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Fagyo
Marco Fagioli
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 La Pazienza del Bassista. Suonare quando serve...
Del grandissimo e compianto Mike Porcaro, mancato pochi giorni or sono, ho sempre ammirato il gusto, la perfezione, l'estro anche se non sembra assolutamente e sopratutto il RUOLO. Lo ritengo IL BASSISTA, sempre a servizio, sempre nei ranghi ma con quel suo gusto e quel suo tocco felpato che può diventare estroverso in qualsiasi momento del brano.
Ma ammiro sopratutto la pazienza.
La pazienza di non cadere in facili tentazioni, di essere ligio al suo dovere ma con classe, di essere giusto e calibrato in ogni momento, anche quando entra ed esce dalla nostra visuale, quando si fonde con gli altri strumenti. E questo è di una importanza vitale nei contesti pop dove lui si trova a sguazzare con una passione che sento dalle sue note.
La Pazienza di non spendersi subito, di aspettare il momento giusto per fare quelle 2 note in più, che avrebbe potuto fare anche nel primo refrain, ma che con pazienza ha risparmiato per fartele udire nitidamente quando serve.
Ecco... QUANDO SERVE è un confine difficile da mediare... e quando è che serve?
Io non sto suonando quasi più live, ma ho speso una vita a capire come suonare quando serve. Non senza errori, non senza strafare, tamarrando qua e la... ma anche studiando me stesso ed il mio corpo e studiando sopratutto le reazioni che sente emotivamente sul suonare in un modo o nell'altro. Siccome suono davvero poco, mi sono messo a studiare l'emozionalità che una linea di basso può darti sia ad ascoltarla che a suonarla, perchè amo la musica e non mi abbandonerà mai.
Quindi tra i tanti brani dove riconosco la pazienza infinita di un bassista ho scelto questo pezzo dei Toto.
Ma non si tratta di una pazienza agitata, si sente che Mike è tranquillo, si sente che ha ponderato tutto, studiato ma senza porsi troppi schemi assurdi e dando se stesso dentro ad una linea molto semplice, ma che nasconde le insidie della mancanza di obiettività e ritrovarsi a fare scale e scalettine, rumori e arrampicate, quando semplicemente si può suonare
una nota e appoggiarsi all'emozione che il pezzo regala... appunto per regalare emozioni a chi le ascolta...
Sembrerà da parte mia un delirio ed in parte lo è, ma è una mia riflessione su COME suonare, quando si fa un gran parlare di velocità, tecnica, circo, fiera, sagra e tutto quello che ti fa perdere di vista, compreso il troppo affaccendarsi intorno allo strumento con corde, legni, bagnetti, ragnetti, panni in microfibra e fotografie. (nessuno ne è esente... nemmeno io...)
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#1 Gio 21 Mag, 2015 14:14 |
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sardsurfer
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Fagyo, grazie dell'ottimo spunto di riflessione.
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#2 Gio 21 Mag, 2015 14:19 |
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antobass
Antonio
Contributor

Registrato: Gennaio 2012
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Fagyo, è una vita che la penso così. Quando nel gruppo mi faccio profeta di questi concetti, riesco raramente a convincere qualcuno.
Soprattutto fare capire di quanto conti la pulizia del suono, l'armonia e l'atmosfera che anche una singola e sola nota può infondere in un brano.
E quanta presa possa fare su chi ti ascolta, che sia intenditore o no.
Come faceva Mike.
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#3 Gio 21 Mag, 2015 14:39 |
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pauluccio73
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
condivido.
Praticamente è la scuola di Miles Davis (anche se non è un bassista) che ha tentato di esprimere e far capire questi concetti.
Paolo
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____________________ « Ai tempi del bebop tutti suonavano velocissimi. Ma a me non è mai piaciuto suonare tutte quelle scale su e giù. Ho sempre cercato di suonare le note più importanti di ogni accordo, per sottolinearle. Sentivo gli altri musicisti suonare tutte quelle scale e quelle note e mai niente che valesse la pena di ricordare. »
Miles Davis
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#4 Gio 21 Mag, 2015 19:03 |
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Amphitruo
Registrato: Dicembre 2008
Messaggi: 63
Età: 43 Residenza:
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Bah.
