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Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex
Autore Messaggio
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Messaggio Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Ciao a tutti. Questo è il mio nuovo bambino:
FOTO Reggie Hamilton V Custom Shop
è del 2008 ma è stato acquistato nel 2010 dalla persona che poi lo ha venduto a mè.

Non vi aspettate una recensione molto tecnica perchè non ne sono capace, non ho mai scritto nulla di simile prima, ma questo strumento meritava che io scrivessi almeno le mie impressioni e dato che in passato ho posseduto a lungo la versione Mex 4 corde, ho pensato che potesse essere interessante fare qualche parallelo tra i due.

Era da tempo che pensavo al mio “basso della vita”: suono da molti anni e ho posseduto e provato molti strumenti: nel tempo ho focalizzato alcuni precisi requisiti che il MIO basso avrebbe dovuto avere. All’inizio volevo farmelo fare su misura da un buon liutaio, poi ho avuto questa occasione, ho deciso di approfondire e alla fine di chiudere. Non ho mai avuto grande feeling con i bassi Fender ma, tra tutti quelli che ho suonato, certamente la versione Mex del RH era uno di quelli che mi aveva convinto di più. Il Mex alla fine l’ho venduto per una mia personalissima cronica difficoltà ad adattarmi alla forma del manico e alla tastiera molto bombata, ma il suono, la forma, la configurazione P/J, l’elettronica attivo/passivo erano tutte cose già molto vicine al mio ideale. Nel Mex mi mancava un po’ la 5° corda (che non reputo fondamentale, ma se il low B suona come si deve è una gran bella comodità) e devo dire che anche l’elettronica della versione messicana nonostante la silenziosità (... qualità rara sui Fender !) non mi è sembrata particolarmente efficace. Sul mio Mex mi capitava di smanettare parecchio, ma gli effetti sul suono erano sempre relativamente contenuti, inoltre certi suoni un po’ più aperti e moderni facevo davvero fatica ad ottenerli. Nonostante non risponda al mio ideale continuo a pensare che il RH Mex sia un gran bel basso con un ottimo livello di finiture e soprattutto un strumento che suona … “e soc'mel” se suona (!) ma per diversi aspetti non riuscivo a considerarlo il MIO basso.

Quando ho preso in mano questo Custom Shop ho capito cosa si intende per basso di grande valore e di elevata qualità. Io non ho mai avuto in mano strumenti di liutai famosi (Fodera, Ken Smith, Pedullà, etc) quindi non saprei fare paragoni, ma in questo Custom Shop ho trovato contemporaneamente tutto il positivo del Mex con molto, molto, molto di più:
- una 5° corda di livello mai visto prima (almeno da mè)
- una elettronica efficacissima che consente variazioni enormi
- un peso ancora accettabile 3,9 kg
- e soprattutto un manico da favola !
La tastiera è abbastanza piatta (radius elevato, come piace a mè) l’intercorda e lo spessore del manico sono molto più uniformi lungo tutta la lunghezza del manico rispetto al Mex (che era la cosa che mi disturbava di più). Inutile parlare di finiture e dettagli Il Mex è già ottimo ma questo è semplicemente straordinario: tastatura, assemblaggi, verniciature, legni, dots, capotasto, meccaniche … tutto bello e perfetto. L’unico basso che io ho posseduto, paragonabile a questo per la qualità costruttiva e la suonabilità del manico, è stato il Mayones Patriot 5 Classic, strumento bellissimo ma, IMHO, molto poco versatile.

