Citazione:
Basti citare, ad esempio, "Aces High" degli Iron: uno dei brani più presi per il c#lo dalla famosa chiosa "Gli Iron hanno fatto la storia con tre accordi", se analizzi il ritornello, il basso effettivamente suona MI, poi scende a Do, sale a RE e ritorna a MI, il cantato parte da Mi, sale a sol quando il basso scende a Do, poi scende a fa diesis quando Harris sale a RE e sale alla mediante (Terzo grado) quando il basso torna sulla nota di impianto (Mi, siamo in MI minore).... Tutto perfettamente organizzato, sono le stesse regole che usavano Werckmeister, Bach, Telemann...
beh chiaro, siamo nel campo della musica su sistema temperato, e semplicemente vengono usate note dell'accordo (per altro siamo sulle triadi), forse la cosa più basilare in assoluto a livello di melodia.
non lo considererei l'esempio più calzante, perchè a quel punto è più complessa "Tanti auguri a te" (non a caso gli Elio e le Storie Tese la usano
come ipotetico "ritornello" di un pezzo di Beethoven 
)
scherzi a parte, tornando all'oggetto effettivo della domanda:
Citazione:
ma è armonizzare giri creati da me, in modo da compiere un passo importante per arrivare a comporre un brano.
la linea di basso non è altri che una melodia, e come tale si muove su un'armonia.
i primi passi per eseguire questo tipo di lavoro sono i seguenti:
1) organizzare le battute in struttura, quindi definire il tempo e dove cadono gli accenti.
2) a partire dagli accenti forti (in genere 1 e 3) identificare le note che cadono su quegli accenti.
attraverso questi primi due punti puoi iniziare a ricavare gli accordi basilari (per ora lascia da parte ciò che va oltre a quinta o la settima), e farti un'idea iniziale di quello che è il giro di accordi ed identificare il centro tonale, eventuali modulazioni.
il problema partendo solo dalla linea di basso è che, non avendo un riferimento melodico, potresti trovarti di fronte a più opzioni impossibili da definire con certezza, dipende da quanto è melodica la linea stessa.
se per esempio hai due o tre battute con un pedale, solo dalla linea di basso non potrai mai sapere se quella nota è la fondamentale su tutte le battute o se in base alla melodia (e quindi all'armonia) cambia il suo valore all'interno del brano.
senza poi addentrarci nelle armonie più complesse, nelle riarmonizzazioni ed in quei contesti in cui si può assegnare un accordo diverso ad ogni nota della melodia
però come sempre, meglio partire da una base semplice, quindi sgrossare la prima parte.
magari se ci fai un esempio di un giro di basso che hai scritto, possiamo usarlo come base per rendere concrete queste cose che diciamo.
Citazione:
Come ti comporti con giri statici che hanno al basso o alla chitarra sempre le stesse note (mi viene per esempio in mente Peter Gunn Theme)?
qua andiamo appunto su un campo sempre più complesso, e bisogna sempre capire l'autore del pezzo cosa aveva in testa, perchè virtualmente si può armonizzare tutto come ci pare.
ti faccio un esempio: un brano del mio gruppo, molto semplice, ha la strofa con un giro || D | A | F#m | E ||
il pezzo è chiaramente in La maggiore, so' quattro accordi. una mia amica ne fa una cover, ma vedo che suona accordi diversi, perchè le va del tutto ad orecchio basandosi sulla melodia, e gli accordi erano:
|| Bm | F#m | A | E ||
nel rispetto della melodia, questi accordi sono comunque perfetti, perchè:
D e Bm condividono buona parte delle note, ed il Bm può essere "letto" come un D6
F#m come sopra rispetto al La, e viceversa La rispetto a F#m. uno può essere un La6 e l'altro un F#m7.
l'accordo finale è rimasto uguale, perchè comunque è quello che riporta al primo accordo, e se ci fosse stato chessò, un G#dim sarebbe stato un po' strano nel suonarlo, ma già un G#m probabilmente avrebbe svolto un ruolo simile nei confronti della melodia.
io stesso ho riarrangiato il pezzo "solo basso", ed uso il La come pedale su due accordi (A e F#m).
