Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna


Titolo: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
dopo aver sedato la GAS da bassi, ormai immobile da molti mesi, purtroppo sono stato colto dall'improvvisa GAS da chitarre

il motivo c'è, e si ritrova nel fatto che una cantante con cui suono il basso ha avuto bisogno di essere accompagnata alla chitarra per un paio di serate; non essendoci il nostro chitarrista disponibile, e non essendo un repertorio troppo impegnativo, mi sono immolato rispolverando la mia vecchia chitarra acustica, una Ibanez AEL10 (cassa jumbo) che ormai ha compiuto vent'anni.

purtroppo la vecchia Ibanez, che suonare suona bene (era comunque un modello da 250€ nel 2001), già da un po' era arrivata: truss rod a fine corsa, il ponticello è abbassato al punto che se limassi di più le corde acute non lo toccherebbero, ma anche con le 10-47 (che su acustica sono "extra light") il setup non è certo ottimale, corde altine e manico un po' curvo.
se po' suona', ma è tosta.

purtroppo il mondo delle acustiche l'ho sempre solo sfiorato, perché non mi era mai capitato di doverci suonare dal vivo, quindi mi ero sempre limitato ad usarle per le serate con gli amici o per registrazioni casalinghe, e mai mi ero preoccupato di averne una buona.
dapprima quindi mi son visto un po' le differenze della cassa (dreadnought, jumbo, auditorium, parlor eccetera), che è la cosa che incide di più sulla resa sonora generale, e poi mi son messo a capire cosa offrisse il mercato, perchè tolte le chitarre famose come alcune Gibson, tipo J45, J200, Hummingbird, o qualche Martin's celebre, per il resto 'ste cavolo di acustiche hanno tutte nomi in codice, che cambiano di anno in anno, con poche info tra marca e marca.
bello il mondo degli strumenti elettrici, ve?

nelle ricerche generiche su Mercatino incappo però in questa serie di Epiphone prodotta tra il 2016 ed il 2019 circa, che chiamano "Masterbuilt Century", e che fa riferimento agli strumenti che Epiphone stessa produceva tra gli anni 30 e la seconda guerra mondiale.
erano delle chitarre "archtop", quindi con il top bombato, che nascevano nel periodo in cui ancora non si amplificavano le acustiche, e vennero progettate per farsi sentire bene nelle big band jazz, quindi con un suono più medioso e con meno frequenze basse, per far sentire meglio i rivolti degli accordi e perchè il suono fosse intellegibile in acustico, assieme agli altri strumenti. ​

tra i vari modelli come la Zenith (che tutt'ora è un design che Epiphone ripropone spesso) c'era la Olympic, che era il modello più spartano, prodotto a partire dal 1935, che seppure a scala lunga, aveva una cassa più piccola e finiture meno elaborate.

eccola qua: Epiphone Olympic

in questa serie recente hanno riprodotto la Zenith Deluxe, con la buca normale, la Zenith con le buche ad effe, tutte e due con finiture elaborate, segnatasti "a fiocco di neve", binding su body e manico...
e poi la Olympic, con i classici segnatasti a dot e binding solo sul body.

tutti i modelli sono dotati di un piezo al ponte molto semplice, con controlli di volume e tono inseriti nelle buche, quindi niente scassi sulla cassa e niente cose complesse come accordatore ed equalizzazione. alimentazione con batteria 9v accessibile dalla parte bassa della fascia, vicino al bottone della tracolla.

la Olympic la producevano in due colori, "violin sunburst", con i bordi neri molto marcati, binding nero sul top e retro piuttosto marcato di un colore scuro, oppure "honeyburst", con il rosso ai lati che sfuma, binding bianco e retro natural.

top in abete massello, fondo e fasce in mogano credo laminato, ma non sono sicurissimo, manico in mogano, tastiera in palissandro (molto scuro, su alcuni siti riportano ebano, ma quello credo sia solo sui modelli Zenith).

inizialmente ero orientato verso quella sunburst, ma mentre mi sentivo con il negozio, e stavo decidendomi sul colore, l'hanno venduta.
ho ripiegato su un ragazzo di Roma che ne vendeva una Honeyburst, con tanto di custodia semirigida: foto recuperata dall'annuncio

dopo questa introduzione storica, inizia la recensione vera!

ieri sera ci incontriamo per provarla, ed è stato amore a primo imbracciamento!