LA PROVA,
Inizio come faccio sempre, col basso staccato. Lo strumento suona già molto bene, discreto volume e note sempre molto nitide. Il manico è la grande sorpresa: scorrevolissimo e piacevole al tatto, non faccio nessuna fatica a trovare l’impostazione della sinistra. Lo split  coil centrale sporge meno dal body rispetto all’humbucker del mio G&L e la parte alta è in posizione più avanzata: questa cosa mi mette un attimo in difficoltà nel trovare il giusto appoggio del pollice destro, ma è un attimo e so che mi ci abituerò facilmente. Lo strumento è settato bene le corde sono D'Orazio seminuove. Sono fissate sul ponte e non passanti attraverso il body. L’action è molto bassa, forse un po’ troppo per i miei gustii, ma sono impaziente quindi decido che va bene così. Attacco l’ampli (ATS BP1000 con due Megacasse 1x12) e metto ii basso in ATTIVO con tutta la catena in flat, il rumore dell’elettronica si sente appena, è leggero e di tono basso quindi non mi disturba. Appena tocco la prima nota mi fermo, devo abbassare il volume perchè segnale in uscita è molto alto: più alto del mio G&L USA (il ché è tutto dire). Prima provo qualche semplice scala soffermandomi su alcune note per valutare con l’accordatore acceso la tastatura, l’intonazione ed ad orecchio eventuali variazioni di output tra le corde e tra le diverse zone della tastiera, ma tutto risulta perfetto (e ci mancherebbe ... con quello che costa!). Dopo avere notato che il sustain è già molto elevato, mi chiedo come sarebbe se montassi le corde passanti, ma onestamente ritengo che queste siano un po’ delle leggende metropolitane e in realtà non mi aspetto grosse differenze.

Inizio a fare qualche piccola variazione sull’equalizzazione del basso e qui ho la prima sorpresa: devo stare attento perchè ad ogni minima variazione sui pot il suono risponde immediatamente in modo decisamente nervoso. In particolare ho trovato la regolazione parametrica dei medi efficacissima: il boost dei medi si sente immediatamente. Io di solito procedo così: alzo il pot dei medi per enfatizzare la banda, poi passo alla variazione delle frequenze per decidere quale tipo di “voce” voglio dare allo strumento: non conosco le frequenze di intervento, vado a orecchio, ma alla fine il pot è poco oltre metà corsa verso le frequenze più basse. Dopo avere scelto il timbro desiderato, in pochi secondi rifaccio la regolazione “fine” dei tre livelli alti, medi e bassi secondo il mio gusto. In questo modo raramente mi sono trovato a dovere poi ritoccare di nuovo le frequenze. Nella versione Mex il pot dei medi lavorava su di una frequenza fissa e le modifiche percepite erano meno marcate e il timbro finale aveva una variabilità inferiore: qui è tutta un’altra cosa, non credo arriverò mai ad utilizzare i due limiti estremi delle frequenze selezionabili.

Dopo circa 20 minuti che suono mi rendo conto che questo è uno strumento che non perdona nulla, il tocco deve essere molto preciso e ogni piccola variazione della mano destra così come ogni piccola imperfezione nella diteggiatura della sinistra si sentono in modo implacabile, la nitidezza delle note è sempre alta e anche sul low B risulta impressionante, confesso che per le mie ben misere capacità tecniche è quasi difficile da gestire … emergono tutti i miei (enormi) limiti tecnici, ma il suono mi piace moltissimo: giocando anche solo col pot dei medi si passa senza fatica da note con un attacco molto aggressivo (e senza plettro !) a suoni pieni, profondi, un po’ arrotondati ma sempre ben intelleggibili. Alzo il pot dei medi (senza variare la frequenza d’intervento) e provo a dare qualche polliciata. Io non sono un gran sleppatore, ma il suono esce sempre molto pieno, anche quando non riesco a colpire la corda alla perfezione non si sente una gran differenza: la nota suona sempre e considerando che in questa tecnica io sono un vera pippa questo è un grosso punto a favore ! Pur non essendo un suono tagliente in stile Milleriano, il risultato mi soddisfa. Magari in futuro troverò una regolazione migliore ma questo non è certo un basso progettato per avvicinarsi ai suoni stile Marcus Miller, se serve quel tipo di suono occorrerà probabilmente smanettare anche sulla testata e alla fine non sono sicuro che sia possibile ottenere il risultato pieno, ma questa non è una mia priorità.

