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Franco1964
Franco Sarcina
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 Approccio "scritto" Alla Musica
Hola,
nel mio disordinato ma più o meno costante tentativo di migliorarmi, ho deciso che la cosa più importante che posso fare in questi mesi (dove non mi è possibile, per ragioni personali, frequentare un insegnante) è imparare a leggere (e a scrivere, nell'ipotesi) la musica.
Infatti, oltre al vantaggio che avrei qualora trovassi le trascrizioni dei brani che intendo fare, c'è anche una questione di "metodo". Per indole, infatti, ho sempre reinterpretato i brani che ho suonato da solo o con i vari gruppi, senza preoccuparmi eccessivamente della corrispondenza con quella che è la linea di basso originale. Insomma, a parte gli obbligati, ho sempre "reinterpretato" i brani, in genere ad orecchio, senza mai puntare alla ricostruzione "filologica" dell'interpretazione del bassista.
Penso che invece riuscire a leggere con sufficiente fluidità uno spartito possa aiutare a ricostruire meglio alcune linee (che poi, si possono comunque eventualmente reinterpretare).
Siete d'accordo? Avete mai sentito anche voi questa esigenza per ragioni simili?
Io uso: plettro e dita
____________________ Il bassista deve essere una macchina, o ce ne facciamo una ragione o suoniamo tutte le volte al limite dell'errore (Fagyo)
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#1 Gio 14 Apr, 2016 22:55 |
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Gianco
MegabassMod

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 4064
Età: 76 Residenza:  Padova
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Saper leggere la musica é sempre un plus, ma non per ricostruire filologicamente l'interpretazione di un altro bassista.
Dipende anche dal genere che suoni, nel jazz l'interpretazione filologica sarebbe un ossimoro, io la vedo solo in un tributo (forse è comunque limitatamente).
Io uso: solo le dita
____________________ Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria. (Richard Phillips Feynman, Premio Nobel per la Fisica)
Elementi di Acustica delle Basse Frequenze - Volume I
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#2 Ven 15 Apr, 2016 08:28 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
LEGERE BENE SERVE A SUONARE BENE....perché??perché se leggi bene interpreti bene il pezzo sia melodicamente che ritmicamente indi la tua interpretazione cresce in modo esponenziale,e arriverai nel modo giusto e preciso a chi ti ascolta
sbagli ad interpretare solamente i grandi bassisti primo perché per fare una buona interpretazione ci vuole una grande preparazione, secondo perché l'analisi dei grandi strumentisti E' BASILARE per il nostro bagaglio musicale(sting, mc cartney,flea,jamerson,e perché no..pastorius..ecc.)prima capire,leggerli e poi quando si ha padronanza perché no..interpretare
Io uso: plettro e dita
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#3 Ven 15 Apr, 2016 08:39 |
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Yorick Rose
Daniele
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Età: 49 Residenza:  Verderio (LC)
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Ciao Franco1964,
una decina di anni fa presi lezioni di pianoforte e il mio insegnate mi portò fino al solfeggio setticlavio e ti assicuro che questa cosa mi ha avvantaggiato anche nel suonare il basso, sono migliorato molto come bassista sapendo leggere e conoscendo un po' di teoria.
E' vero che si può suonare ed imparare i pezzi anche senza saper leggere (e senza avere nessuna base teorica dietro) ma i risultati saranno ben differenti.
E per non offendere nessuno scrivo un bel: IMHO IMHO IMHO
Io uso: plettro e dita
____________________ Certe canzoni vanno accompagnate, altre bisogna spingerle!!! \m/ \m/
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#4 Ven 15 Apr, 2016 09:32 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Yorick Rose,
certo sempre pareri personali..dipende pero' a cosa punti e dove vuoi arrivare..se giochiamo e' un conto se si fa sul serio cambia tutto..e benissimo ha fatto il tuo maestro..fra l'altro il piano e' utile anche a noi bassisti perché aiuta tantissimo a capire i rapporti fra le note poiché lavorando sulle note basse tenute come pedale sopra costruisci linee e melodie capendo meglio gli intervalli(e raffinando l'orecchio)
Io uso: plettro e dita
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#5 Ven 15 Apr, 2016 09:38 |
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hunt
Registrato: Dicembre 2008
Messaggi: 268
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Leggere la musica è fondamentale per capire e riconoscere lo stile dei grandi: si impara a riconoscere le frasi ricorrenti come altezza delle note e come durata che vengono ripetute, spostate e modificate nei vari brani. Si ottiene così una miniera di informazioni. Questo vale per gli altri ma non per me che fondamentalmente emetto solo rumori molesti utilizzando il basso javascript:emoticon(':D');
Hunt
Io uso: plettro e dita
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#6 Ven 15 Apr, 2016 21:10 |
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Fenderissimo
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Età: 41 Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Anche io ho sempre reinterpretato i brani, rispettando però gli obbligati. Ovviamente dipende dal brano e dal genere.