la prima cosa che risalta è la [utl=https://photos.app.goo.gl/UHZUjCaFgU2g3sot5]dimensione del body[/url]: fasce strette e cassa un po' più piccola del solito, quasi una parlor.

il manico è inclinato e si solleva dal body.

la paletta è pornografia pura, anche se non è la riproduzione esatta delle originali, ed è dove troviamo l'accesso al truss rod.

ponte flottante con attaccacorde, regolabile con le rotelline; da quel che vedo c'è ancora parecchia corsa, ma l'action è super bassa.

nell'imbracciarla ho fatto i primi controlli di questo tipo, soprattutto sul truss rod, regolato benissimo. le corde che monta al momento sono le D'Addario Chromes 11-50, quindi lisce, e con i cantini ormai totalmente neri, ed infatti approfitterò di questi giorni per darle una sana pulita e mettere corde nuove ed in bronzo, classiche da acustica.

al di là delle condizioni che rasentano il nuovo (il ragazzo che me l'ha venduta dice di averla usata solo con lo slide, ed infatti non ci sono nemmeno segni di corde sui tasti), la cosa che mi ha stupito subito è stata la comodità del manico.

il capotasto è in osso, per una misura di 43mm, che per le chitarre acustiche è "stretto", ma l'intercorda è piuttosto larga, quindi molto comoda da suonare e non si rischia di impicciarsi con le dita.
il profilo del manico è una C bella cicciona, dà un senso di solidità pazzesco, non ho trovato nemmeno una nota morta nè risonanze strane.

l'action è settata rasoterra, praticamente sembra di suonare con una chitarra elettrica, e nonostante la scala sia sempre 25,5", ossia quella lunga/standard, e le corde che ha su delle 011, la si suona con una facilità impressionante.

aggiungiamoci pure che non c'è mezzo tasto fuori posto, e sui bordi sono perfettamente levigati, e siamo proprio a cavallo.

è una chitarra che si fa suonare da sola, non fa alcuna resistenza, le mani volano pure per me che sono una pippa al sugo.

ah, di serie viene fornita di un battipenna, ma smontato: sul canale youtube di Epiphone c'è un video dove spiegano perfettamente come montarlo, ma devo dire che a mio gusto è più bella senza.

pesa un paio di chilogrammi, ha già i bottoni per la tracolla da ambo i lati, e sono quelli con la testa larga a chiodo, che è un bel vantaggio.

e così niente, è entrata in casa di prepotenza, e ieri sera ho passato qualche ora a suonarla, nonostante le corde luride.

per sentirla vi lascio questo videaccio fatto per fare il piacione sui social:

Facebook

instagram

qua purtroppo (o per fortuna) ci va solo un minuto di canzone quindi vi lascio anche questo col pezzo intero: clicca clicca.

perdonate la qualità, ma è ripreso con un iPhone SE vecchissimo, usando la camera frontale, quindi siamo proprio low quality.

devo dire che ho una fortissima tentazione di mettermi in casa anche il modello sunburst, magari da tenere con un'accordatura aperta.

sono sicuro che mi accompagnerà fedelmente per parecchio tempo, è veramente solida e ben fatta, ed ha un suono tutto suo, molto particolare, distante da quello delle solite chitarre acustiche, e diverso anche dalle parlor a scala corta.

c'è chi lo definisce un po' "inscatolato", ma è un termine che utilizzerei più per le suddette parlor a scala corta, con cassa minuscola.
nello specifico ho una Yamaha JR2s (top massello, scala corta) che ha proprio quel suono tipico.

questa Epiphone invece ha un suono semplicemente un po' più medioso meno roboante sulle basse (anche se nel video non si nota, essendoci su delle lisce che aumentano un po' la ciccia).

di volume ce n'è a bizzeffe, il suono è molto definito e si sentono bene i rivolti, quindi scegliere dove suonare un accordo, con questo tipo di chitarra, è più significativo rispetto ad una dreadnought o peggio una jumbo.

è molto indicata per il fingerpicking, e per quanto con lo strumming si difenda, non la penserei per suonarci le rock ballad anni 80/90, dove invece la facevano da padrone dreadnought e jumbo con i suoni frizzanti sulle alte e pienissimi sulle basse, ma scavatissimi sulle medie.

qua siamo più orientati verso quei suoni jazz o bluegrass, un po' country, con quel "twang" medioso.

