ganesh ha scritto:
Capisco, eccome che ti capisco!
Ho letto con attenzione tutti i post e mi sembra di cogliere un consiglio comune?.
Ok. A me lo dite che sarebbe ora di andarsene di casa?!? Avete ragione?
Il problema ? che pur facendo l?architetto, pur avendo uno studio mio? non resta molto per permettersi di vivere fuori di casa, e non dico in megavillaprogettatadamechetantomelaprogettogratis?!
Scusate il gioco di parole ma ho fatto una scelta lavorativa che porta necessariamente a dover fare altre scelte in momenti diversi e, soprattutto, con una serenit? economica che permetta in primo luogo di mantenere il mio lavoro?
Gli inizi sono durissimi, non tanto per la mole di lavoro che ? a volte molto molto pesante, lavorare mi piace un sacco, ma ? duro crearsi quella base economica che ti permetta di vivere senza dover aspettare i comodi dei clienti. Ora come ora, con il costo della vita che ? alle stelle, con stokazzo di euro che ci sta massacrando, con le spese (sempre lavorative) che a volte sei obbligato a sostenere per poi recuperarle un anno dopo (presentare una pratica al catasto costa 100 ? quando va bene, tu le anticipi poi le recuperi quando riesci?se le recuperi?e 4 pratiche catastali fanno un anticipo di 400 ??), non ? poi cos? tanto facile programmare il futuro (se non a distanza di due mesi?.).
Ma qui esco fuori topico? il tema iniziale era prevalentemente i rapporti con parenti stretti e fidanzate?mio padre mi compr? il secondo basso (perch? il primo non lo era?era una tavola con le corde che avevo barattato al mercatino delle pulci con una macchina radiocomandata?figuratevi che roba?) a 14 anni. Non ha mi capito che prima o poi avrei iniziato a suonare con altri?fiko! Cio? prima si lamentava che suonavo a casa con frasi tipo: suoni cose che non capisco a volumi troppo alti?ma non suoni qualcosa che conosco (?io non ho mai capito cosa ascolti mio padre?cio??mia mamma almeno ha tutti i cd di Gipo Farassino?.ma non li sa far partire?.)!
Poi ha iniziato a lamentarsi del fatto che suonavo in giro?e non ero a casa. Ora mi vorrebbe quasi quasi fuori casa?tranne quando suono fuori perch? dovrei stare a casa?eh eh eh? fiko!
A dire il vero da quando sto con la mia fidanzata attuale ? contento che lei suona con me perch? cos? non mi devasto (alcooooool), per? non ? contento che io suoni coi miei amici perch? con gli amici si va in montagna a camminare e non a suonare (?!?)? salto generazionale?incomprensibile!!!
In sostanza il mio quesito ? molto semplice: perch?, come nel mio caso, molti genitori non capiscono che suonare altro non ? che un sano, stimolante, faticoso, e significativo spaccato della societ? attuale dove ti sei praticamente obbligato ad avere un confronto molto diretto prima di tutto con te stesso, poi con i compagni del gruppo (e parlo di relazioni sociali vissute intensamente sia durante prove, serate, ecc?), con il mondo esterno? perch? ci piace suonare?
Per me la risposta ? molto semplice: quando suono vivo. (quando lavoro vivo pure ma in funzione del vile danaro?.)