Io nei Toto preferisco David Hungate 1000 volte.
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#5 Gio 21 Mag, 2015 19:58 |
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Fagyo
Marco Fagioli
MegabassStaff

Registrato: Settembre 2005
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 Re: La Pazienza del Bassista. Suonare quando serve...
Questione di gusti e di come si intende il basso nei pezzi.
David è piaciuto tantissimo anche a me ai tempi di Toto IV.
Più sanguigno. Ma la band andava anche verso un pop completamente diverso, più moderno e meno "Rock".
Anche lui comunque ha una grande pazienza e sa come "spendersi" all'interno di una linea di basso.
Francamente l'ultimo album mi ha un pò deluso per il suono impersonale.
Magari non è nemmeno colpa sua, visto che ci ha suonato Sklar e Tal e non si riconoscono nemmeno in tre
(Grande album l'ultimo eh? Su questo non discuto... )
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#6 Gio 21 Mag, 2015 22:14 |
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sandoz
Fabio Caraccio
Registrato: Aprile 2012
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Fagyo, considero anch'io la pazienza del bassista la sua "grande dote". Forse più di ogni altro musicista lo trovo apprezzabile quando ha il dono della misura e il gusto di non strafare, non appesantire, non esagerare. Un bassista eccessivo, magari sotto una coltre di chitarre eleborate e per così dire esaustive non fa altro che appesantire l'arrangiamento. Vale anche nel rock... io l'ho imparato dopo anni e anni di cover dei Pearl Jam; ritengo Jeff Ament un ottimo bassista proprio perché ha un eccellente senso della misura e fa' in determinati contesti esattamente quello che deve fare, ne' una nota di più ne' una di meno, salvo poi venir fuori prepotentemente quando e se il pezzo lo richiede. Va considerato poi il gusto per il suono: sottolineare con semplicità la tonica dell'accordo ma con la giusta intenzione e con un suono curato e valorizzante ha di per sé più senso di mille fraseggi poco azzeccati. Ecco perché a volte riscopro quanto è bello suonare il basso grazie a pezzi come Nothingman o ai 3 accordi in croce di Creep dei Radiohead.
Essere lì sotto, discreti ma "dentro" l'anima della canzone, al centro dell'amalgama, è meraviglioso.
Non nascondo che spesso non ci riesco, mi faccio tentare dalle stupidaggini, ed è in quei momenti che perdo la bussola e mi allontano sempre di più dalla definizione di musicista...
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#7 Gio 21 Mag, 2015 23:37 |
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Homer
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Registrato: Mag 2008
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Età: 54 Residenza:  Salerno
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Parole sante. Anzi mature. Giuste. Eppero segnano un punto di arrivo che giunge in modo diverso e dovrebbe coinvolgere tutti. Il bassista, gli altri musucisti, GLI ascoltatori/fruitori della musica. Qui si parla di Toto . Non è facile per nessuno. Il circo a volte, spesso, è richiesto. Ho registrato a natale un cd che uscirà forse dopo l'estate, dove mi sono impegnato a "Sparire"con gusto. A farmi senture una due volte. In sede di mix il produttore, qualificatissimo di scuola rock milanese, mi ha richiamato a rifare alcune tracce per essere... più invisivo e presente. In quel momento sono entrato in crisi profonda. Ho dovuto rimettermi a studiare con il maestrone: mi sembrava di non aver capito nulla del ruolo del bassusta. Ma anche dal vivo... te la chiama il pubblico il batterista la piroetta... saggio e giusto. ma difficilissimo.
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#8 Ven 22 Mag, 2015 02:01 |
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Amphitruo
Registrato: Dicembre 2008
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Età: 43 Residenza:
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Homer ha scritto: scuola rock milanese
Ci parli un po' di questo rock padano?
