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MIX
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 Il "reflex"
Domanda da ben pochi milioni di dollari.
Che fa il reflex nelle casse ?
A che serve?
Pregi?
Difetti?
Problemi?
Bufale?
Grazie a tutti
P.S.: e giacch?, cos'?? E' solo un "buco"?
Io uso: plettro e dita
____________________ Il mio mitra ? un contrabbasso
che ti spara sulla faccia
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con il suono delle dita
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se ascolti una canzone, sai bene quando ? vera
e quando certe volte ? solo un pretesto per far vibrare l'aria
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#1 Mer 01 Mar, 2006 19:37 |
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Cilispio
MegabassMod

Registrato: Settembre 2005
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Età: 47 Residenza:  UmbriaJazz Town
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 Re: Il "reflex"
Ci sono molte info qui, ed altre qui
Io uso: plettro e dita
____________________ Più alto è uno strumento, più grave è il suono che esso produce. Per la legge del contrabbasso.
BASEMENT'S GLARE
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#2 Mer 01 Mar, 2006 19:54 |
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Micolao
Stefano
Contributor

Registrato: Dicembre 2004
Messaggi: 11484
Età: 46 Residenza:  Lanciano (CH)
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 Re: Il "reflex"
Parliamo di questo:
The Merits of Front or Rear Port Placement
Bass players seem to enjoy discussing the merits of front or rear placement of ports. Based on their experiences, many players and manufacturers alike are convinced that front placement has distinct advantages over rear placement, or vice-versa. When asked to justify their opinions, these partisans will invariably refer to vague impressions and gut feelings. They will never talk about wave propagation or Helmholtz resonation.
Pressure Devices and Their Behaviour
In fact, a bass-reflex enclosure, at the frequencies where the port contributes to the system?s output, is a pressure device, as opposed to a wave device. So the interaction of the enclosure and the port, and the port's position with respect to the woofer, itself, are unaffected by any directional activity. Direction is utterly unimportant. By way of illustration, examine another pressure-related model, a balloon. As you inflate a balloon, does IT expand on one direction only, or in all directions at once?
The Omnidirectionality of Low Frequencies
Only after a port?s output leaves the cabinet, and enters the environment, does IT assume the characteristics of a wave, one of which is direction of propagation. Direction does assume importance when speaking of waves. Only, however, at frequencies where the size of the source is large compared to the wavelength under consideration. The highest frequencies at which the port in our Low-B systems contribute to system output have wavelengths of 14 feet or so. The speakers are obviously quite small compared to these wavelengths, and the port output is omnidirectional. Again, port placement is irrelevant to system performance.
quanto me gusta Andy Lewis...
Io uso: plettro e dita
____________________ L' esperienza è una maestra severa.. prima ti fa l'esame, poi ti fa la lezione... (stepuc78)
Non discutere con l'imbecille...prima ti porta al suo livello e poi ti frega con l'esperienza!!!
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Ultima modifica di Micolao il Mer 01 Mar, 2006 20:08, modificato 3 volte in totale |
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#3 Mer 01 Mar, 2006 20:04 |
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wideband
Operatori del Settore

Registrato: Dicembre 2003
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Età: 72 Residenza:  Thermae Himerensis
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 Re: Il "reflex"
Domanda da ben pochi milioni di dollari.
Che fa il reflex nelle casse ?
A che serve?
Pregi?
Difetti?
Problemi?
Bufale?
Grazie a tutti
P.S.: e giacch?, cos'?? E' solo un "buco"?
Assoluatmente no! La fessura del reflex ? un vero tubo di accordo (anche quando ? solo una apertura), in tutto simile a una canna d'organo, ? accordato su una frequenza ben precisa definita dal progetto della cassa e dalle caratteristiche degli altoparlanti impiegati.
Serve a sfruttare, a vantaggio dell'efficienza del diffusore in gamma bassa, la radiazione acustica posteriore dei coni che ? di fase opposta a quella frontale (in aria libera le due radiazioni tendono a eliminarsi a vicenda), il compito del sistema cassa-reflex ? quello di invertire la fase di questa radiazione riproponendola frontalmente, in questo modo le due radiazioni si sommano raddoppiando l'efficienza del sistema per le frequenze inferiori ai 200/250Hz.
Uno dei vantaggi, oltre all'aumento dell'efficienza, ? la linearizzazione della risposta e l'aumento dell'estensione nella gamma citata secondo i parametri di progetto prescelti, ? anche possibile enfatizzare la risposta intorno a una frequenza ben precisa.
