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Capire Il Jazz E I Suoi "standard"
Autore Messaggio
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
hyphen ha scritto:  


L'ignoranza (intesa come assenza di informazioni, nozioni o visibilit? di una realt?, per qualsivoglia ragione) non pu? essere considerata un'opinione, altrimenti finiamo come quelli che pretendevano di colmare il gap suonando i bonghi ai concerti degli anni 70 e finivano per essere cacciati a calci dal palco ...


Ammetto, la mia affermazione forse era eccessivamente forzata, o mal detta. Provo a riformularla meglio:

"Ogni giudizio personale sulla qualit? di un determinato 'oggetto artistico' ha la medesima valenza. Nel senso che non pu? essere la mera conoscenza tecnica/artistica delle propriet? di quell'oggetto a far decidere chi ha il diritto di decretare cosa sia 'arte' e cosa no".

Come, d'altra parte e ampliando il discorso, "la qualit? intrinseca di un oggetto artistico non dipende dal numero di soggetti che apprezzano quel dato oggetto, ma unicamente da quanto viene apprezzato da ciascuno di noi singolarmente".

Ah beh, ci aggiungo IMHO, ma questo lo ritengo scontato ogni volta che parlo o scrivo.

OT chiuso. Scusate, ma ci tenevo a spiegarmi.
 




Io uso: plettro e dita

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Il bassista deve essere una macchina, o ce ne facciamo una ragione o suoniamo tutte le volte al limite dell'errore (Fagyo)
 
Franco1964 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Franco1964 ha scritto:  
Visto che ho provocato - indirettamente - questo "semi-flame" entro per dire la mia.


Cosa ? definibile come "musica di qualit?"? Per me, ? una definizione unicamente personale: se riuscissimo ad avere il giudizio di Beethoven, secondo me varrebbe tanto quanto quello del pi? stonato fischiettatore di brani di Vasco Rossi. E vale quanto il mio, quello di provo_A_suonare o quello di Fagyo. Niente di pi?, niente di meno.
Nulla di pi? sbagliato. Non voglio fare l'elitario a tutti i costi anche perch? non sono Mingus e non ho deliri di onnipotenza. Ma come si pu? dire che il giudizio di uno che non solo non conosce una mazza ma magari non ha nemmeno la curiosit?(e quindi la vivacit? intellettuale) valga quanto quello del migliore dei compositori classici? Siamo tutti differenti ed unici questo ? vero ma non per questo i giudizi devono essere presi con lo stesso scrupolo di coscienza. Se parlo con uno che ascolta Marco Carta di certo non credo che il suo giudizio in merito alla sfera musicale sia buono come quello di un qualsiasi ascoltatore x di una rockbandx di medio livello.

Non si tratta di ridurre il giudizio su quella a persona a babbeo di turno ma semplicemente ammettere che quella persona proprio non riesce a contribuire in maniera stimolante alla mia voglia di parlare di musica.

 Basta vedere la vita dei grandi jazzisti fino agli anni 50 e oltre: certo non persone che si sentivano parte di una qualsiasi elite.

Leggi l'autobiografia di Dizzy Gillespie e cambierai idea. Sopratutto i jazzisti della scena bop si sentivano parte di un'elite culturale(parole di Dizzy,Kenny Clarke e compagnia mica mie)

Invece, qua in Italia, chi sa fare "anche un minimo" una cosa inevitabilmente si sente in diritto di far pesare questa sua conoscenza sugli altri. E questo forse ? stato l'handicap che maggiormente ha frenato lo sviluppo di una vera creativit? in ambito musicale qui da noi. Soprattutto su un genere "difficile" come il jazz, dove a volte la necessit? di una conoscenza tecnica rende pi? facile diventare "spocchiosi".

Non si tratta di spocchia se si ? bravi che male c'? a dirselo(ed a dirlo?). C'? chi opta per la via della modestia perch? caratterialmente ? fatto cos? ma ti assicuro che la maggior parte dei jazzisti che hanno fatto la stori erano delle prime donne mostruose(le qui ti rinnovo l'invintio a leggere l'autobiografia di qualche jazzista magari Miles che ? una primadona assurda)


Mi scuso per errori di grammatica e sbagliato utilizzo del quote ma ho il pc in panne.
 