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#9 Ven 22 Mag, 2015 09:10 |
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Homer
Email non valida

Registrato: Mag 2008
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Età: 54 Residenza:  Salerno
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Ha una propensione per chitarre e bassi "colorati" di overdrive e spinti. Ma questo era un progetto cantautoriale. Ho registrato tutto con un magnifico blade in diretta. Pulito, bassoso. Tum cha cha..... qualche sgrillettata sulle ottave. Uno me ne uscito anche buono la prima. Ma secondo lui girava poco. Non per il groove che c'era, quanto per la poca partecipazione del basso. Lo si voleva con qualche feel in più.
Ma mi chiedo: un Pippo Matino, nella sua produzione pop-rock, come andrebbe giudicato allora?
Son gusti alla fine...
P.S. E ricordo un certo Red Canzian di cui ho in auto tutta la produzione anni 70... mica tanto sobbrio.....
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Ultima modifica di Homer il Ven 22 Mag, 2015 09:28, modificato 1 volta in totale |
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#10 Ven 22 Mag, 2015 09:26 |
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emag83
Registrato: Giugno 2009
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Età: 42 Residenza:  Roma
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Fagyo, come non quotare ogni singola parola del primo post.
Una piccola/grande soddisfazione in tal senso > nella mia band attuale (genere Pop) mi sono speso moltissimo per riuscire a invertire la tendenza che spinge più o meno ad essere sempre presente con lo strumento.
Ovvio che a seconda del pezzo servirà fare un po' di questo un po' di quello. Ma in generale il concetto
è riassumibile appunto in suonare solo quel che serve, quando serve.
Ossia - se ho capito bene - né più né meno il concetto espresso in firma da ganesh.
Partendo da quello, mi sono proprio reso conto che mi piacciono i momenti in cui il basso non suona.
Momenti che è bello riprendere dopo poco per sottolineare determinati passaggi...insomma niente di nuovo.
Non pago, ho cominciato a stuzzicare in tal senso anche il tastierista, che prima suonava "a zampogna"
ossia praticamente senza accenti e senza pause.  (è alle prime armi ma si applica il ragazzo).
I pezzi sono cambiati come il giorno dalla notte. Sono incomparabili rispetto a prima per moltissimi aspetti,
ma se dovessi scegliere un solo aggettivo direi che sono più "professionali."
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#11 Ven 22 Mag, 2015 11:36 |
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f-monk
Registrato: Ottobre 2007
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Età: 51 Residenza:  tra crema e lodi
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Condivido e aggiungo che vale per tutti i musicisti, é una sorta di consapevolezza che alcuni hanno ma altri non hanno e non avranno mai, purtroppo.
g
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#12 Ven 22 Mag, 2015 15:38 |
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maxfas
Massimo Fasoli
Registrato: Febbraio 2006
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Età: 62 Residenza:  Roma
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Mi sa che dobbiamo fare un gruppo io, te, .......insomma parole sante e mai troppo comprese dai vari musicisti.......
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#13 Ven 22 Mag, 2015 20:46 |
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etranger
Registrato: Gennaio 2015
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Età: 53 Residenza:  Morbegno (SO)
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Sono anch'io pienamente d'accordo con Fagyo e con chi è intervenuto fino a qua. Bisogna però ammettere che tra il dire e il fare... Io ho suonato per anni in gruppi rock-indie, sopratutto in trio dove eri sempre chiamato a "tirare"; oggi che sono in una situazione più "soft", con davanti due chitarre e alle spalle batteria e percussioni, sto cercando di suonare in maniera più "paziente", rendendomi conto però di quanto non sia per niente facile
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#14 Ven 22 Mag, 2015 21:22 |
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Fagyo
Marco Fagioli
MegabassStaff

Registrato: Settembre 2005
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Homer ha scritto:
P.S. E ricordo un certo Red Canzian di cui ho in auto tutta la produzione anni 70... mica tanto sobbrio.....