I problemi e i difetti di questo tipo di diffusore sono legati quasi esclusivamente alle scelte progettuali fatte secondo le direttive economiche stabilite a monte.
Certamente sono la tipologia di casse da preferire nell'impiego professionale dove viene richiesta un'elevata efficienza e una notevole estensione della risposta verso la gamma bassa.
Spero di essere stato utile a chiarire qualche dubbio
Ciao
Enrico.
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#4 Mer 01 Mar, 2006 20:04 |
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Micolao
Stefano
Contributor

Registrato: Dicembre 2004
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Età: 46 Residenza:  Lanciano (CH)
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 Re: Il "reflex"
Enrico, che ne pensi del discorso da me postato prima del tuo intervento sul posizionamento posteriore o anteriore del reflex?
(prendiamo in considerazione anche quello inferiore, come nel Mesa Walkabout Scout, nel quale sembra abbia molta rilevanza)
Io uso: plettro e dita
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#5 Mer 01 Mar, 2006 20:11 |
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wideband
Operatori del Settore

Registrato: Dicembre 2003
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Età: 72 Residenza:  Thermae Himerensis
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 Re: Il "reflex"
Enrico, che ne pensi del discorso da me postato prima del tuo intervento sul posizionamento posteriore o anteriore del reflex?
(prendiamo in considerazione anche quello inferiore, come nel Mesa Walkabout Scout, nel quale sembra abbia molta rilevanza)
Il posizionamento del reflex nella parete posteriore della cassa ? opportuno che venga molto ben valutato per impieghi specifici; in genere, per "impieghi generali" ? da considerarsi un errore perch? ci potremmo ritrovare grosso modo nel caso riconducibile al funzionamento di un altoparlante in aria libera, ovvero la quasi impossibilt? di controllo (per ottenere l'aumento dell'efficienza) della fase del segnale irradiato posteriormente, ? sufficente variare la distanza della cassa da una parete posteriore (riflettente) per ottenere dei buchi pronunciati nella risposta in gamma bassa. Per questo non mi trovo assolutamente d'accordo con coloro che affermano che sulle frequenze basse il suono si propaga in tutte le direzioni e pertanto non c'? direttivit?; in questa affermazione non si f? nessuna menzione al problema della relazione di fase esistente tra la radiazione diretta e riflessa (il termine reflex viene da qu? per l'appunto) e il posizionamento delle loro fonti nello spazio libero. Non ? neanche esatto dire semplicemente che la lunghezza d'onda a queste frequenze ? talmente grande in rapporto alle dimensioni del diffusore da rendere ininfluente il posizionamento del reflex.
In teoria queste argomentazioni sono corrette se considerate in ambiti ben delimitati, ma solo in teoria... nella realt? i fattori che entrano i gioco sono tantissimi per cui ritengo che sia meglio legarsi a degli standard di progetto che siano quanto pi? adattabili a tutte le condizioni ambientali e tra queste sono: posizionamento del reflex frontale quanto pi? possibile spostato verso il basso e struttura del diffusore quanto pi? possibile rigida (anche nel materiale) e questo, ahim?, non si sposa con la leggerezza del diffusore per cui bisogna ricorrere a dei compromessi.
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#6 Mer 01 Mar, 2006 20:53 |
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Boppin
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 Re: Il "reflex"
Trovo l'intervento di Enrico come sempre molto chiaro ed esaustivo. Avrei una domanda per Wideband per quanto riguarda la questione della relazione di fase esistente tra la radiazione diretta e riflessa e il posizionamento del reflex.
Mi chiedo se, seguendo comunque lo standard progettuale del reflex collocato sul fronte, e assunto il rispetto di specifiche che ottimizzino l'efficienza del diffusore (litraggio, accordature opportune, rigidit? dei materiali ecc.) sul fronte di emissione, non rimanga in ogni caso il problema di confrontarsi con "coni d'ombra nell'emissione sonora" sui fianchi e sul retro del cabinet stesso.
In poche parole:
1. un diffusore ben progettato secondo canoni convenzionali per proiettare con realismo le frequenze in avanti, pu? essere sufficientemente performante, non dico sul retro, ma almeno sui lati, dove verosimilmente si trovano altri musicisti ?