 
Ultima modifica di Kublai il Gio 05 Apr, 2012 11:22, modificato 2 volte in totale 
Near Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Near ha scritto:  

Non si tratta di spocchia se si ? bravi che male c'? a dirselo(ed a dirlo?). C'? chi opta per la via della modestia perch? caratterialmente ? fatto cos? ma ti assicuro che la maggior parte dei jazzisti che hanno fatto la stori erano delle prime donne mostruose(le qui ti rinnovo l'invintio a leggere l'autobiografia di qualche jazzista magari Miles che ? una primadona assurda)


Il discorso ?: chi decide "se" si ? bravi? Decido io perch? bravo mi reputo? Decidono i soldi che guadagno con la musica? I decibel prodotti dagli applausi del pubblico? Il numero delle stellette sulle recensioni delle riviste di musica?

Questi e altri, sono tutti punti di vista. Non dico che nessuno abbia valore, ma dico che nessuno ha valore in senso "assoluto". Come dicevo sopra, decide chi "ascolta", tutti indistintamente, e ciascuno per s?.

Musicisti primedonne? Ovvio, esprimere se stessi (con la musica, ma anche in qualsiasi altra forma) ? un atto "esterno" che si rivolge a un pubblico, quindi contiene una certa dose di esibizionismo.

Ma la musica, a differenza della pittura e della scrittura (almeno nella maggior parte dei casi), ? anche un'arte "sociale". Nel senso che io spesso faccio arte musicale con altri musicisti, mentre il 95% delle volte un libro lo scrivo da solo. Ed ? su questo che secondo me il musicista non pu? permettersi di essere "spocchioso".

Miles Davis era sicuramente terribile - aneddoti in tal senso ne ho letti anch'io parecchi - ma non penso che nel suo intimo non fosse in grado di premiare e di dare soddisfazioni agli altri musicisti con cui suonava: semplicemente perch? da loro voleva il meglio. Ed ? quello che secondo me distingue il genio.

Miles Davis non era "spocchioso": era "terribile", appunto, e mi sta bene. E' spocchioso invece un ragazzo che ha studiato chitarra jazz per 5 anni in una scuola di provincia italiana e che si ? confrontato solo con il pubblico del suo paese, e che comincia a guardare il mondo della musica dall'alto in basso, come se fosse gi? arrivato.
 




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Franco1964 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Franco1964, come in tutte le altre espressioni artistiche, il giudizio spetta alla storia. Decider? lei chi verr? ricordato, ascoltato e magari studiato tra 100 anni, e chi invece verr? dimenticato.

Ed in questo meccanismo le opinioni non sono tutte uguali.
Un critico, uno storiografo, un produttore, un giornalista, sono in grado di influenzare quella che sar? la memoria storica musicale dei nostri tempi molto pi? rispetto a quanto facciamo io e te.

Noi forse siamo leggermente pi? influenti di chi ascolta musica esclusivamente durante i talent show... ma solo perch? magari andiamo a comprare un disco anche dopo 50 anni che ? uscito.

D'altronde in letteratura esistono i best sellers ed i long sellers. E sono i secondi a rimanere.
 




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Ultima modifica di Baboz il Mer 04 Apr, 2012 23:30, modificato 1 volta in totale 
Baboz Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Baboz, ti do ragione, ma solo in parte.

Anche il giudizio della storia ? "condizionato". Ci sono "long seller" che periodicamente tornano di moda, e altri che magari invece spariscono per secoli nell'oblio. Io per esempio sto rileggendomi in questi giorni l'Iliade, mentre penso non mi sognerei mai di andarmi a leggere Sant'Agostino o il De Bello Gallico di Cesare.

Eppure, posso dire solo che "per me, in questo momento", l'Iliade rappresenta qualcosa di interessante, mentre le Confessioni non lo sono. Ma ? un punto di vista, del tutto personale e, penso, anche fortemente condizionato dalle mode (a cui, ricordiamo, tutti noi siamo soggetti). Stessa cosa per la musica.

Questo non vuol dire relativizzare tutto. Non conosco la classica, ma suppongo ormai si possa dire con una "ragionevole oggettivit?" che Mozart sia superiore a Salieri. Ma se poi incontro uno che afferma il contrario, non penso di poter dire che lui ha "assolutamente" torto.