PS: altra cosa buona che ha fatto 'sta chitarra è l'avermi fatto scoprire un chitarrista e cantautore sopraffino, David Rawlings.
nelle varie recensioni lo trovavo sempre citato in quanto da decenni utilizza una Olympic originale del '35, che trovò nella soffitta di un amico, talmente piena di polvere che non si leggeva nemmeno la marca sulla paletta.

la recuperò, e divenne la sua chitarra "trademark": eccola qua, che utilizza almeno dagli anni 90, dapprima come chitarrista di Gillian Welch, in duo acustico, e poi come cantautore.

chitarrista sopraffino, che proviene dal Berklee e che caratterizza il suo stile inserendo, in un contesto prettamente "nashvilleiano", sonorità, frasi e dissonanze prese in prestito dal jazz.
non gli avrei dato due lire a vederlo così, mi sarei aspettato il classico tipo alla Goode Ole Boys (chi ha visto i Blues Brothers può capire), invece sia come chitarrista che poi come cantautore è interessantissimo.

detto ciò, chiudiamo qua la recensione, che siamo sempre su un Forum di bassi

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
bravi te! Ne sto seguendo una, per fare coppia con il basso della serie che posseggo da più di un anno. Son in trattativa in questo momento...

Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar spontbass, grazie!

che modello stai puntando? la Zenith immagino.

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
quella che hai preso tu...perchè vorrei una chitarra dal body piccolo

Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar spontbass, ah figo, pensavo la Zenith. ne vende una "come nuova" il negozio Clickforguitar, tra l'altro.
ho comprato altre volte da loro, sono molto affidabili

stavo per prendergliela, ma poi è spuntata a Roma, e l'ho presa di persona.

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar Pier_,
veramente carina questa Epiphone.

Hai mandato il video alla De Filippi?

ps. aggiungi la "u" nel titolo.

Ultima modifica di Lucio72 il Mer 22 Dic, 2021 21:21, modificato 1 volta in totale
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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar Pier_, ok la voglio.

Clickforguitar ha una Olympic nuova. Zenith non ne vedo.

avatar Lucio72, il titolo è giusto, senza “u”.


PS: Ti butti troppo giù, te la cavi benino.

Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
^^^
ok, davo per scontato la "u" in quanto la forma al passato di "to build" è "built".

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna

YouTube Link

qui c'è una carrellata sulla serie completa (senza il basso)

Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar ganesh, grazie


avatar Lucio72, lo pensavo anche io, e google mi correggeva la ricerca togliendo la u

comunque confermo la bontà dello strumento, dopo 'sto paio di giorni.

nel frattempo mi sono arrivate delle belle corde bronzo, così inizio a fare qualche prova di scalature. vedo che su queste archtop tanti usano le 012, però prima rimango sulle 011 e vedo come vanno.

se mi regge bene il setup, parte la prova delle 012.

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
ebbene, dopo un paio di settimane inizio a tirare le somme: chitarra veramente magnifica

dopo una sana pulizia approfondita ed oliata alla tastiera, già l'aspetto ne ha giovato: il palissandro della tastiera pare che venisse leggermente tinto, prendendo un colore un po' innaturale, ma pulendolo prima con la sana vecchia benzina dello zippo, e poi con un bel passaggio di lemon oli della Dunlop, è uscito fuori il colore del legno e sono spuntate le venature, molto belle.

è comunque un palissandro bello scuro, molto caldo alla vista.

una volta pulito tutto, ho messo una muta nuova nuova di D'Addario EZ910, una serie che ha l'avvolgimento in bronzo 85/15 anzichè 80/20, scalatura 11-52.
io di solito uso le normali bronze 80/20, ma le uniche che mi sarebbero arrivate subito in quella scalatura erano queste.

intonare e settare questa chitarra è facilissimo, perchè il ponte è flottante e l'action si regola con le due rondelline.

per l'intonazione basta allentare le corde e spostare leggermente il ponte (sono spostamenti minimi), e per l'action stessa cosa, si allentano le corde e si girano le rondelle.

tra l'altro, essendoci il fermacorde dietro il ponte, non c'è la rottura di palle dei pirolini da togliere, ed è molto più facile montare e smontare.

con queste 11-52 ottimo setup, ottima intonazione, e già si sentiva la differenza: è una chitarra mediosa e squillante, e con le corde lisce si perdevano queste caratteristiche.