quando le ho fatto notare che gli accordi non erano quelli, c'è rimasta malissimo, perchè effettivamente suonano bene, e per dargli lo stesso senso "nella scrittura" basterebbe scrivere:
|| D6 | A6 | F#m7 | E ||
nel pezzo col gruppo ad esempio io non vado mai sulle fondamentali di F#m e E, perchè utilizzo Do# su uno e Si sull'altro, per dare una piccola melodia alla linea che, volutamente, è super semplice (una nota ogni battuta. tutte le opzioni "movimentate" ritmicamente o melodiche uccidevano il pezzo).
quindi se dovessi scrivere l'armonia in base alla mia linea di basso sarebbe:
|| D | A | F#m/C# | E/B ||
ovviamente cosa succede però? che ci sono due fattori che definiscono quali sono "gli accordi giusti" (sto volutamente usando un brano super semplice e con una linea di basso di 4 note):
1) il basso
2) la melodia
quel Bm suonato dalla mia amica è un Bm solo perchè lei sta usando quella diteggiatura sulla chitarra, ma rispetto alla melodia è un D6. lo diventa in modo definito nel momento in cui io ci metto un bel Re al basso.
la melodia nella prima battuta utilizza Fa#, Mi e Do#, quindi, di fatto, ci potrei usare anche un F#m (che però può essere anche D/F#) come primo accordo, ed infatti sul F#m della terza battuta si ripetono le stesse note, con gli stessi accenti, e la variazione c'è, in modo molto canonico, nelle battute successive (la 2 e la 4), dove vengono create prima una tensione (la melodia sull'accordo A si ferma su un Do#, quindi sulla terza, mentre "risolve" sul Mi nell'ultimo accordo).
un jazzista potrebbe riarmonizzare tutto usando due o tre accordi a battuta, soprattutto anticipando le battute successive, creando tensioni che non ci sono ma che, in un contesto musicale diverso, sarebbero necessarie.
in questo caso la linea di basso potrebbe muoversi di più, soprattutto su note di passaggio non facenti parte direttamente dell'accordo.
il caso di Peter Gunn non è dissimile: abbiamo una linea di basso ostinata che ripete sempre lo stesso giro, con un costante pedale di Mi alternato da altre note che danno gli accenti.
di fatto, si può suonare armonicamente come un Em. la parte melodica gira sulla pentatonica di Em, con le variazioni classiche di semitono di una scala blues.
si può mettere un G a metà battuta? volendo sì.
si possono mettere G e F#m su 3° e 4° movimento della battuta? sempre sì.
ci puoi schiaffare dento un passaggio A-Ab alla fine, con l'armonia? un po' duro, ma se po' fa
servono? lo decide l'arrangiamento, lo decide l'eventuale presenza di uno strumento che
esegue l'armonia, e di conseguenza si decide dove far suonare un "accordo" che scandisca l'armonia.
ma in genere questo brano viene considerato mono-accordo, un pedalone di Em. se vedi i live di Blues Brothers dove la suonavano, ogni tanto c'è l'organista che, quando suona un accordo, suona sempre un Em, tenuto anche per due battute intere, ed al massimo fa qualche passaggio e fill sulla pentatonica, oppure accentua quella dissonanza "blues" che è il passaggio sull'ultima nota del riff, ma come accordo sempre Em.
personalmente non so consigliarti libri didattici, a me hanno insegnato maestri vari, ed uno degli esercizi principali era quello di prendere la melodia e di ricavare gli accordi così.
è un "gioco" che faccio tutt'ora, soprattutto quando mi voglio arrangiare le arie d'opera con l'ukulele

spesso non c'è nessuno strumento che suoni l'armonia, che è data solo dai vari strumenti sovrapposti, e nella maggior parte dei casi si trovano online (senza andare a scomodare le partiture intere) solo le melodie della voce, e da quelle si ottiene facilmente l'armonia, perlomeno quella basilare (maggiori, minori e settime), che è lo scheletro portante.
comincia da questo tipo di esercizio, come sopra:
1) organizza la struttura
2) usa come riferimenti gli accenti forti
ed intanto ottieni una prima stesura dell'armonia.
Citazione:
Sono tutte cose che si imparano, e si gustano veramente, con lo studio serio dell'Armonia. Purtroppo le scorciatoie danno facilità ma non conoscenza.
concordo appieno. è un mondo meraviglioso che va studiato per bene, gustato, approfondito, e che magari nel nostro piccolo useremo al 10%, ma è quanto di più utile si possa studiare per comprendere la musica che facciamo e quella che ascoltiamo.