E' quello che volevo dire nel primo post, che ? stato - giustamente - contestato.

Sono sfumature, ma importanti.
 




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Franco1964 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Siamo OT !!!
 




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Fagyo Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Quoto Fagyo, se non avete altri consigli da dare a Cella_ consiglierei di aprire un altro topic per questa "diatriba" totalmente OT
 




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Ultima modifica di Ninoobass il Gio 05 Apr, 2012 10:05, modificato 1 volta in totale 
Ninoobass Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ninoobass,

Mi sento un zinzino colpevole per aver alimentato un p? l'OT.
Anche se io facevo un discorso completamente diverso e pi? imperniato
al capire le strutture semplici o intricate anche degli standards.

Ma se si deve fare una discussione su bravi/non bravi/eletti/non eletti
oltre ad essere OT nel 3D stesso, ne abbiamo parlato 1000 volte sul Forum.

Quindi ti quoto, continuiamo a dare se possibile elementi di spunto per la domanda di Cella_
 




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Fagyo Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Chiedo venia e provo a rientrare IT.

Io non sono un jazzista, conosco pochissimi standard (i pi? facili), con la band non suono jazz, leggo gli spartiti con molta difficolt?.
Per?, dopo aver studiato il brano, un walking decente riesco a farlo.

Quindi ... Capire Il Jazz E I Suoi "standard" ... il mio metodo ? questo:

1 Scelgo uno standard che conosco, che mi piace, che ho ascoltato tanto, che ho fatto mio.

2 Prendo il real book, studio la progressione armonica del brano, individuo la tonalit? e su ogni accordo annoto il relativo modo, cerco di individuare i cambi di centro tonale e le sostituzioni. Quando non riesco mi faccio aiutare da chi ne sa pi? di me.

3 Suono le triadi e le quadriadi sulla base, svariate volte, usando quei modi che avevo annotato precedentemente.

4 Riprendo il real book ed imparo il tema, se necessario scrivo con la matita le note. Dopo che lo conosco bene, lo modifico improvvisando. Avendo suonato i modi prima, so dove posso andare e dove ? vietato (immagino i tasti come verdi e rossi).

Ripetere questa procedura per N standard (con N > 50) aumentando il livello di difficolt? e tanti problemi dovrebbero essere spariti, tipo scrivere le note a matita, chiedere aiuto per la comprensione dei cambi di tonalit?...

Ora, questa procedura sar? risibile per chi ? un jazzista serio, ma dato che Cella_ sembra agli inizi come me... magari aiuta  

PS il mio N ? mooooooooooooooolto minore di 50   infatti sono una pippa

PPS chiedo scusa per la terminologia errata che sicuramente avr? usato
 




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Ultima modifica di Baboz il Gio 05 Apr, 2012 11:33, modificato 2 volte in totale 
Baboz Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Fagyo non volevo bacchettare nessuno, ? solo che la parentesi aperta aveva impegnato quasi 2 pagine su 3  

Cella_ ha scritto:  

Vorrei imparare il jazz. Purtroppo vado da un maestro a lezione ma ci vediamo solo due volte al mese il che ? un po pochetto e vorrei iniziarmelo a studiacchiare da solo.


Se hai intenzione di iniziare da solo (come, d'altronde, ho fatto anch'io a mio tempo) ti consiglio i seguenti passaggi.

1) Studia l'armonizzazione della scala maggiore e minore armonica (in qualsiasi libro di armonia, all'epoca utilizzai "L'improvvisazione nel basso elettrico" di Maurizio Bozzi, oggi non pi? in produzione, ma le lezioni di Gi? Rossi su jazzitalia http://www.jazzitalia.net/lezioni/armonia/ar_lezione2.asp sono ottime). Studia una tonalit? per volta (partendo dal do) suonando gli arpeggi (le quadriadi, cio? questi http://www.jazzitalia.net/lezioni/a.../a2_armoni1.gif) ed i modi della tonalit? prescelta. Se ci riesci, canta quello che suoni, aiuter? l'orecchio poi a riconoscere le scale e gli arpeggi al volo.
Per il walkin' bass si utilizza sempre o la scala della tonalit? in cui ti trovi (con cromatismi o meno) o l'arpeggio ma, rispetto al fraseggio ci sono delle "norme" pi? stringenti (bisogna suonare la tonica dell'accordo almeno sul primo quarto di ogni misura, di solito, anche se in alcune situazioni, ad esempio brani modali, questa esigenza diventa meno frequente). Per questo argomento ti consiglio "Building walkin bass lines" di Ed Friedland.

