la vita
Io uso: plettro e dita
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
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#15 Mer 01 Ott, 2025 12:21 |
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Morisbass
Moris Zerbato
Contributor

Registrato: Febbraio 2011
Messaggi: 1316
Età: 47 Residenza:  Brendola (VI)
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Pier_,complimenti e buone suonate ,
come sempre molto minimal nelle spiegazioni  ,
come suono anche a me non fa impazzire , come dici te deve piacere ,
bel strumento , la storia del basso elettrico
ancora buone suonate
Io uso: plettro e dita
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#16 Mer 01 Ott, 2025 20:31 |
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Misu00
Registrato: Dicembre 2007
Messaggi: 790
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Mi accodo qui per una domanda, c'è qualche buonanima che mi darebbe la misura tra il centro del 12° tasto (intendo il tasto di metallo) ed il centro dei poli del pickup?
P.S.: Pier_, complimentoni, gran bel basso
Io uso: solo le dita
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#17 Gio 08 Gen, 2026 17:30 |
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Pier_
MegabassMod

Registrato: Novembre 2008
Messaggi: 21318
Residenza:  S.P.Q.R. / Numana (AN)
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Misu00, appena ce l'ho sotto mano ti do la misura precisa, ma tempo fa avevo misurato ed è circa 26,5cm, è un po' più avanti di un Jazz, che sta a 27 e spicci, quasi un centimetro di differenza mi pare.
lo split coil invece sta a 28cm (lato basse)
PS: ancora non ho avuto tempo di provarlo con le round, ho pronte una muta di Rotosound extra long e di Ernie Ball 50-105. appena riesco vi faccio sapere.
ho preso queste due mute perchè ambedue hanno le coppie di sellette che (per la mia esperienza) si regolano molto vicine, quindi non dovrebbero dare problemi di intonazione.
cosa invece interessante è che usando i connettori wireless (nel mio caso i Fender Telepath) i ronzii di questo basso (come di altri) sono totalmente annullati, in qualsiasi contesto, pure in casa mia, dove di solito c'è il misto di alveari, con l'impianto elettrico di quasi quarant'anni fa
invece collegandomi con i wireless, muto.
Io uso: plettro e dita
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gugu ha scritto: uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
Ultima modifica di Pier_ il Gio 08 Gen, 2026 18:25, modificato 1 volta in totale |
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#18 Gio 08 Gen, 2026 18:22 |
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marcinkus
Marcello
Contributor

Registrato: Settembre 2004
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Misu00, sul mio '55 siamo a 26.2cm
Io uso: plettro e dita
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#19 Gio 08 Gen, 2026 18:32 |
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Misu00
Registrato: Dicembre 2007
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 Re: Fender Custom Shop 1951 Nocaster Blonde NOS - Recensione Ad Un Anno E Mezzo Di Distanza
Grazie ad entrambi
Io uso: solo le dita
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#20 Gio 08 Gen, 2026 21:31 |
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