A me piace la liuteria ma non nel senso corretto in cui un liutaio la dovrebbe intendere.
Mi spiego.
Poniamo che volessi fare il "jacker signature".
Corpo in frassino con top in acero solo per vezzo estetico
5 corde paletta 2+3
22 tasti
Tastiera in palissandro o acero mi è indifferente ma forse preferireri l'acero
bolt on
Pick up J+mm (possibilmente bartolini)
elettronica attiva 3 vie
In pratica ho descritto un lakland 5594 (o 5592) un sandsberg, un frudua (circa), un mari o per certi versi anche un Harley benton.
In pratica un jacker signature non avrebbe alcun senso perché al 90% corrispondere a bassi già in commercio.
Il paradosso?
Il basso che ho descritto non corrisponde ai bassi che davvero trovo appetibili, soprattutto nella liuteria.
Laurus, ken smith, alembic, furlanetto, elrick concklin, pedulla per citare alcuni nomi divergono moltissimo dalla descrizione del basso ideale che ho fatto prima.
E questo è il punto, secondo me, forte di una consapevolezza sviluppata in tal senso come artigiano, è meglio lasciar fare al liutaio la SUA IDEA di basso ideale piuttosto che cercare di fargli comprendere la mia raggiungendo compromessi strani.
Provando varie liuterie mi sono capitati per le mani bassi davvero particolari ma ognuno era in qualche modo unico. Per alcuni aspetti più interessanti di quello che si trova nel mercato industriale, per altri imbarazzantemente non funzionali.
Ho capito che mettere il meglio del materiale che si trova in commercio non serve a nulla se il progetto non ha un senso. Il 'D'alessandro, appunto, aveva le migliori componenti tra meccaniche, ponte, jack, pick up, elettronica, legni ecc ecc ma suonava sempre come un precision.
I mari, molto più spartani funzionano decisamente meglio perché si nota subito che il liutaio aveva le idee chiare e che quel basso non è stata la prima versione ma probabilmente un progetto migliorato nel tempo di modello in modello.
Certo, se poi cerchi un suono fender in un jocker mari non hai capito na cippa.
Ma torniamo alla tua domanda.
Ovviamente c'è il fattore rivendibilità
il prezzo è dato dalla domanda e dall'offerta. Ci sono molti fender sul mercato ma c'è pure molta richiesta quindi tende a tenere un valore abbastanza alto.
Con questo presupposto uno può acquistare e vendere un fender abbastanza a cuor leggero.
Per la liuteria la questione è diversa.
Uno strumento di liuteria tende a costare tanto.
Personalmente ti direi troppo ma non voglio fare i conti in tasca a nessuno.
Sicuramente se volessi spendere 3/4000€ per un basso non me lo farei fare nuovo da un liutaio ma ognuno ha il diritto di spendere i propri soldi come meglio crede.
Morale della favola se vendi qualcosa con poca richiesta e abbastanza sconosciuto e poco appetibile il prezzo sarà basso.
... e la liuteria tende a svalutarsi, nell'usato di circa il 50-60% a volte di più.
Aggiungi poi il fatto che spesso dopo pochi anni i liutai smettono di lavorare svalutando ulteriormente i loro marchi.
Quindi?
Quindi boh, io ho comprato e venduto diversi strumenti di liuteria senza troppo problemi. Basta metterli al prezzo "giusto".
Anch'io ho notato che il mercato degli strumenti musicali si sia un poco fermato ma ho notato pure la stessa cosa per quel che riguarda la musica dal vivo e penso che le cose siano collegate.
Consiglierei di comprare strumenti di liuteria usati?
Sì, se hai voglia di sperimentare, avere qualcosa di unico con la consapevolezza che per alcuni aspetti potrebbe essere incredibilmente soddisfacente mentre per altri assolutamente deludente.
No, se si cerca la soluzione a tutti i problemi o si crede di comprare una ferrari al prezzo di una fiat punto.
Ultima postilla.
Nel mio lavoro da artigiano e confrontandomi con altri in settori simili abbiamo tutti constatato che il cliente non sa cosa vuole.
A volte la possibilità di scegliere porta a volere tutto con risultati imbarazzanti.
io quando l'ho capito ho iniziato a declinare lavori di cui non fossi certo del risultato
Altri miei colleghi, invece, non si facevano questi scrupoli con risultati imbarazzanti
Nella liuteria, come già scritto mi pare in questo thread ho trovato strumenti che eccellevano sotto certi aspetti ma a livello amatoriale sotto altri (spesso il comparto elettrico e di cablaggio).
Strumenti che nonostante montassero componentistiche di prim'ordine avessero suoni anonimi o pessimi perché fa più figo montare pick up Delano, aguilar o autocostruiti che emg o bartolini o qualcosa che abbia senso nel progetto (vedi wal ken smith).
So che mi contraddico con quanto scritto poche righe sopra in cui dicevo di dar carta bianca al liutaio ma spesso ho notato come i liutai non abbiano idea della voce che vogliono dare al proprio strumento ma si limitino a far tutto il meglio possibile, con più optional possibili, con parti il più caro possibili.
Poi la gente vuole un precision.
Ci vuole un pò di occhio e inizi a sgamarli subito.
Per fare un paragone con la pizza. Un buon pizzaiolo farà una margherita della madonna. Se invece già la margherita fa schifo e inizia a metterci sopra il mondo facendo pizze con mille mila ingredienti il risultato sarà spesso una cloaca.
conosco professionisti a Roma che vanno in giro con il vecchio Yamaha BBG5AII senza farsi problemi, ed alla sagretta di paese nelle Marche ho visto spesso uno con un TRB6 (e l'ampli con l'equalizzazione a V che non faceva sentire il suono del basso nemmeno in un trio jazz...), ma so' discorsi così.