2) Quando hai interiorizzato quanto detto prendi il realbook ed inizia ad analizzare (capire dalla lettura e dall'ascolto degli accordi e della melodia in che tonalit? si ? e quindi cosa si pu? suonare) e suonare qualche brano. Inizia con i "rhythm changes" (sono tutti quei brani che hanno gli stessi accordi del pezzo "I got rhythm" di George Gershwin, lo trovi sul real book, molti brani di Parker sono dei rhythm changes), con i brani pi? semplici, cio? con poche tonalit? (i brani di Ellington sono buoni per iniziare, ad esempio, Take the A Train), e ovviamente i blues.

Suonaci utilizzando solo scale (anche pentatoniche) e arpeggi, per inserire i cromatismi c'? tempo.

3) Quando inizi a trovarti a tuo agio e a riconoscere le tonalit? (e qualche mese, come minimo, ci vuole) puoi iniziare ad inserire i cromatismi. Quindi ti conviene imparare le scale bop (ionio, dorico, misolidio). Le trovi nel primo volume (parte prima) di "How to play bebop" di David Baker. Non c'? bisogno di studiare i singoli pattern.
Applica i cromatismi, insieme alle scale e agli arpeggi, sempre sugli stessi standard.

4) Assimilate le scale bop poi aggiungere i cosiddetti "enclosures" o "approach notes". Le trovi nel Capitolo 3 Volume 6 (pagina 53) di "Inside improvisation" di Jerry Bergonzi. Sono utilizzatissime nel bebop.

Arrivati a questo punto puoi iniziare ad ascoltare e studiare qualche solo di Parker (dall'Omnibook in C). Nello stesso momento per? ti conviene affrontare le possibili sostituzioni dell'accordo di dominante.
Quindi bisogna, a questo punto, studiare l'armonizzazione della scala minore melodica e di due scale simmetriche, la scala diminuita (tono-semitono) e la scala esatonale (a toni interi).

Per applicare ed utilizzare queste scale in modo fluido se ne andr? un po' di tempo (un anno?), ma a questo punto puoi suonare qualsiasi brano con un fraseggio bop.

A questo punto puoi allargare gli arpeggi (fino alla 13esima) e alterare gli accordi di dominante (che saranno sostituiti se si cambia la tonica).

Fatto questo non resta altro che iniziare lo studio del modale da quello lineare del primo Davis (Kind of blue) e del Coltrane post Giant Steps (passando ovviamente per il disco in questione) a quello un po' pi? incalzante di Joe Henderson fino a quello pi? complesso di Shorter.

Per lo studio del modale sono indicati "Inside improvisation" di Jerry Bergonzi (soprattutto il volume sulle pentatoniche, importante il capitolo 13 intitolato "Poly-Pentatonics", riguardante il suonare dentro e fuori dalla tonalit?-modalit?, attraverso l'utilizzo delle scale pentatoniche, un modo di suonare sviluppato da Coltrane e McCoy Tyner ma diventato di utilizzo comune da met? anni '60), "A chromatic approach to jazz harmony and melody" di David Liebman per la parte relativa alle risoluzioni false, anticipate, illusorie, posticipate tipiche del fraseggio post bop e "Modal jazz composition and harmony" di Ron Miller, per la composizione modale, utile anche all'analisi dei brani di Shorter e dei compositori pi? "moderni" come concezione.

Ovviamente la comprensione di questi argomenti necessita di tempo e, insisto, sicuramente le lezioni di un pianista jazz che abbia dimestichezza anche con l'arrangiamento di una big band, velocizzer? di molto la comprensione e l'applicazione pratica delle alterazioni e delle sostituzioni degli accordi con uno strumento armonico.

Spero di essere stato utile.  
 




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Ultima modifica di Ninoobass il Gio 05 Apr, 2012 19:45, modificato 3 volte in totale 
Ninoobass Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Riguardo alle lezioni del pianista jazz ho qualche domanda da porti ninoobass.
Metti che uno come me che al piano non sa fare una cippa va dal maestro di piano con l'intento di imparare a suonarlo per poter visualizzare meglio accordi e scale non ? che quello poi mi fa fare il mio primo Bach e libri di tecnica pianistica compassati?