Comunque saper leggere e saper scrivere è una cosa utile. Ne puoi fare a meno e suoni lo stesso, ma se sai leggere e scrivere di sicuro non ti fa male.
Io ad esempio per puro divertimento mi sono scritto la linea di basso di un brano che mi piaceva, e che ovviamente aveva una bella linea di basso e begli obbligati. Sempre per puro divertimento, mi leggo quello che ho scritto e mi risuono il brano.
Senza saper leggere e scrivere, sarebbe stato veramente difficile risuonare tutto il brano rimanendo fedele alla linea di basso.
Il brano in questione è questo. E' difficile riuscire a tirarsi giù la linea di basso a memoria, arrivare alla fine di tutta la trascrizione mentale e poter suonare tutto il brano a memoria.
YouTube Link
Ultima cosa: potrebbe capitarti in futuro di suonare in un gruppo in cui qualcuno che sa scrivere ti scrive qualcosa su un pezzo di carta, perchè deve farti suonare qualcosa difficile da spiegare con " qui fai così, fa na na na bum bum". Se fino ad oggi non ti è servito saper leggere e scrivere, non significa che non ne avrai mai bisogno.
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#7 Sab 16 Apr, 2016 12:30 |
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diciottomotivi
Registrato: Marzo 2010
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Età: 44 Residenza:  Tra terra arsa e cielo terso (Gargano)
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
A me la lettura (o meglio, il fatto di saper leggere) è servito per espandere le mie esperienze musicali. In particolare, sono passato dalle band "da locale" a progetti di musical, di orchestre, di teatro (soprattutto con musica inedita) etcc... cioè tutti i casi in cui c'è un arrangiatore che scrive e musicisti che eseguono.
Ora per lo più i brani vengono arrangiati con Finale o Logic, e ai musicisti danno la stampa della parte.. la cosa "bella" è che mi trovo con delle parti che, da bassista, forse non farei mai  ma è utile appunto per acquisire nuove competenze.
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#8 Sab 16 Apr, 2016 14:33 |
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Vin
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Insomma, a parte gli obbligati, ho sempre "reinterpretato" i brani, in genere ad orecchio, senza mai puntare alla ricostruzione "filologica" dell'interpretazione del bassista.
Ottima considerazione.
"Reinterpretare" in tutte le occasioni i brani secondo me è controproducente: si tende a fare solo ed eslusivamente ciò che si sa fare.
Ora, non è detto che ciò che si sa fare sia necessariamente peggiore o più semplice della versione originale, ma di certo il non entrare nell'ottica del bassista che ha creato la linea non aiuta a ampliare i propri orizzonti.
Faccio un esempio (forse l'ho già fatto in passato, non ricordo...): prendete Get Lucky dei Daft Punk:
https://www.scribd.com/doc/17871017...s-transcription
Battuta numero 19: sull'uno c'è la pausa di semiminima. ...Sembra una caxxata ma non è molto intuitivo.
Lo stesso vale per la 31 e la 32 dove c'è una pausa di croma ecc...
Uno impara lo spartito originale, rende proprio questo "artificio" di Nathan East e arricchisce così il proprio bagaglio.
Il fatto è che ci vuole un po' di dedizione per ste cose (che io non ho più).
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#9 Dom 17 Apr, 2016 11:33 |
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sardsurfer
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Vin, assolutamente d'accordo.
La considerazione è valida, a mio avviso, anche a livello di band.
Prima si suona il brano per com'è, lo si assimila, e poi si può arrangiare con una certa consapevolezza, se si vuole.
in questo senso la lettura è uno strumento formidabile.
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#10 Dom 17 Apr, 2016 12:50 |
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Franco1964
Franco Sarcina
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Premetto: sono e sempre sarò un "dilettantissimo", che spesso non ha manco un gruppo dove suonare causa gestione dei suoi mille impegni (ed è quello che è successo ora).
Però, per il mio approccio alla musica, ritengo che saper leggere sia importante, e lo faccio non "in prospettiva di", ma proprio per avere uno "strumento"in più a disposizione. Per me, insomma.