Mi tiro in causa da solo, perchè ho suonato TUTTO di Red.
Red è un chitarrista passato di brutto e per forza al basso.
Devo dire che agli inizi era molto "lirico". Tante scorribande sulle ottave alte, acciaccature continue,
molti trilli etc... Però era sempre "equo"...
Lasciando perdere il fretless che lui ha portato forse per primo nella musica leggera in Italia e che ha
sempre fatto la sua porca figura.
Poi nell'invecchiare è diventato molto più bassista, molto più in funzione del pezzo. Anche se quella vera pazienza
da bassista navigato a volte manca... nell'ultimo album "dove comincia il sole" è molto più preciso e granitico...
Ma c'è un motivo... hai alle spalle e forse davanti un batterista (era l'oraaaa!!!!  ) come Steve Ferrone, che del groove e della potenza ne fa bandiera... molto facile appoggiarsi e lasciarsi cullare con maggiore pazienza.
Non dimentichiamo che dal vivo CANTA TUTTO, o solista o corale e questo nella scelta di come suonare
un brano, conta tantissimo.
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#15 Ven 22 Mag, 2015 23:07 |
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Homer
Email non valida

Registrato: Mag 2008
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Età: 54 Residenza:  Salerno
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Fagyo, ti ho voluto tirare l'esca.
Non mi andava che spendessi tante belle parole soltanto per UNO dei bassisti alla base della tua cultura musicale, ma desideravo che ti soffermassi su quest'altro immenso artista che è alla base della (anche mia) formazione.
Che farabutto che sono
OT. Di Red straamo anche il periodo dei trilli, del bassismo nervoso. Anche quando attacca il jack è musicale
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#16 Sab 23 Mag, 2015 08:35 |
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Shedua511
Francesco HP
Registrato: Febbraio 2006
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Io sono convinto che sia proprio questa "pazienza" a rendere i bassisti maturi anche ottimi produttori: il momento in cui si smette di focalizzare sulla propria parte e si inizia a sentire l'insieme è il momento in cui si smette di voler emergere appena c'è lo spazio per farlo. M piacerebbe dire che sono a quel livello, ma ancora devo maturare come musicista... ci sono momenti in cui non riesco a trattenermi, specie dal vivo, dal far vedere ai 2-3 bassisti in sala, che sì, so suonare!
Con la mia consueta eleganza, lo chiamo "tirare fuori il pisello" 
È un espressione che uso spesso con i musicisti con cui suono (che infatti mi credono francese), per dire che uno ha voluto prediligere l'ostentazione alla musicalità ("bello quel solo, però se alla fine non tiravi fuori il pisello era pure più bello!" L'ho usato tante volte coi chitarristi che ormai dico solo "troppo pisello"  ).
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#17 Sab 23 Mag, 2015 10:04 |
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paco01
Pasquale
Contributor

Registrato: Settembre 2011
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Gran bella riflessione Fagyo, mi è piaciuta molto leggerla e riflettere a mia volta sul "confine del QUANDO SERVE o QUANDO NON SERVE" intervenire col basso in una canzone.
La mia filosofia è stata sempre "2 note in croce devono essere ma fatte bene"
E' una filosofia che personalmente mi è venuta col tempo, come penso a molti di voi, e comunque grazie, una discussione interessante
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#18 Sab 23 Mag, 2015 11:23 |
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Effegi
Franco Gialdinelli
Contributor

Registrato: Febbraio 2007
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Età: 68 Residenza:  Varese
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Penso che essere capaci di mettere "La nota giusta al momento giusto", allo scopo di creare una certa suggestione nell'ascoltatore, faccia la differenza fra un musicista, ma soprattutto un produttore/arrangiatore, di successo e uno qualsiasi.
Nello studiare i brani da preparare per i miei gruppi, mi è capitato moltissime volte d'imbattermi in linee, per quanto eseguite da bassisti capaci di sicura e comprovata tecnica, quando non di virtuosismo, uno a caso Pino Palladino, talmente minimali da farmi chiedere: "Eh... ma perché?", salvo poi capire che il perché era che qualunque altra cosa provassi a metterci io finiva per apparire improponibile.