Nulla da ridire sull'utilit? del mio primo Bach(lo notavo nella mia vecchia classe di solfeggio che i cantanti che lo studiavano ebbero giovamento nella scioltezza e nell'agilit? delle dita) ma come impostare il programma?

Sono sicuramente pippe mentali visto che il maestro se ? maestro come impostare un programma di studio lo sapr?, ma intanto che ci sono chiedo a te che magari sei pi? informato.
 




 
Near Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Near personalmente con il pianista (un pianista jazz che ha anche diretto una big band) ho studiato l'armonizzazione a 6 voci (quella standard pianistica) e l'arrangiamento per fiati (prima 8 voci, due sezioni da 4 e poi 12-15 voci, con 3 sezioni), quindi non ho studiato "tecnica pianistica".

Per chiarire, il mio primo strumento ? il basso, la chitarra la suono abbastanza bene (diciamo come secondo strumento), ed il piano lo suono con la sufficienza stentata (insomma, se devo suonare un pezzo lo armonizzo con triadi sulla mano destra e la sola tonica con quella sinistra).

Le lezioni non servono a suonare gli accordi sul piano "a tempo" e "con la tecnica di un pianista", ma serve ad applicare quello che studi nel programma di armonia e arrangiamento.

Per capirci i compiti per casa consistevano nell'armonizzare uno o pi? standard (prima a 6 voci per piano, poi per fiati) e nello scrivere sul pentagramma quanto armonizzato a casa. Il tutto serve ad avere un'idea chiara e soprattutto concreta nell'armonizzare, quindi nello scegliere gli accordi (alterati o sostituiti), la ritmica dell'armonia ecc... e quando si suona in gruppo aiuta a capire al volo cosa ti sta suonando il pianista (visto che ci credo poco all'ear training fine a se stesso).
Insomma, quando qualcuno mi suona un G7#5#9 lo capisco.
Inoltre, quando devo scrivere un pezzo o riarmonizzarlo so gi? dove metter mani, senza fare scelte "teoriche" o "a tavolino" che magari poi quando le si suona non funzionano.
Infine, questo lavoro serve anche nello sviluppo del fraseggio.

D'altronde anche nelle classi delle lauree triennali in jazz si studia l'armonia (sul piano) e nelle specialistiche l'arrangiamento per fiati.
 




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Ultima modifica di Ninoobass il Gio 05 Apr, 2012 21:04, modificato 1 volta in totale 
Ninoobass Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ninoobass, che dire, complimenti per la preparazione  

Da appassionato di musica e di jazz, con una famiglia sulle spalle e poco tempo da dedicarci, mi limito ad un solo strumento (il basso). Mentre nello studio del pianoforte per ora sono molto limitato, neanche al livello della sufficienza.
Ma questo ? un mio limite, quindi penso che, tolto il secondo strumento chitarra, che ? un tuo valore aggiunto, il resto sarebbe la base ideale per approcciare il jazz.
Questo per lo meno ? quanto ha tentato di fare il mio maestro con me.  
 




 
cubano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ninoobass grazie, sei stato esauriente.
Mi sembra mooooolto interessante quello che hai affrontato con il tuo maestro e sicuramente per noi bassari pi? stimolante dell'imparare a suonare il piano in maniera classica.

Credo proprio che tra un p? di tempo ci andr? anch'io da un pianista, prima per? voglio migliorare cose come walking,utilizzo di determinate ditteggiature ecc. che ? meglio vedere con un maestro di contrabbasso.

Comunque mi confermi un'idea che gi? avevo e cio? che prendere lezioni da un pianista ? fondamentale.
 