Dopo tutte queste riflessioni rimetto a posto il pot dei medi, passo lo switch al passivo e ho la mia prima delusione: c’è una enorme differenza di segnale. Ho avuto altri bassi del tipo Attivo/Passivo ma nessuno con un segnale che cala in modo così evidente, nemmeno il Mex aveva questa enorme differenza. O l’elettronica del CS è davvero così “presente” oppure questi pick-up in passivo rendono poco. Mi rassegno e alzo il master q.b. per ottenere lo stesso volume di prima. Il suono torna ad essere pieno ed è diventato veramente il classico suono Fender Style ! Decido di iniziare a giocare un po’ con il pan-pot: ill basso ha perso volume nel passaggio al passivo ma ora il suono dei pick up risulta di nuovo molto piacevole. A volere trovare il pelo nell’uovo il Noiseless al ponte usato da solo risulta un po' vuoto e povero, soprattutto sulle frequenze più basse, ma chiudendo un po’ il tono le cose migliorano e il classico suono alla Jaco c’è.

Chiudo il single coil al ponte e lascio solo lo split, prendo in mano il plettro e inizio a pestare un po’ ... la soddisfazione è enorme ! Su questo Forum ho letto qualcuno (... forse Gozer) che diceva che il Precision è un basso adatto alla “maturità” del musicista: suonando il RH come se fosse un Precision mi sono ritornate in mente queste parole. Trovo che questa affermazione sia vera: questo è il suono che non ha fronzoli, non ha declinazioni, non ha sfumature … è quel suono, punto ! E’ come la voce roca di una bravo cantante navigato e un po’ avanti negli anni, che ormai sembra sempre uguale a sè stessa, ma che riesce sempre a interpretare le situazioni diverse e le diverse melodie, senza stancare. Questo è essenzialmente il valore aggiunto che io cercavo in questo basso: grande versatilità e vasta gamma di suoni, ma soprattutto il suono del Precision. … Ma allora perchè non prendere un bel Precision direte voi …. forse perchè non sono ancora abbastanza “maturo” per farlo, ma non è escluso che un giorno decida anch’io di fare il grande passo. Per ora, con questo, non ne sento il bisogno e mi godo questa meraviglia uscita dal Custom Shop di Fender.

Parliamo un po’ anche di DIFETTI (almeno quelli che ho potuto notare al primo utilizzo).
- Questa cosa del non perdonare imperfezioni tecniche non è certo un difetto dello strumento ma rimane qualcosa legato alla combinazione Strumento+Musicista. Per mè è comunque una seria complicazione e sarà una bella sfida.
- I due pot concentrici sono comodi ma a volte nel fare regolazioni al volo quello superiore trascina e muove anche quello sottostante e viceversa. Essendo così sensibile alle variazioni questa cosa complica non poco l’utilizzo (vedrò se riesco a migliorare qualcosa con la manualità o eventualmente con un passaggio dallo liutaio).
- Il meccanismo di Drop che normalmente sul 4 corde è montato sul MI, qui è montato sul SI (!). Onestamente vista la presenza della V corda lo ritengo una cosa completamente inutile.
- In passivo il volume cala moltissimo (decisamente TROPPO).
- La risposta dell’elettronica è molto efficace ma anche molto “nervosa” e costringe a fare modifiche millimetriche non sempre facili, soprattutto se fatte al volo.
- Il Noiseless al ponte, usato da solo in passivo è un po’ povero, almeno per i miei gusti.