Come si "smuove" l'emozione dell'ascoltatore, con quali note o giri?
Domanda da un miliardo: i produttori bravi hanno all'uopo le loro conoscenze tecniche e un bagaglio di trucchi, certo è che dietro ci vuole comunque un ragionamento di tipo psicologico, emotivo: pensate solo a chi scrive colonne sonore.
Per noi comuni mortali basterebbe anche solo cercare di sviluppare e coltivare quello che si chiama "Buon Gusto", ragionando bene e con calma su quello che si fa, e chiedersi sempre se una cosa è il caso di farla o meno.
Se interessa un buon testo sulla psicologia della musica, scritto in modo molto scorrevole e godibile da uno scienziato/musicista, questo, che ho già segnalato sul Forum tempo fa, l'ho trovato davvero ottimo:
Fatti di musica. La scienza di un'ossessione umana (Daniel J. Levitin)
Questo invece è per me un ottimo esempio di misura e buon gusto nel trovare linee di basso semplici ed efficaci, proprio in una situazione di soli voce, chitarra acustica e basso, nella quale devi per forza anche riempire, ed è facilissimo cadere nell'esagerazione.
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FG
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____________________ "Se la nave affonda, prima le donne e la sezione ritmica!" (Jack Pastorius, padre di Jaco); "Less pipes, more music... " (Gianni)

* Odyssea * Frammenti Diatonici * Chorus Insubriae *
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#19 Sab 23 Mag, 2015 12:45 |
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darry
Contributor

Registrato: Settembre 2012
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Citazione: Ma c'è un motivo... hai alle spalle e forse davanti un batterista ... molto facile appoggiarsi e lasciarsi cullare con maggiore pazienza.
Però mi soffermerei anche su questo. E non vale solo per il buon Red.
Avere a fianco un bravo batterista, o nella band a dirsi voglia, fa suonare bene tutti, soprattutto il bassista.
Per quanto mi riguarda con un bravo batterista, sono quasi sempre riuscito a fare il "necessario", senza strafare, perché anche lui spingeva molto bene sul beat ed era preciso e pulito.
Il discorso che ha fatto Fagyo è illuminante, non c'è dubbio, ma ci vogliono anche altre componenti per poterlo fare.
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Ultima modifica di darry il Sab 23 Mag, 2015 15:45, modificato 2 volte in totale |
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#20 Sab 23 Mag, 2015 15:44 |
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cubano
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Messaggi: 1215
Età: 56
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Mi è capitato recentemente di partecipare ad un progetto pop composto da professionisti.
E se devo essere sincero, mi è subito venuto naturale suonare il meno possibile, cercando l' insieme e la precisione.
Mi bastava ascoltare il tutto che suonava. La batteria che sta su da sola, la chitarra che con due colpi colora già,
io col basso mi incollo alla cassa e il brano vola...
Basta capire il mood, se tirare avanti o indietro, aspettare una rullata per il feel...
Insomma, penso che quando si suona con dei buoni, diventa anche più facile essere "pazienti"
Forse non c'entra tantissimo, o forse sì.
Insomma, penso che un certo modo di suonare nasca anche in determinati contesti, sopratutto per noi bassisti, che dobbiamo comunque fare groove, e non è sempre facile riuscirci. Anche perché non siamo soli in quel ruolo, lo condividiamo spesso con batteristi pestoduro e tantabotta, e chitarristi milleffetti o stratoriff.
Questo per noi poveri mortali.
Loro, gli Dei del Basso, hanno altre regole, sono fatti di un' altra pasta. Ma hanno colleghi altrettanto divini...
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#21 Dom 24 Mag, 2015 01:28 |
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kranio
Andrea Folli
Registrato: Agosto 2007
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Età: 54 Residenza:  Zelo B.P.