 
Near Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
un libro che a me ha insegnato parecchio e' "Jazz" di Arrigo Polillo. Per capire qualcosa di piu' ho preso un blocco di circa 300 vinili di jazz su ebay. Parlando con vari jazzisti il punto di arrivo e' sempre lo stesso: per suonare Jazz devi ascoltare vagonate di jazz.

buon lavoro
 




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nefti Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ti hanno consigliato bene, per? manca una cosa : vai alle jam!!!!! Se prima di suonare con qualcuno devi aspettare di conoscere tutto finsici che inizi a divertirti col jazz a 80 anni. Una volta che hai imparato le prime scale e i primi concetti (risoluzione delle frasi, progressioni II V I...) usali per capire gli standard pi? semplici (all of me, autumn leaves, summertime, beautiful love, all blues, freddie free loader...). Cerca posti dove si suona jazz e proponi timidamente al chitarrista sborone di suonare un pezzo del tuo limitato repertorio. Quando l'hai fatto, e le ginocchia hanno finito di tremare, metti l'orgoglio da parte chiedigli cosa hai sbagliato. Inizia con un prof di basso che sia jazzista, ma poi una volta che cominci a capirci qualcosa, se ti sembra che il prof ragioni troppo da "bassista" non aver paura di andare a lezione da un trombettista o saxofonista. C'? poco da fare, spesso le frasi pi? fighe le conoscono loro. O un pianista, ancora meglio, visto che anche loro oltre che i solo a volte devono fare il walkin'. E soprattutto, inizia a contare i quarti accentuando il secondo e il quarto battito. Non perdere tempo con la letteratura jazz, se hai tempo per suonare suona, le biografie leggile prima di andare a dormire (no flame). E se ti sembra di aver davanti un muro, contiunua a sbatterci la testa, prima o poi il muro verr? gi?
 




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notadolente Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Non so quanto ti possa incoraggiare, ma...devi averci tanta passione...? un mondo a parte...nel mio paese abbiamo solo un insegnante di basso...jazzista, ti insegna tutto, ma...alla fine sfoci li...ti dico solo che l'inizio del jazz, amplificato dal fatto che il laboratorio, che era partito, di jazz si era trasformato in gruppo jazz, da parte della scuola di musica, da sponsorizzare ad ogni chiamata del sindaco alle inaugurazioni di qualsiasi fontanella nuova del paese, ? coinciso con la fine dello studio del mio strumento.....scappato!

Dimenticati del rock di tutto il resto della musica...li ? tutto un altro mondo...bene o male segreto.
 




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Cliffettino Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Cliffettino ha scritto:  
Dimenticati del rock di tutto il resto della musica...li ? tutto un altro mondo...bene o male segreto.


Ecco, secondo me questo ? proprio l'approccio pi? sbagliato possibile se si vuole capire cosa ? il jazz e come si suona.
 




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Ultima modifica di Franco1964 il Lun 14 Mag, 2012 09:58, modificato 1 volta in totale 
Franco1964 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Franco1964, ok, a me lo hanno fatto vivere cos?, ero completamente distaccato dai miei gusti musicali e da quello che suonavo con i miei amici...insomma ero un rockettaro, metal ( ma non troppo ) oriented che a scuola veniva spinto in una direzione jazzistica esclusiva ( il mio maestro, bench? persona squisita e speciale non lo vedevo come un cultore della musica popolare) e con il gruppo ero circondato da persone esclusivamente metallare, io sono un cultore della storia leggendaria del rock (pink floyd, led zep, deep purple, queen ) il risultato ? che:

1) non so suonare ad alti livelli

2) Odio il jazz

3) Non voglio suonare metal

quindi per tornare al discorso, penso che il jazz bisogna amarlo con una passione maggiore e deltutto differente rispetto agli altri tipi di musica e che sia un mondo a parte....se mi sbaglio sono felice di sentire opinioni discordati che mi possano illuminare  
 




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Cliffettino Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Secondo me ti sbagli.
Non credo esista il modo migliore per approcciare il jazz, intendo come musicista.
Esistono tanti modi che probabilmente non sono corretti.
Sto parlando comunque da appassionato, e non da pro o da musicista di livello.
Il mio insegnante, comunque, ha perso molto tempo insieme a me per darmi delle basi larghe, che mi permettono di approcciare non solo il jazz, ma anche altri generi come il raggae, il blues, il rock, il pop, e via dicendo...
Adesso sto iniziando le prime cose sul jazz, ma ho gi? delle basi sia di tecnica che di armonia, e questo mi aiuta moltissimo, anche nell' ascolto.
Quando nei post precedenti si consigliava un maestro jazz-oriented, era giusto.
Per? personalmente come bassista voglio avere delle basi e delle nozioni che mi permettano di spaziare musicalmente.
Magari mi scopro un talento della musica popolare, non vedo perch? perdermi delle occasioni.
Il tutto ? ovviamente IMHO.
 