Tutto questo sempre IMHO e al netto di eventuali errori. Non mi chiedete di postare dei samples perchè NON sono capace di farli, ma se vi venisse voglia di provarlo non vi fate scrupoli e chiedete: una birra e due chiacchiere non si negano a nessuno. Ringrazio Benny Pizzuto (qui Bennybass) di Torino, persona splendida e gentile, che mi ha venduto questo gioiello che è diventato il basso per cui ho speso più soldi e fatto più chilometri nella mia vita, ma ne è decisamente valsa la pena. Se avete avuto la pazienza di arrivare fino a qui a leggermi, vi meritate almeno tutta la mia stima.
Max
 




Io uso: plettro e dita

____________________
E' assolutamente vietato prendersi troppo sul serio
 
Ultima modifica di Maxer il Ven 18 Mar, 2016 09:59, modificato 16 volte in totale 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Basso da sbavo.
Bella recensione!
 




Io uso: plettro e dita

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mauromondiello.it
 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
grazie, molto interessante.
 




Io uso: solo le dita

____________________
"...puoi cambiare le corde a questo 'basso' e trasformarlo in una VERA chitarra?"

Io uso le dita e l'archetto... (anche se a volte mi sbaglio e lo chiamo: 'la stecca')
 
concertoni2 Invia Messaggio Privato HomePage MSN Live
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Veramente bellissimo. Certo costa un capitale quindi è il minimo.
 




Io uso: plettro e dita
 
Tomurai Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Grazie  the Pusher, per i complimenti.
Confesso che mi sento ancora inadeguato per fare una vera recensione    infatti quelle che ho scritto sono più delle considerazioni personali; ma soprattutto, dovendo parlare di un basso raro, costoso e in edizione limitata, credevo che non interessasse a nessuno.   .

Tomurai, è vero che per quello che costa uno non si dovrebbe aspettare nulla di meno, ma credo ci siano in giro anche tanti bassi altrettanto costosi con molta meno qualità e dato che sono sempre stato critico su tanti prodotti di casa Fender, questa recensione la considero un po' un atto dovuto.
 




Io uso: plettro e dita

____________________
E' assolutamente vietato prendersi troppo sul serio
 
Ultima modifica di Maxer il Sab 08 Mar, 2014 10:28, modificato 2 volte in totale 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Complimenti!!
Sono anch'io un felice possessore di questo basso ed è quello che per ora è durato più di tutti a casa mia!!!
Quello che tu consideri un grande problema (il delta volume att/pass) in realtà è frutto di una cosa tanto semplice quanto rara che a me piace tantissimo e cioè il basso monta in realtà due elettroniche ben distinte: una "classica" passiva Vol-Blend-Tono e quella attiva. Sono distinte (cioè passi per un pot volume diverso e in comune con la parte attiva c'è solo il pot del blend) ecco perché hai una differenza tonale e di volume percepito. Se lo vuoi vedere, una volta aperta la piastra metallica vedi che il pot volume in realtà sono due sovrapposti.

Io non ho la sensazione di "spompo" del pu al ponte: sicuro che le altezze siano corrette?

Io, invece, posso considerarmi un fedelissimo Fender ma condivido quello che dici a proposito del manico e della tastiera: dopo anni che lo uso riesco ancora a stupirmi.

Perchè, poi, passare al precision quando in un unico strumento puoi avere sia il P (e che P!) che il J??

Tomurai purtroppo ho provato molti strumenti (fender e non-fender) anche di pari o superiore costo ma purtroppo il parallelo costo-qualità-aspettative non è sempre mantenuto. Fender (a volte) docet
 




Io uso: solo le dita
 
PDRob Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Certo l'importante è che il prezzo sia giustificato dalla qualità. Il che non è immediato infatti.
 




Io uso: plettro e dita
 
Tomurai Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
PDRob,
sono andato subito a controllare e confermo che si tratta di due elettroniche separate che condividono il Pan-Pot.
La differenza di volume sinceramente un po' mi disturba, ma non è certo un peccato mortale, soprattutto se poi alzando il master il suono passivo rimane molto buono e caratteristico come in questo caso.
Grazie comunque della dritta  

Il Noiseless al ponte mi sembra che sia alla distanza giusta, forse si può avvicinare ancora di qualcosina, ma parliamo di poca roba. Probabilmente la mia sensazione iniziale è dovuta anche al fatto che provengo dal G&L USA che ha un HB al ponte molto presente e pieno.
Comunque questo io non lo considero nè un vero difetto e nemmeno un limite importante perchè non credo di avere mai usato il PU al ponte completamente da solo, anche solo un filino di "supporto" dal PU al manico io lo tengo praticamente sempre ...
 