nei giorni successivi mi sono arrivate altre due mute da testare: D'Addario EJ11 (classiche bronzo scalatura 12-53) e le Martin Darco (sempre bronzo, 12-54).

ho voluto provare le due mute per via della differenza nello spessore del Mi (e del Sol, 24 nella prima, 25 nella seconda).

anche, qua, setup di burro: il truss rod funziona egregiamente, la sezione del manico è bella grossa e quindi regge molto bene le corde di differenti spessori, tanto che ho dovuto tirare nemmeno di un quarto di giro.
action comodissima, nessuna frittura anomala.

con le 12 la chitarra inizia a tirare fuori davvero tutto, il volume aumenta drasticamente, l'attacco è più deciso e risuona tutta in modo più vivo; così esce ancora più fuori il carattere medioso e squillante, con le basse molto definite.

al momento sto valutando se mi piace di più con le 53 o le 54, perchè devo dire che:

il Mi più grosso è più definito, e non sposta molto la tensione della muta, quindi mi piace

il Sol più grosso cambia poco a livello di suono, ma sposta un po' la tensione tra le corde

cosa che ho notato per ora tra le due mute è che le Martin suonano più squillanti e "sparone", ma dopo due giorni si stavano già scurendo molto sul bronzo dell'avvolgimento, mentre le D'Addario suonano un po' meno aggressive, ma nello stesso periodo di utilizzo l'avvolgimento era rimasto più lucido.

per ora ho rimesso le D'Addario, perchè quel Sol più grosso mi piace meno, ma sono ancora indeciso

vi lascio un video fatto ieri, con le Martin però: https://photos.app.goo.gl/GrLVn1Ms6TkXVxpW8

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
e niente, dovete perdonami, ma è periodo di GAS su nuovi fronti alla fine non ho resistito ed ho pensato che, servendomi di due accordature diverse, fosse il caso di dare alla honey una sorellina

ce le inventiamo tutte per giustificare gli acquisti:

https://photos.app.goo.gl/zM3uKi9Ro7via5Lb9

anche questa è veramente perfetta, e tra l'altro il tipo mi ci ha messo "in regalo" la custodia rigida perchè quando è andato a spedire da Mail Boxes gli hanno fatto storie per imballare solo la chitarra, e quindi, nonostante non l'avessimo concordata nel prezzo, c'ha messo pure quella e sticazzi

il tipo ci teneva corde da elettrica (non so perchè piaccia tanto 'sta cosa...), per altro con il Sol non avvolto, ed infatti temevo un po' per la sede del capotasto (con la mia vecchia acustica, quando provai questa cosa, da ggggoivane, mi si scavò un solco nella sede del capotasto, e rimettendo un set con il Sol avvolto mi vibrava male, perchè c'era questa sorta di taglio), ma alla fine tutto ok.

ci ho subito girato la muta di D'Addario che stavo alternando sull'altra (devo dire che preferisco la scalatura delle Martin), e già così è un'altra cosa.

non so come mai 'sta fissa per metterci le corde da elettrica, da parte dei chitarristi è una chitarra acustica con piezo al ponte, santo cielo... ma vabè.

comunque bellissima anche nel colore sunburst, devo dire che mi è andata bene perchè è un po' più scuro nella parte interna, ne ho viste altre che erano giallissime.

bello anche il colore sul retro, che è un vedo-non-vedo più scuro.

a livello di suono, condizioni e setup mi pare del tutto identica all'altra, non noto assolutamente nulla di diverso, il che mi rincuora perchè così la giustificazione in incipit ha la sua logica

una la terrò presumibilmente sempre in DGDGbd (open G) e l'altra EADGbe (standard), che sono le due accordature che uso di più.

'sta cacchio di GAS...

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar Pier_,
ma cambiare accordatura all'occorrenza no?

Non avrai mica per caso intrapreso una sfida con qualcuno al confine con la Padania su chi ha la GAS più lunga?

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar Lucio72, ahaha invero in questi casi cambiare accordatura è un proverbiale dito in quel posto, e farlo spesso crea il rischio di rompere le corde, perchè vengono sollecitate spesso.

anni fa, quando mi ero messo a studiare le accordature aperte, ho buttato diverse mute proprio per questo motivo, soprattutto il Mi cantino.

comunque la tragedia è che in questo momento ho più chitarre che bassi, per casa

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
^^^
più chitarre che bassi? Azz... devi bilanciare al più presto, così un altro punto per la GAS romana!