L'unico dubbio è: avrò la costanza di arrivare a quel punto di svolta dove potrò finalmente dire "mi serve"? Lo trovo un percorso lungo.
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#11 Dom 17 Apr, 2016 15:06 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
e' lungo..leggere e' difficile ha bisogno di grande dedizione....
Io uso: plettro e dita
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#12 Dom 17 Apr, 2016 15:12 |
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Vin
Registrato: Novembre 2007
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Residenza:  Roma, Valle Caudina
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Secondo me imparare a leggere non è che richieda poi tutta sta fatica... L'ho visto con amici che hanno imparato in età adulta.
Piuttosto è leggere e suonare a prima vista che è veramente complicato e, in base a ciò che vedo, è appannaggio dei soli musicisti di mestiere per una mera questione di necessità e di tempo dedicato all'attività.
Poi, se c'è un hobbista che riesce a farlo e che vuole dire la sua, sarei ben felice di ricredermi...
... Ovviamente parlo di spartiti con un minimo di figurazione, non dei pezzi degli U2 dum dum dum dum.
L'unico dubbio è: avrò la costanza di arrivare a quel punto di svolta dove potrò finalmente dire "mi serve"? Lo trovo un percorso lungo.
Chiedi al Forum se avrai la costanza?  Che te devo di'... sì, ce l'avrai!
Circa il fatto che serva o meno... sì, cazzarola, serve a qualsiasi livello!
Ma perché quando uno impara il piano deve fare necessariamente solfeggio mentre chi impara il basso può anche essere un ignorante patentato?
Mo', è vero che lo dico perché leggo (purtroppo non più come una volta) e quindi prendo le distanze da voi beceri del tipo "io so io e voi non siete un caxxo  ", però (discorso trito e ritrito e ritrito) a me sembra la normalità prima leggere e poi suonare.
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#13 Dom 17 Apr, 2016 15:35 |
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sardsurfer
Registrato: Gennaio 2007
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Per la mia scarsissima esperienza in materia, non si può precludere dalla guida di un buon insegnante.
Da solo non credo che avrei concluso quel poco che ho fatto fin ora.
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#14 Dom 17 Apr, 2016 15:38 |
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Franco1964
Franco Sarcina
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Registrato: Gennaio 2010
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
sardsurfer, questa però non la capisco. Trovo che proprio l'imparare a leggere sia una di quelle attività che si può benissimo cercare di portare avanti da soli.
Il solfeggio di "teoria" non ha nulla (a parte capire teoricamente quali sono i simboli usati nel pentagramma, ma quelle cose le so da anni). Men che meno i primi esercizi di lettura sullo strumento. Sta tutto nel fare esercizio con costanza; un insegnante a cosa può servire, se non per un lavoro di verifica che, alla fine, si è in grado di fare anche da soli? Magari non muoverò in una maniera corretta la mano che segna il tempo nel solfeggio parlato, ma chissene...
EDIT: premessa: di teoria e armonia un po' ne so. Bene o male, sono andato a lezione per 5 anni.
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Ultima modifica di Franco1964 il Dom 17 Apr, 2016 16:48, modificato 2 volte in totale |
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#15 Dom 17 Apr, 2016 16:44 |
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Matteo Balani
Matteo Balani
MegabassMod

Registrato: Marzo 2005
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Età: 51 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Ciao a tutti e ciao Franco!
Leggere serve? Certo...se ti serve!
Un musicista deve conoscere il Latin? Certo...se gli serve a portarsi a casa un'altra fetta di lavoro.
Devo essere in grado di slappare? Senza dubbio...se ti piace e se pensi che ti capiterà di usare questa tecnica.
Come al solito è tutto da rapportare all'esigenza del singolo.
Il "devo" deve proprio scaturire da una esigenza personale e non da un "lo fanno tutti quindi devo farlo anche io".
Un musicista professionista DEVE saper leggere (e magari scrivere) la musica perché se lavora ad un buon livello molto probabilmente gli capiterà di dover leggere.
Un musicista dilettante può tranquillamente accontentarsi di leggere le sigle, ad esempio.
Negli anni ho sempre cercato di lavorare su me stesso in modo sempre più "duro", cercando di toccare i molteplici aspetti dell'essere musicista (professionista) tra cui appunto la lettura della musica, che da giovanissimo (addirittura!) non mi interessava...o forse non mi serviva!
Tutto sta nella esigenza stringente legata al fatto di ambire ad essere musicisti il più possibile completi (e la lettura completa indubbiamente il musicista) o nel voler raggiungere i propri traguardi, del tipo: "Un domani vorrò lavorare in studio di registrazione" o "Il mio desiderio è quello di diventare un autore di colonne sonore".
