Penso che la sezione pi? adatta sia questa anche se ? un libro. Vi vorrei parlare di un libro edito recentemente dal titolo ?Fender Precision Basses 1951-1954?. L'autore ? un tedesco e l'editore ? Hal Leonard.
Pur non essendo un amante del Precision, questo libro racconta i primi anni della sua produzione che corrispondono ai primi anni di produzione di un basso elettrico, in assoluto. Il volume si divide in due parti: la prima racconta la storia di Leo Fender e di come egli abbia iniziato a produrre strumenti musicali, mentre la seconda parte ? una carrellata fotografica di molti Precision costruiti in quegli anni e che l'autore ? riuscito a reperire in qualche modo.
La prima parte ? la pi? interessante perch? racconta i primi anni dell'avventura di Leo Fender. Lui inizi? a lavorare verso la fine della seconda guerra mondiale in un'azienda pubblica che si occupava della viabilit? californiana, per poi lasciarla coraggiosamente per intraprendere una sua attivit? di riparazione di apparecchi radio. La sua esperienza nell'elettronica la mise a frutto con la costruzione di una steel guitar. Dopo una breve esperienza con un violinista di nome Kauffman in societ? nella K&F, alla fine degli anni '40 si mise in proprio e decise di costruire due piccoli capannoni metallici a Fullerton, uno per l'officina meccanica ed uno per la falegnameria. Qui ? nato il Precision Bass.
La vera rivoluzione di questo strumento la fece con la messa a punto del pickup single coil con magneti Alnico V forniti dalla ditta Permanent Magnet Company di Indiana. Il filo smaltato di giallo veniva avvolto attorno ai poli tenuti in posizione da due lame e poi posto nella cera di colore nero. Risolto il problema pickup il resto dello strumento Fender lo svilupp? con il buon senso e l'ingegnerizzazione per la produzione in serie. Ad esempio il corpo il frassino (ash) fu scelto semplicemente perch? risaltava meglio sotto la verniciatura semitrasparente gialla dello strumento!
Da notare che molte delle maestranze erano messicane o di origine ispanica, come ad esempio il ?famoso? Tadeo Gomez, la cui firma e sigla (TG) compare in molti body e manici costruiti all'epoca. Insomma aveva gi? introdotto il ?Made in Mexico?! Per finire con Tadeo Gomez, egli era il caporeparto della falegnameria e colui che tagliava i corpi ed i manici ed infine li rifiniva. Nel 1957 lasci? la Fender per lavorare a Dysneland fino alla met? degli anni '60 quando la CBS lo riassunse come manutentore dello stabilimento. Anche qui si vede come la CBS non capisse molto di strumenti musicali!
Lo strumento era nato con l'occhio alla semplicit?, con Fender che aveva cercato di reperire sul mercato pi? componenti possibile, costruendo in casa nella propria officina quelle parti non facilmente reperibili o che riteneva pi? conveniente farsele.
Il manico aveva lunghezza 34? perch? derivava da considerazioni fisiche (suonabilit?) e di fisica. Tutti i concetti alla base della posizione dei tasti li avevi ricavati da un libro di fisica che la propria segretaria gli aveva prestato e che lei lo aveva utilizzato quando era studente all'UCLA.
A proposito, secondo i dati dell'autore, la produzione in serie inizia in Novembre 1951 e in tale anno furono costruiti 83 strumenti, di cui un buon lotto and? in un negozio del Texas. Inoltre inizialmente ordin? 1000 decals da porre sulla paletta e fornite dalla Safe-T-Gal di Santa Ana.
Insomma grande semplicit? ed efficienza. A vedere le linee di produzione dell'epoca si pu? osservare come le linee di montaggio odierne hanno una qualit? costruttiva nettamente superiore. Quindi, per me, ? un puro mito che tali strumenti fossero meglio realizzati di quelli di oggi. Probabilmente si saranno stagionati meglio negli anni o forse hanno un fascino tutto particolare, ma credo che anche la Squier in cina ? in grado di lavorare allo stesso livello di Fender negli anni '50. Con un buon setup (fatto bene) possano reggere il confronto. L'attuale Custon Shop penso realizzi strumenti di gran lunga migliori di quelli che avrebbe potuto produrre all'epoca Fender con gli uomini ed i mezzi che aveva.
E' un libro da consigliare e leggere e da guardare.



















Mantova


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