Molto pericolosa la GAS polistrumentistica (mia definizione)...

Anni fa mi era presa abbastanza per i synth ed anche per le chitarre, per fortuna soppresse entrambe.

Anche se comunque farei carte false per ricomprare la Steinberger GL3T che fu di mio fratello, ma si tratta di un discorso totalmente diverso .

Tornando IT, buone suonate con accordature standard e non .

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
^^^^
Sono in crisi mistica. Ho venduto il player e il fretless, e adesso voglio comprare qualcosa, ma non so cosa. Stavo per concludere un Jazz elite, ma il venditore ha pensato bene di avvisarmi di due importanti difetti estetici DOPO la trattativa sul prezzo, per cui mi sono “alterato” e ho revocato la mia offerta..

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
Sono un grande fan di David Rawlings, l'ho visto dal vivo a Nashville con Gillian, non avendo posto per un'altra chitarra ho convinto un amico a comprare un Olympic....così posso scroccargliela.
Un ottimo strumento con un suo "carattere"

Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar Alexce69,
molto velocemente in quanto siamo OT e poi il boss si incazza: e basta con questi Fender, quanti te ne sono passati sotto casa???

Volta decisamente pagina: opzione 1 -> Steinberger XM2T a prezzo regalato su Reverb (prendi il TGV o il Frecciarossa a Milano Centrale e ti vai fare una gita a Lione - oppure scrivi al tizio e magari è disponibile a spedirtelo), opzione 2 -> Steinberger XQ25 a Milano sul mercatino (prezzo interessante - ulteriormente trattabile).

Vedrai che con il composito qualche mese sarai a posto.

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Titolo: Re: Epiphone Masterbilt Olympic - Acustica Archtop D'altri Tempi In Chiave Moderna
avatar RICCA, lo sto apprezzando sempre di più, sia come chitarrista che come autore, e cavolo, le armonie vocali dei loro pezzi sono meravigliose.

è davvero interessante poi vedere come uno strumento del genere, che era una roba mediamente economica, che lui ha rispolverato per caso trovandola nella soffitta di un amico, sia diventato il suo suono caratteristico.

ah, aggiorno sul discorso suono: una peculiarità, come dicevo sopra, è il suono molto medioso e meno "pieno" rispetto alle acustiche normali, no?

in questi giorni mi sono divertito un po' a confrontare con gli altri strumenti che ho, registrando qualcosina (per ora solo col telefono, poi farò delle registrazioni serie), ed ho notato una cosa davvero interessante.

"mentre si suona", quindi con lo strumento in braccio, con questa Olympic si ha l'impressione di avere molto meno volume ed un suono un po' fiacco, soprattutto se l'orecchio si è appena abituato a sentire una jumbo ed una dreadnought belle cariche di basse.

quindi dopo aver suonato le due chitarre più "standard", riprendere la Olympic fa uno strano effetto, sembra un po' una scatoletta con poco suono.

ebbene, qua entra in ballo la proiezione del suono: registrando le varie chitarre, con lo stesso device (telefono) alla stessa distanza, con le stesse mani e corde simili (tutte in bronzo 80/20) la differenza di volume è ABISSALE, a favore della piccola Epiphone.

se imbracciandola sembra scarna e con meno volume, "di fronte" ha una proiezione del suono micidiale, ed il volume in registrazione è molto più alto, grazie alla presenza di medie a tonnellate.

le altre chitarre suonano più dolci, sì con più basse, ma con un suono che poi "arriva" di meno, perchè sono più carenti di medie.

imbracciandole ci arriva sì l'onda di frequenze basse che fa sembrare tutto più pieno e vigoroso, ma chi si trova di fronte percepisce in modo molto differente.

è un po' il discorso che faccio sempre sugli amplificatori impazziamo a cercare i watt, le casse grandi e chissà che caratteristiche, poi l'ampli più medioso è quello che avrà più volume di tutti, anche se molto più piccolo.

altro punto a favore per queste bellezze di chitarre. un questi giorni ho ripreso a studiare un po' accordi, rivolti e quant'altro, ed è una meraviglia, si riesce a gestire molto meglio la scelta di "cosa" suonare, è tutto più pulito e definito.

devo convincere il chitarrista del mio gruppo ad utilizzarla per le registrazioni che stiamo per fare

avatar Alexce69, è ora di cambiare, basta con Fender e forme canoniche!

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