Mi considero un ottimo lettore e un discreto scrittore: e d'altronde mi è sempre capitato di dovere leggere più che scrivere.
Ho amici pianisti che scrivono musica come se stessero scrivendo semplicemente in italiano. Ma ho anche amici che suonano per lavoro ma che sono pessimi lettori.
Ad alcuni miei allievi insegno da subito a leggere, ad altri in un secondo momento (o comunque gradualmente): cerco di capire le esigenze di ognuno ma soprattutto quanto impegno un allievo è disposto a metterci.
Ho uno studente di 50 anni che ha imparato a leggere discretamente...in 4 mesi!!! Altri, più giovani ci hanno messo molto ma molto di più.
Avere un insegnante serve a "carpire" le scorciatoie e ad acquisire un metodo legato alla precisione esecutiva, ma conta prima di tutto l'impegno personale.
Conta quanto si vuole veramente quel qualcosa (come nella vita di tutti i giorni), conta il sudore, conta la disciplina, conta la dedizione impiegata nel perseguire l'obbiettivo.
No pain no gain.
Le domande da porsi devono essere:
"Sono disposto a farmi il culo?"
"Sono veramente convinto di volere riuscirci?"
"Riuscirò a dedicarci il tempo necessario?"
Saper "leggere" (o comunque raggiungere un qualsiasi traguardo da musicista) richiede il dover rispondere (almeno) alle suddette domande.
E infine.
A cosa serve la lettura? Serve a capire quanto "veramente" durano un ottavo o una pausa di un quarto. Serve ad essere precisi ritmicamente quando si suona, serve a sviluppare un grado di concentrazione che normalmente non abbiamo.
Bello, no? Molto!
Serve leggere? A me sì. Mi basta solo pensare ad una session in studio fatta da poco dove mi è stato chiesto di registrare "al volo" leggendo una serie di partiture ed eseguendole con un 5 corde e un contrabbasso (elettrico in quel caso).
Se non fossi stato in grado...di corsa a casa e ciao ciao lavoro.
Keep on grooving'!
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#16 Dom 17 Apr, 2016 17:16 |
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sardsurfer
Registrato: Gennaio 2007
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Franco1964, se non hai qualcuno affianco che ti dica dove sbagli stai fresco, e tralascio volontariamente il "muovere la mano" che è quanto meno fondamentale per una corretta lettura, secondo la mia modesta esperienza di studente.
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#17 Dom 17 Apr, 2016 18:34 |
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Franco1964
Franco Sarcina
Contributor

Registrato: Gennaio 2010
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Età: 62 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
sardsurfer, può darsi. Ma tant'è, devo fare da solo. Spesso mi riduco col fare gli esercizi col Pozzoli in metro, visto che non ho assolutamente tempo, in questo periodo, di andare a un qualsivoglia genere di lezione.
Ergo, o sto fermo, o mi rassegno a fare l'autodidatta. Tra l'altro, un tot di solfeggio ritmico già lo conosco, quindi almeno per quello, non parto proprio da zero.
E poi mi diletto negli attrezzi informatici. Se una cosa scritta non riesco a capire come "suona", la ricopio in Sibelius ed ascolto. Dopo un po', immettere la musica scritta in quel programma (ma suppongo anche in altri) si fa in due minuti.
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Ultima modifica di Franco1964 il Dom 17 Apr, 2016 18:43, modificato 2 volte in totale |
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#18 Dom 17 Apr, 2016 18:42 |
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leogold
Leonardo Goldoni
Registrato: Ottobre 2009
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Età: 50 Residenza:  Reggio nell'Emilia
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
L'emozione che mi da aprire uno spartito è immensa,leggere mi è sempre piaciuto,molto più difficile è suonare leggendo uno spartito al volo,lì ci vogliono i controc...i
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____________________ NEMO ME IMPUNE LACESSIT.
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#19 Mar 19 Apr, 2016 06:34 |
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Marcot95
Bannati

Registrato: Agosto 2014
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Leggere a prima vista non é così difficile. Il segreto sta, oltre che nel fare solfeggio, nello scrivere ogn giorno. In 5 anni ho imparato leggere a prima vista in chiave di violino, di basso, di tenore e di contralto. Ora quando suono ci metto due secondi a imparare un brano. Per me é stato, comunque, quasi un obbligo saper leggere al volo, compongo musica classica. per altri potrebbe bastare anche solo leggere normalmente.
