Il proprietario (uno st****o come pochi, voglia di lavorare zero) conscio della sua situazione di monopolio, non si prendeva manco la briga di metterti da parte i dischi, in pi? quando si trattava di rock ne ordinava sempre la met? del minimo indispensabile; di conseguenza, al momento in cui l'agognata copertina faceva la sua comparsa in vetrina, la regola era: "Ne Rester? Solo Uno!", e sotto a chi tocca.
Ho visto cose io fra quegli scaffali...
Ma un mio amico ed io lavoravamo in radio, per cui erano spesso gli altri clienti che ci lasciavano una corsia preferenziale, specie sapendo che la sera stessa dell'acquisto l'avremmo passato per intero nel programma, cos? loro andavano gi? di registratore a cassette
Ricordo che mi spiazz? di brutto: dopo le morbide, per quanto oscure, atmosfere di "Dark Side", la maestosit? di "Wish" e l'ariosit? di "Animals", i suoni e le espressioni cupe e angoscianti di "The Wall" furono dure da affrontare.
Va bene la pazzia, cosa comunque abbastanza lontana.
Va bene l'assenza.
Va bene la crisi dei valori.
Ma qui s? che si andava a ravanare nel lato oscuro di ciascuno di noi, nel vero e proprio cuore di tenebra.
Toccava a fondo, "The Wall" e toccava duro, in punti deboli e imbarazzanti che manco sapevi di avere.
Oltretutto ha segnato la fine di un'epoca: il passaggio dalle illusioni dei '70 al riflusso degli '80.
Opera fondamentale, indimenticabile, anche oltre l'aspetto essenzialmente musicale.
E indimenticata, per fortuna.
FG













Varese




Spoletium - Roma

