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Ma insomma! Tutti bravi e ligi nello stare "schisci" nel proprio rango?
Vi piace veramente suonare col freno a mano tirato?
Nessuno che ammette di compiacersi nel buttare li quel po di note in più che ti fanno sentire un figo al basso?
Dai, non ci credo, avanti gli smanettoni, che se non sono pagati da nessuno, sono liberi (e spesso pure piacciono in questo) di abbondare serenamente in fraseggi, scale, scalette e virtuosismi vari; io sto dalla vostra parte, altro che stare abbottonati...........  ..............già è noiosa la routine quotidiana, se anche suonare lo diventa...........
poi voialtri fate come meglio credete, io sbrodolo note, e vaffff.....
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Ultima modifica di kranio il Dom 24 Mag, 2015 15:30, modificato 2 volte in totale |
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#22 Dom 24 Mag, 2015 15:17 |
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darry
Contributor

Registrato: Settembre 2012
Messaggi: 2951
Residenza:  Roma
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
kranio,
nessuno ha detto che non si è tentati, o fatto mai, scale, scalette e soli, alcune volte ci stanno; e poi dipende anche che genere si suona.
Se ti metti a fare i numeri da circo, spesso però non è musica.
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#23 Dom 24 Mag, 2015 15:54 |
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haldir
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Volevo innanzitutto complimentarmi con Fagyo per questo bel post,ricco di spunti di riflessione....
Appunto "quando è che serve?"
Il modo di suonare uno strumento musicale,come altre cose nella vita,vedasi lo sport,nello studio,nel lavoro, cambia nel momento in cui cambia una persona,in base alle proprie esperienze di vita..al proprio percorso......
All'inizio,"dobbiamo" per forza farci sentire (vero?) quasi un voler dire "Ehi, ci sono anche io!!!"
e se siamo sinceri sino in fondo dovremmo ammetterlo....
Però poi col tempo,con le esperienze si cambia....
Ho conosciuto tanta gente che è migliorata tanto proprio perchè ha imparato l'umiltà,ha imparato che è sempre meglio ascoltare prima di suonare...sempre meglio fare silenzio e poi capire quando è il momento di dire la propria,come dirla e se dirla.
Col tempo e le esperienze,si capisce per esempio che bisogna "aspettare" il proprio momento...quelle due note che acquistano significato proprio perchè si fanno in quel momento,proprio perchè si è resistiti alla tentazione di dire "Io prima di tutto..."
E i grandi professionisti sembrano confermare quello che dico....
Bisogna aspettare,(ovviamente non si tratta di un aspettare passivamente...) o meglio più che aspettare bisogna dare tempo al tempo...
Accettando i propri errori e imparando da essi.
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#24 Dom 24 Mag, 2015 17:11 |
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kranio
Andrea Folli
Registrato: Agosto 2007
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Età: 54 Residenza:  Zelo B.P.
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 Re: La Pazienza Del Bassista. Suonare Quando Serve...
Tutto giusto per carità, però, mettiamola in questi termini:
Siete il bassista di un gruppo super-amatoriale, composto da voce, due chitarre, batteria ed ovviamente voi al basso;
capite subito che i due chitarristi non sono un granché, poca fantasia, assoli insipidi;
il batterista sa fare i soliti 4/5 tempi basilari Rock/Blues, poche rullate, poca forza, poco di poco;
il/la cantante è ok, bella voce, buona intonazione, è l'elemento di spicco nel gruppo...assieme a voi, e non certo perché siete voi a riconoscerlo.
Bene, che fate? Che tipo di approcio mantenete nella band?
Vi perdete nel basso livello medio limitandovi a suonare giusto il minimo sindacale che viene chiesto ad un bassista, oppure cercate (almeno voi) di dare un tocco di personalità ai pezzi, condendoli di tutto il bagaglio tecnico a vostra disposizione?
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Ultima modifica di kranio il Mer 03 Giu, 2015 13:29, modificato 1 volta in totale |
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#25 Dom 24 Mag, 2015 19:12 |
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