Heilà Forum,
come da tradizione, mi accingo a scrivere due righe sull'ultimo arrivato, ovvero un TRB6 corde I serie datato 1997.
Prima di iniziare, alcune piccole precisazioni: il basso ha 23 anni, e nel corso del tempo è stato oggetto di qualche modifica (riportata in calce), per cui, ovviamente, le mie impressioni sono relative a come lo strumento si trova oggi, e non a come “dovrebbe” essere.
Partiamo con un po' di caratteristiche tecniche:
Body material ash body
Body shape features double cutaway
Bridge brass fixed bridge
Hardware color gold hardware (bellissimo lo scolorito vintage)
Tuners brass tuners
String Nut: Graphitex
Pick-up: 2 x Bartolini G66CBJD pickups (Classic Dual Coil Candybars, passive)
Electronics: Active Biarnel custom (9 v)with vol, vol, bass, mid, high controls
Fingerboard inlay material pearl fingerboard inlay material
Fingerboard material rosewood fingerboard
Fingerboard position markers dot fingerboard position markers
Finish colors amber finish
Made in Japan
19mm spacing and 34" scale
Scale length 34 inches scale-length
Neck joint bolt on neck
Neck material maple neck
Number of frets 24 fret
Corde: Elixir 032-125
Il basso, seppur ormai maggiorenne si presenta stupendamente: a parte qualche piccola bottarella s(e due raschietti sul manico) non presenta difetti di sorta: è pesante (massiccio direi), le chiavette sono ancora morbide e precise e il setup con cui mi è arrivato è forse il più “rasoterra” che mi sia mai capitato di trovare su uno strumento: una manna dal cielo, visto che vorrei iniziarmi all’arcaica arte del tapping.
Altre note di merito sulla costruzione sono a mio avviso:
corpo: unico pezzo, molto bello
Manico: in 3 pezzi in acero con tastiera in palissandro. Nota di merito, al momento non ho beccato alcuna frittura, da nessuna parte. E seppur mi ritrovo con 20 anni di esperienza da 4 cordista integralista, la prima cosa che mi è saltata subito alla mano è la comodità del manico.
È grande, (e anche tanto, vi rimando ad una delle foto allegate in cui l’ho messa a confronto con quello del mio Alusonic), ma dannatamente comodo Dopo un giorno o due di adattamento la mano sinistra inizia già a viaggiare a velocità semi-standard. Penso che ciò sia dovuto alla scala standard e all'intercorda "standard”, ovvero la medesima che ritrovo negli altri strumenti (il Rick naturalmente non conta!)
Certo i salti tra corde non attigue e tutto ciò che è situato sotto l’11 tasto richiede ancora (tanto) studio – idem per i movimenti della mano destra – però sin da ora posso dire di essermi trovato, contro tutte le mie aspettative, abbastanza “a casa”.
Suono: esattamente quello che mi sarei aspettato da un “jazz” attivo: equilibrato e funzionale, con un ottimo suono già con con tutte le manopoline in modalità flat. Naturalmente sono solo all'inizio, ma dopo una sera passato a sperimentare un po' di combinazioni ho trovato davvero funzionale per me giusto un piccolo boost sui bassi (ma proprio di mezza tacca si parla), preferendo variare il timbro cambaindo il punto dove pizzico la corda piuttosto che giocare con i volumi dei due pick-up.
Un plauso senza dubbio anche all'elettronica Biarnel: funzionale e, salvo con regolazioni a fine corsa, mai invasiva.
Una piccola curiosità: attaccato alla mia “scatoletta dei suoni”, con questo basso ho trovato la quadra proprio con la patch più trasparente che avevo preparato. Il suono che stò ottenendo mi va già bene così, ho giusto inserito un pizzico di Compressore (da studio) con un mix al 60% giusto per uniformare un po' il tutto (a causa della mia poca praticità nel suonarlo). Naturalmente prima di acquistarlo ho sentito triliardi di video su youtube (era l’unico basso con più di 4 corde che ho sempre considerato “figo” da tempi non sospetti). Il mio suona più o meno così, giusto un un tantino più “caldo” o “definito” rispetto al modello di serie, ma visto che parlar di musica è come danzar di architettura (cit) cercherò di fare qualche mini-sample da farvi sentire quanto prima.
Per quanto concerne le immancabili note negative, a mio avviso sono:
- avrete sicuramente notato quel “tribale” nel corno basso: è stato fatto incidendo il corpo con un non-so-che-cosa. Ho già parlato con il mio liutaio, e probabilmente a breve gli chiederò di dargli una bella fresata. Però c’è da dire che probabilmente senza questa "personalizzazione", non sarei riuscito a portarmi a casa il legno ad una cifra sotto i 1000 €.
- Dimensioni & peso: il basso è grande, grosso ed imponente. Seppur io son un gracilino di 1,85 x 100 kg circa di peso, è abbastanza impegnativo da tenere sulla spalla in piedi. Tracolla bella grande (ed imbottita) e cercare di suonarlo da seduti quanto più si può sono quasi mandatory, soprattutto se si è di corporatura minuta.
- Seppur lo lo strumento si presta ad essere un plug & play, a mio avviso richiede tanto (ma tanto) studio per essere utilizzato al meglio: non in tutti i contesti "musicali" può essere utile suonare nel registro gravissimo od altissimo, arpeggiare quadricordi oppure andare su e giù per i modi per due ottave e/o fare tapping come se non ci fosse un domani a distanza di tre registri...
Che dire, al momento (e penso anche per il futuro visto che sono tornato nuovamente ad essere povero) sono davvero soddisfatto. Penso che con in rastrelliera il Trb, l’alusonic e il Rick possa ora coprire il 99,9% dei suoni che ho in testa. l'altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che ora però non ho più scuse, per (re)imparare a suonare, almeno decentemente!
QUI trovate un paio di foto.
(a breve spero) di riuscire a caricare anche qualche sample
Peace













Cagliari







