Io uso: plettro e dita

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E' assolutamente vietato prendersi troppo sul serio
 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Tomurai ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Il che non è immediato infatti.

Purtroppo devo quotare al 100%

Maxer ha scritto: [Visualizza Messaggio]
PDRob,
La differenza di volume sinceramente un po' mi disturba, ma non è certo un peccato mortale,

In realtà è giusto aspettarsela questa differenza da un passivo che non passi dentro ad una elettronica.

D'altra parte se sono decenni che negli ampli fanno l'ingresso attivo e uno passivo ( e non l'ingresso pickup buoni e l'ingresso pickup dimm....a) un motivo ci sarà.  
 




Io uso: solo le dita
 
PDRob Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Maxer, bellissimo basso e bellissima recensione!  

Condivido a pieno le considerazioni sul Precision...anche se un bel PJ di questo spessore credo che possa risolverti quasi tutti i grattacapo a livello di suono.

Goditelo.

Per quanto riguarda i difetti ho sempre pensato che non esiste un basso privo di difetti ed è a questo che serve il musicista. A poco a poco si impara a conoscere il proprio strumento e a sopperire con la propria abilità a quei difetti che esso può avere.

Buone suonate!  
 




Io uso: plettro e dita

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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
ce l'ho anch'io... è semplicemete meraviglioso      
 




Io uso: plettro e dita
 
leobif Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Basso meraviglioso complimenti veramente!    

i PJ mi piacciono sempre, si capisce subito che è fatto a regola d'arte.

per tanti avere un'elettronica troppo invadente e sensibile invece è considerato un difetto, e sono d'accordo, a meno che però le frequenze e le campane siano concepite bene e che quindi l'intervento risulti comunque musicale.

per risolvere il difettuccio del pot alto che trascina quello basso puoi provare semplicmente a sollevare leggermente il pomello del pot alto, è una bazzecola.

PDRob ha scritto: [Visualizza Messaggio]

In realtà è giusto aspettarsela questa differenza da un passivo che non passi dentro ad una elettronica.

D'altra parte se sono decenni che negli ampli fanno l'ingresso attivo e uno passivo ( e non l'ingresso pickup buoni e l'ingresso pickup dimm....a) un motivo ci sarà.


In realtà manco per niente    ci sono decine di modelli di elettroniche che se attivate non boostano assolutamente nulla, e così dovrebbe essere secondo me.
questo, invece, è un bel difetto...

allora secondo te con questo basso che facciamo?! quando suoni attivo entri nell'ingresso per gli attivi e quando cambi modalità stacchi il jack e lo metti in quello per i passivi?! una comodità!  
Il motivo è che ci sono bassi attivi, solamente attivi, che hanno molto output, e purtroppo non c'è rimedio se non abbassare il gain. ma se poi non basta non c'è altro modo che cambiare ingresso, ecco perchè...
e tra l'altro è sempre meglio utilizzare l'ingresso passivo, se non clippa nulla.


PDRob ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Quello che tu consideri un grande problema (il delta volume att/pass) [...]
ecco perché hai una differenza tonale e di volume percepito.


il perchè c'è una differenza è dato dal fatto che l'elettronica attiva aumenta il segnale che esce dai pick up, mi pare evidente... tutto il resto cosa c'entra?! se il preamp non boostava il segnale in uscita, poteva anche essere esterno tra basso e testata, ma il volume sarebbe stato sempre quello eh... mah  

sicuro che non c'è un trim sulla scheda per regolare il gain?! (finezza che si usa nelle elettroniche fatte con criterio, per adattarsi a tutti i tipi di pick up   )
 