2. pu? essere una scelta progettuale valida la collocazione di un un woofer che spari al pavimento, per "delocalizzare" il nostro suono e renderlo diffuso ? Grazie
Io uso: solo le dita
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#7 Gio 02 Mar, 2006 14:27 |
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nonno
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Età: 47 Residenza:  Treviso
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 Re: Il "reflex"
Citazione: The question of direct verses reflected radiation applies to the output of both the woofer itself AND the port, and IT applies whether the port is in the front or the back. IT also applies to sealed (unported) cabs. IT even applies to a standup bass where no amplification of any kind is used. In other words, what this fellow says is true, but IT applies to any speaker in any room, and is unrelated to port placement. IT even applies to a standup bass where no amplification of any kind is used.
Therefore, his point is irrelevant to speaker design or sound reproduction. IT's a room thing. Andy Lewis
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#8 Gio 02 Mar, 2006 23:34 |
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wideband
Operatori del Settore

Registrato: Dicembre 2003
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 Re: Il "reflex"
Citazione: cut
Therefore, his point is irrelevant to speaker design or sound reproduction. IT's a room thing. Andy Lewis
Con tutto il rispetto per Andy Lewis, ribadisco quanto detto prima, in linea teorica le valutazioni sono corrette, ma a mio avviso sono prese in considerazione con una visione troppo ristretta; alla luce delle esperienze fatte nelle misurazioni e nell'ascolto delle prestazioni dei diffusori sia in campo Hi-End che in impeghi professionali in ambienti reali (non in camere anecoiche, ma anche qu? ci sarebbe parecchio da dire) non mi sento di condividere le affermazioni sopra riportate, avrei parecchi "distinguo" da fare.
Anch'io ho realizzato un nuovo progetto di cassa che prevede l'utilizzo di una porta posteriore, ? un "quasi" tre vie, per? ha anche un reflex anteriore accordato sull'estremo basso, le due porte, di per s?, lavorano i modo totalmente indipendente su due frequenze di accordo diverse, ma la porta posteriore (accordata pi? in lato) mi consente di ottenere uno spostamento di fase minimo (apparentemente irrilevante) ma quanto basta per ottenere l'effetto voluto sulle frequenze intermedie tra i due punti di accordo, cosa che non riesco ad ottenere posizionado la seconda apertura frontalmente, c'? da dire che anche la forma del diffusore non ? "tradizionale".
cut
Mi chiedo se, seguendo comunque lo standard progettuale del reflex collocato sul fronte, e assunto il rispetto di specifiche che ottimizzino l'efficienza del diffusore (litraggio, accordature opportune, rigidit? dei materiali ecc.) sul fronte di emissione, non rimanga in ogni caso il problema di confrontarsi con "coni d'ombra nell'emissione sonora" sui fianchi e sul retro del cabinet stesso.
In poche parole:
1. un diffusore ben progettato secondo canoni convenzionali per proiettare con realismo le frequenze in avanti, pu? essere sufficientemente performante, non dico sul retro, ma almeno sui lati, dove verosimilmente si trovano altri musicisti ?
Ho nel mio bagaglio una buona esperienza nel campo dei stistemi radianti in alta frequenza (sistemi radio) che mi ? stata di grande aiuto, per la forte analogia, nel capire i fenomeni di radiazione in campo acustico.
La radiazione di un diffusore ? comunque riconducibile a "quella di un'antenna" e il termine comune "dipolo" non viene usato per caso, matematicamente si applicano le stesse equazioni. Anche in campo acustico si parla di lobi di radiazione e questi variano il proprio angolo di apertura al variare delle frequenza, del numero di elementi impiegati nel sistema e del loro allineamento sul piano di radiazione, per es. un singolo cono ha un angolo di radiazione maggiore di di due coni allineati sullo stesso fronte; due coni rendono circa il doppio in termini di pressione acustica perch? il loro angolo di radiazione e all'incirca la met? di quello di uno singolo e varia al variare delle frequenza presa i esame.
Quindi se vogliamo utlizzare un diffusore ad alta efficienza dobbiamo mettere in conto la minor apertura dell'angolo di radiazione in particolare delle medie e medio alte; in genere sul palco si usano i monitor proprio per ovviare a questo inconveniente.
Citazione:
2. pu? essere una scelta progettuale valida la collocazione di un un woofer che spari al pavimento, per "delocalizzare" il nostro suono e renderlo diffuso ? Grazie 
Questa scelta progettuale ? gi? stata adottata da case importanti in campo professionale e Hi-End, lo stesso dicasi per le aperture reflex, per es. la B&W nella sua Nautilus 801 (? la cassa acustica che viene utilizzata nei pi? importanti studi di registrazione di mezzo mondo, Abbey Road in testa) utilizza un'apertura reflex non convenzionale direttamente a livello di pavimento, l'apertura si apre sul fondo del diffusore e proietta il suono su un piano inclinato in legno che poggia a terra.