Io uso: plettro e dita
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#20 Mar 19 Apr, 2016 13:24 |
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Mane
Contributor

Registrato: Luglio 2005
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Residenza:  Ulan Bator
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Leggere a prima vista non é così difficile. Il segreto sta, oltre che nel fare solfeggio, nello scrivere ogn giorno.
Scusa, potresti dirmi "cosa" scrivi ? Esercizi ? Trascrizioni ? Composizioni tue ?
E' da un pò che vorrei arrivare a leggere a prima vista (ok, anche a seconda vista mi andrebbe bene ...)
Se scrivere aiuta a migliorare la lettura, ben venga!
F.
Io uso: plettro e dita
____________________ Dentro di voi c'è una domanda... ma checcaz... ECCO ... quello è il Jazz ...
Un Precision e' per sempre ...
Accogliente? Avete scambiato il Forum per un divano? O un Bed&Breakfast? (cit.)
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#21 Mer 20 Apr, 2016 18:32 |
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Marcot95
Bannati

Registrato: Agosto 2014
Messaggi: 36
Età: 30 Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Quando studiavo armonia, contrappunto, fuga, orchestrazione, ecc... facevo gli esercizi che mi venivano dati. Potresti iniziare ad esercitarti in questo modo: prendi una tonalità e una chiave a piacere‚ inizia con lo scrivere tutte le note in in un’ottava ascendente e poi discendente scrivendo anche le alterazioni (es. fa, sol, la, sib, do, re, mi, fa - fa, mi, re, do, sib, la, sol, fa). Ora fai la stessa cosa con una chiave diversa(se prima lo hai fatto con la chiave di violino ora fallo con la chiave di basso trasponendo un'ottava sotto ). Ora prendi la stessa tonalità e scriviti la scala per terze ascendente, discendente (es. fa, la, sol, sib, la, do, sib, re, do, mi, re, fa - fa, re, mi, do, re, sib, do, la, sib, sol, la, fa) poi fai la stessa cosa con altre chiavi. poi potresti fare la stessa cosa per quarte, quinte, ecc... Se vuoi ti posso scrivere degli esercizi che ti mando tramite foto perché a parole é un po’ difficile.ne[/b],
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#22 Mer 20 Apr, 2016 23:59 |
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Mane
Contributor

Registrato: Luglio 2005
Messaggi: 232
Residenza:  Ulan Bator
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
^^^^^^^
No no! Sei stato chiarissimo !
TY
F.
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Accogliente? Avete scambiato il Forum per un divano? O un Bed&Breakfast? (cit.)
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#23 Ven 22 Apr, 2016 11:02 |
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BOSE
Registrato: Settembre 2011
Messaggi: 457
Età: 37 Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Io ho preso ad andare a lezione da un pianista classico da circa due mesi. gia da prima avevo un minimo di lettura del pentagramma,molto lento.
Studio jazz per conto mio da 2-3 anni, ma solo tecnica pianistica con questo maestro
Principalmente il fatto di leggere magari alla prima qualsiasi materiale su pentagramma è utile come leggere un libro, e successivamente suonare\interpretare quelle parti.
Ma oltre all'aspetto pratico del saper leggere (e trascrivere), c'è un aspetto mentale che secondo me è sottovalutato...il fatto che una volta che sai leggere lo spartito, hai una organizzazione cerebrale molto piu formata, nel senso hai un inconscio intelletto sia per la metrica che per la parte ritmico\armonica della musica, riesci a visualizzarla in maniera molto piu precisa che come ignorante improvvisatore"!! questo fattore è fondamentale secondo me...e ci sto lavorando tuttora
Io uso: solo le dita
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#24 Sab 23 Apr, 2016 03:45 |
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Franco1964
Franco Sarcina
Contributor

Registrato: Gennaio 2010
Messaggi: 947
Età: 62 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Ma oltre all'aspetto pratico del saper leggere (e trascrivere), c'è un aspetto mentale che secondo me è sottovalutato...il fatto che una volta che sai leggere lo spartito, hai una organizzazione cerebrale molto piu formata, nel senso hai un inconscio intelletto sia per la metrica che per la parte ritmicoarmonica della musica
Ecco, è proprio questo che spero di riuscire a formarmi... se non è troppo tardi a 52 anni.
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Ultima modifica di Franco1964 il Dom 24 Apr, 2016 11:10, modificato 1 volta in totale |
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#25 Dom 24 Apr, 2016 11:10 |
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