 
cubano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ma ovvio, pure io ho delle basi che mi permettono di suonare tutto, il mio maestro, al quale, ripeto voglio (musicalmente ed anche un po' umanamente ) un gran bene, mi ha dato le basi per suonare tutto, ma, ad esempio....ti faccio degli esempi:

non considera il metal come....stile musicale...non ? che quando abbiam fatto le terzine mi diceva "come steve harris"    e cmq mi ha sempre dato la sensazione di snobbarlo nei riferimenti..."questo non ? come fare il power metal" ( n.d.c. Powermetal era il termine che dava ad ogni forma di metal )

non conosce lo "slap"...io per esempio non so slappare e quel poco che so l'ho fatto da me come forma rudimentale...ma mi rendo conto che i risultati non sono quelli di "Lydia on bass"  

Non conosce la tecnica col plettro...e per giunta prima di fare il bassista era un chitarrista...ma non la contempla nel basso tant'? che alle prime letture del metodo: "si questi segni indicano le plettrate, ma il plettro nel basso si usava negli anni 70 " ( adesso no? ) "adesso ci sono delle forme di plettri un po' pi? grandi....magari felpati"........

Per il resto ti posso suonare di tutto se mi ci metto, la lettura e il solfeggio me li ha fatti lui e bene, poi ovviamente sfoci nel jazz...e li sono scappato...non ci capisco nulla, ho molto orecchio e sono molto istintivo...ma quando si tratta di applicare la teoria al 90% e mi dispiace ma il jazz ? teoria al 905 ( se non di pi? ) mi viene il mal di capo....dio benedica la pentatonica e la scala blues!!!!
 




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Cliffettino Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
^^^

per fortuna esistono tanti generi al mondo, ad ognuno il suo  
 




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Silvestro Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Cliffettino,

Il jazz ? musica.
Quindi ? pratica non teoria.
Semmai ? Cultura, quello si e deve anche piacere.

E te lo dice uno che non ? un jazzista, ma che ama ascoltare il jazz.
Qualche volta l'ho anche suonato, ma non posso definirmi jazzista, anzi ne sono distante.

Per? anche nella musica pop magari un p? pi? evoluta, nel funky, addirittura nel Chill-out,
oggi sapere non solo la pentatonica e la scala blues ovvero, sapere di musica, saperle APPLICARE sopratutto
? utile....
 




Io uso: plettro e dita

____________________
Ecco.
 
Fagyo Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
quoto Silvestro e Fagyo.
Se si pensa che il jazz sia "applicare la teoria" significa che non si ? capito il genere. Il jazz ? musica e come tutta la musica va prima di tutto cantata, ascoltata. Inoltre oggi come oggi non capisco il senso di frasi del genere, visto che gli accordi 7#9 ricordo che erano parte integrante della musica di Jimi Hendrix e gli slash chord e gli accordi sospesi sono utilizzati anche nel pop.
Per far propri alcune scale ed alcuni accordi basta suonarli, farci l'orecchio, cantarli. Inoltre, per esperienza personale mia e da quello che dicono un po' tutti quelli che suonano il genere, quando si accompagna un brano o si suona un solo non si pensa ad applicare questa o quest'altra scala, e di sicuro non lo faccio.
Se ci fai caso grande parte dei musicisti che suonano questo genere quando fanno un solo se lo cantano, come fanno tutti i chitarristi, anche quelli "rock".
Sono d'accordo anche con notadolente, pi? si suona, meglio ?.  
 




Io uso: plettro e dita
 
Ultima modifica di Ninoobass il Mar 15 Mag, 2012 15:44, modificato 1 volta in totale 
Ninoobass Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Capire Il Jazz E I Suoi "standard" 
 
Ok, mi avete convinto a riprovarci...  

Adesso mi porto kind of blue in macchina, inoltre vi passo un pezzo che a mio parere ? godibilissimo da ascoltare:

http://www.youtube.com/watch?v=cEj_UnWbm1o
 




Io uso: solo le dita
 
Cliffettino Invia Messaggio Privato
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