Posso garantirvi che l'argomento ? complesso e non bastano poche righe per renderlo veramente esaustivo.
E comunque non si finisce mai di imparare.
ciao a tutti.
Io uso: solo le dita
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#9 Sab 04 Mar, 2006 12:42 |
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Stitch
Registrato: Gennaio 2005
Messaggi: 963
Età: 45 Residenza:  Provincia di Milano, circa.
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 Re: Il "reflex"
OT: ogni volta che vedo un intervento di Wideband disseminato in qualche Argomento del Forum, comincio a leggermi tutta la discussione, perch? so che ne vale sempre la pena ed ? sempre illuminante.
Anche questa volta si conferma, grazie!!
Io uso: solo le dita
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#10 Sab 04 Mar, 2006 12:54 |
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jigen
Registrato: Gennaio 2005
Messaggi: 1873
Età: 44 Residenza:  campania
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 Re: Il "reflex"
The Omnidirectionality of Low Frequencies
Only after a port?s output leaves the cabinet, and enters the environment, does IT assume the characteristics of a wave, one of which is direction of propagation. Direction does assume importance when speaking of waves. Only, however, at frequencies where the size of the source is large compared to the wavelength under consideration. The highest frequencies at which the port in our Low-B systems contribute to system output have wavelengths of 14 feet or so. The speakers are obviously quite small compared to these wavelengths, and the port output is omnidirectional.
STRAQUOTO!
Again, port placement is irrelevant to system performance.
non mi trovo daccordo su "system performance".
il posizionamento del reflex ? quasi sempre un'esigenza "interna", costruttiva e strutturale della cassa, pi? che un'esigenza "sonora".
? noto che per quanto riguarda le bassissime frequenze non ? la cassa a "suonare" ma ? l'ambiente (infatti la risposta, per l'ascoltatore, ? enormemente diversa se la cassa tocca il pavimento o una parete, o se invece ? perfettamente isolata)
se volessimo far "suonare" le casse alle bassissime frequenze, occorrerebbero dimensioni enormi (dell'ordine dei metri) e materiali molto particolari.
detto questo per? credo che il diverso posizionamento del reflex abbia comunque un senso, in quanto viene studiato per ottimizzare il funzionamento di una particolare tipologia di cassa e quindi, all'orecchio dell'ascoltatore, a farla "suonare" meglio.
ma questo non vuol dire nulla in termini assoluti. ciascun produttore avr? probabilmente la sua tipologia ottimale di reflex, che per? sar? pessima se applicata a casse di concezione differente.
in fisica c'? poco da opinare: le frequenze basse NON sono direzionali.
quindi (so di ripetermi) il posizionamento differente di un reflex non suona meglio o peggio in assoluto, ma pu? funzionare diversamente a seconda del tipo di cassa (ad esempio il sistema citato con il reflex rivolto verso il basso, potrebbe funzionare malissimo su una cassa di concezione differente).
peace
Io uso: plettro e dita
____________________ "i am sitting in a room...".
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#11 Sab 04 Mar, 2006 13:13 |
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nonno
Registrato: Novembre 2003
Messaggi: 4933
Età: 47 Residenza:  Treviso
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 Re: Il "reflex"
quindi (so di ripetermi) il posizionamento differente di un reflex non suona meglio o peggio in assoluto, ma pu? funzionare diversamente a seconda del tipo di cassa (ad esempio il sistema citato con il reflex rivolto verso il basso, potrebbe funzionare malissimo su una cassa di concezione differente).
peace
e' lo stesso che dice Andy Lewis. Di fatto le sue tre casse hanno il reflex in punti diversi: laterale la B1, posteriore la B2, 2 dietro e una davanti la B4. Ma ti assicuro che la performance delle 3 ? uniforme e indistinguible oltre che, notoriamente, fantastica in gamma bassa.
wideband ha scritto:
Anch'io ho realizzato un nuovo progetto di cassa che prevede l'utilizzo di una porta posteriore , ? un "quasi" tre vie, per? ha anche un reflex anteriore accordato sull'estremo basso, le due porte, di per s?, lavorano i modo totalmente indipendente su due frequenze di accordo diverse, ma la porta posteriore (accordata pi? in lato) mi consente di ottenere uno spostamento di fase minimo (apparentemente irrilevante)
di quanti gradi?
Io uso: plettro e dita
____________________ disclaimer: dimostratore yamaha
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#12 Sab 04 Mar, 2006 17:03 |
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