Io uso: plettro e dita

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La donna è fedele ad uno quando il turco si fa cristiano (G. Verga)

Non tutti quelli che ti buttano della merda addosso lo fanno per farti del male;non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda lo fanno per farti del bene, ma, soprattutto... quando sei nella merda fino al collo, sta zitto!! (Il mio nome è Nessuno)


ZioFrenko su My Space
 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
ziofrenko,
quella del trim mi sembra una cosa molto sensata. Appena ho un attimo verifico se c'è qualcosa di simile.
Se riesto a ridurre almeno un po' la potenza del segnale in attivo senza perdere nulla potrebbe essere una soluzione.
Grazie della dritta ...
 
 




Io uso: plettro e dita

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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Ma non è Reggie Hamilton?
 




Io uso: plettro e dita

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Galleria Fotografica ad uso e consumo della Community
Prima di suonare due note, impara a suonarne una. E prima di suonarne una pensa se ha senso suonarla.
Farla semplice è difficile. Farla facile è più difficile. Farla invisibile è la cosa più difficile di tutte.
 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
ziofrenko ha scritto: [Visualizza Messaggio]


allora secondo te con questo basso che facciamo?!


Non so tu ma io ci suono.....e di gusto pure!!  
 




Io uso: solo le dita
 
PDRob Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggi Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
ziofrenko ha scritto: [Visualizza Messaggio]
   sicuro che non c'è un trim sulla scheda per regolare il gain?!


No, non c'è nessun trim per regolare il gain.
Confermo che è un ottimo basso, l'ho usato per oltre 4 anni.
 




Io uso: plettro e dita

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Ho finito con le pippe in bassi e amplificatori. Tanto il suono lo faccio io con le mie dita... ...dei piedi !

Cit. Spontbass: "se uno non percepisce le differenze tra un mex e un custom shop non è colpa della Fender"
 
Roberto Salomone Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Roberto Salomone,
E' vero, confermo che non c'è nessun trim per regolare il segnale in attivo. La differenza di segnale tra attivo e passivo rimane vistosa, ma il suono anche in passivo è veramente molto bello. Mi rassegno ad intervenire su gain e master, ma ormai mi sono fatto la mano e quando uso la mia amplificazione so esattamente come regolare gain e master per ottenere il suono migliore allo stesso livello di volume. In una frazione di secondo riesco a compensare.

La differenza rimane notevole e personalmente continuo a considerarlo un difetto progettuale ... ma nel complesso delle tante e significative qualità di questo strumento, questo per mè rimane un dettaglio trascurabile.
Come detto non ho mai suonato grandi bassi e questo, pur con i suoi difettucci, resta in assoluto il miglior basso che io abbia mai avuto tra le mani.

Ganesh ottimo occhio !
Sì tra le foto del basso ci sono un paio di scatti che ha fatto il precedente proprietario dello strumento insieme a Reggie Hamilton. Mi ha raccontato che aveva partecipato ad una clinic a Milano con Reggi Hamilton e gli aveva chiesto una dedica sul battipenna. Oggi la dedica sul battipenna non si legge più ed è stata completamente cancellata.
 




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Ultima modifica di Maxer il Lun 17 Mar, 2014 21:00, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
Bravo! Ho letto con piacere le tue opinioni su uno strumento che mi intriga parecchio! Il g&l con cui lo paragoni e' un l2000?
 




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Messaggio Re: Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
flare, è uno splendido L 2500 USA dell'1998 che rimane comunque con me e che non venderò mai: primo perchè suona divinamente e poi perchè ci sono affezionato  
 




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Messaggio Re: Recensione Fender Reggie Hamilton V Custom Shop Vs. Versione 4 Classic Mex 
 
sono felicissimo neo-possessore anch'io di un l2000, a occhio con il R.H. si completano bene, e sei coperto per praticamente qualsiasi esigenza.
 




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Ultima modifica di flare il Mar 18 Mar, 2014 09:57, modificato 1 volta in totale 
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