Intanto solo oggi apprendo della bancarotta Gibson di un anno fa....e dopo un anno i cingoli sulle chitarre. MA il problema che voi forse non volete vedere è che Epiphone a parte, che mi carica di Mail pubblicitarie, gli altri appartenenti alla Galassia sono semplici presenze. Fors'anche l'elettronica che và spinta ben più della strumentistica....
Ma la strumentistica non viene spinta, non si vende semplicemente perchè il negozio di strumenti qualunque ha Fender, foss'anche usato, perchè ha venduto lo Squier nuovo, e gli è rimasto solo quello. Ma non Gibson. Non più Gibson e quando dico non più ricordo le boutique Milanesi elitarie nel centro di Milano, alcune ancora presenti tutte con le novità del periodo d'oro di quel marchio....E anche Epiphone non ditemi che è ognidove, solo il Toby è giustamente onnipresente poichè per il resto ahimè anche la magra compagine di un catalogo ridotto non è poi così onnipresente.
Vi faccio proprio un esempio stupido, così, autoironico ma non per riderci su...io che stufo un pò con il mio Spirit dieci giorni dopo il giorno cui lo acquistai veramente non lo avrei mai acquistato...perchè esaurito....
Diciamoci la verità, se devi prendere un gingillo e ti parte la
GAS non stai a fare una ricerca sul Web di ore. Ti è partita la
GAS, strumento non disponibile, fine interesse (definitivo) per lo strumento da
GAS, ed è un qualcosa di tangibile.
Che poi la concorrenza sia stucchevole in senso opposto è vero, un nuovo modello che differisce dal precedente solo per il colore e il materiale del poggiapollice (oltre che per il prezzo

) ma che la più vecchia contendente si sia ridotta così a me spiace.
Primo perchè senza una vera e sana concorrenza diretta, che fa da sprone, anche Fender và a perderci alla lunga, e ci guadagneranno solo i marchi orientali che arrivati allo stesso livello qualitativo se non oltre, prenderanno anche lo scettro del blasone.
Una nota sulla vicenda Steinberger da quanto ho capito io da una vecchia intervista a Ned nell'87-88 a capo della struttura. Non fu Gibson che comperò Steinberger, ma Steinberger che andò dapprima dal suo amico, poi da altri a chiedere aiuto in quanto era letteralmente sommerso dagli ordini da oramai due anni, e non riusciva ad evaderli, prima che il numero dei reclami o peggio diventasse insostenibile cercava una partnership con un'azienda in grado di aiutarlo ad uscire dall'empasse. E fu la Gibson che con la creazione di nuovi modelli sia di chitarre che di bassi permise al marchio di rimanere in vita.