Organizzare Lo Studio


Titolo: Organizzare Lo Studio
Ragà, come al solito ho bisogno del vostro aiuto. Ultimamente sono troppo preso dai miei studi di contrabbasso classico che mi occupano un macello di tempo.

I problemi principali però riguardano la mia astinenza dal basso elettrico. Dopo una lunga seduta di studio sono abbastanza stanco mentalmente, in più temo di sovraccaricare troppo tendini ed articolazioni.


Alla luce di queste considerazioni voi come impostereste un percorso di studio sul basso elettrico che sia quotidiano e fruttifero a livello di risultati?

A cosa dareste la priorità tra:

1)Tecnica
2)applicazione dell'armonia sullo strumento
3)lettura ed ear training
4) imparare brani da repertorio

Cerchereste di sviluppare tutti questi aspetti in piccola misura ma con costanza? Ne sviluppereste uno per volta?

A voi la parola(ed i consigli)!

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Nel mio metodo ho inserito una "schedule" inerente l'organizzazione dello studio, su base giornaliera e settimanale.

Il problema é che non la posso pubblicare qui se no l'editore mi uccide!

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Near, darei la priorità a tutto. Ogni giorno potresti concentrarti di più su un argomento e fare solo un ripasso delle altre cose.

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Ed invece il "metodo" occorre eccome. Teo appena mi finisco quest'ultimo corro....
Ricordo che quando studiavo ero molto organizzato, programmatico e metodico. I risultati li vedevo e sentivo. Oggi sono un arronzone, anche se sto tirando giù dai cd una marea di pezzi per vari repertori. Mi diverto tantissimo ma non mi sento preparato per nulla.

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Matteo Balani ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Nel mio metodo ho inserito una "schedule" inerente l'organizzazione dello studio, su base giornaliera e settimanale.

Il problema é che non la posso pubblicare qui se no l'editore mi uccide!


Mi sa che mi procurerò il tuo libro allora!


Nel frattempo proverò ad aumentare pian piano la mia soglia di studio, magari gradualmente riuscirò a sopportare più ore di studio senza esaurirmi. Per ora mi stoppo quando capisco che non connetto più e mi vado a fare una passeggiata piuttosto!

Però il mio "sogno" è quello di arrivare da qui ad un anno, due, tre(il tempo non è certo l'obiettivo si!) a studiare con un metodo ottimale, tale da ottimizzare i tempi e sopratutto di riuscire a coprire più aspetti della musica.

Mi sento sempre in difetto quando pur stanco per aver dato tutto non riesco a fare determinate cose le rimando a domani e poi a domani, poi a dopodomani....

Non è solo una questione di sicurezza dovuta ad una maggiore padronanza data dallo studio ma anche in un certo senso questione di autostima. Non m'importa di diventare il migliore della galassia ma mi piacerebbe la sera addormentarmi serenamente sapendo di aver dato tutto ciò che l'applicazione ed un buon metodo di studio offrono.

Sono pazzo a farmi sti trip mentali?

Questo non lo so però posso dire che le cose così non vanno!

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Matteo Balani, proprio riguardo al tuo metodo volevo chiederti una cosa. Io lo trovo fantastico , mi sta facendo crescere tantissimo ma purtroppo ho rotto il cd originale. Come posso ottenerlo? O dovrò comprarlo di nuovo ? Scusa se sono andato un po' OT

Ultima modifica di LukeSkywalker il Lun 21 Lug, 2014 17:55, modificato 1 volta in totale
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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
LukeSkywalker,

Ti ringrazio! Mi fa molto piacere!

Per il cd, puoi provare a mandare una mail a e sentire se possono mandartene uno in sostituzione!


Near,

In realtá le tue non sono paranoie. L'esigenza di un piano di studio/apprendimento è pienamente giustificabile. Soprattutto quando si vogliono ottenere, a breve, risultati importanti. Disciplina e concentrazione, poi, sono due condizioni fondamentali che non sempre, purtroppo, vengono ad attivarsi, vuoi per il fatto che il tempo viene assorbito da altri impegni più cogenti (studio extra musicale, lavoro).

In realtá il trucco (se così si può dire), sta proprio nella nostra determinazione a perseguire l'obbiettivo.

Se dovessi acquistare il mio metodo, fammi sapere come ti trovi: sarò poi lieto di supportarti per qualsiasi esigenza o dubbio. Basta che mi mandi un PM!

Ultima modifica di Matteo Balani il Mar 22 Lug, 2014 09:09, modificato 1 volta in totale
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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Matteo Balani,
Il tuo metodo è bello, mi piace tanto perché mi diverto molto, e c'è fatto un piano di studio molto organizzato e completo per me e fondamentale

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Roberto Portogallo,

Ti ringrazio tantissimo!

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Matteo Balani, credo che ordinerò il tuo libro a breve. Ti farò sapere e spero tu sia disponibile eventualmente per delle delucidazioni(se ce ne fosse bisogno)

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Comunque, visto che dici che lo studio del contrabbasso classico ti prende molto tempo, io punterei principalmente su:

- applicazione dell'armonia
- imparare brani da repertorio

perché la tecnica (ed anche la lettura) la fai già col contrabbasso (a meno che tu non voglia approfondire tecniche totalmente differenti rispetto a quelle utilizzate col contrabbasso, ad esempio lo slap, la tecnica non è poi così differente) ed inoltre l'armonia classica è molto più semplice rispetto a quella jazz.

Ultima modifica di Ninoobass il Dom 21 Set, 2014 20:20, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Faccio la tecnica sul contrabbasso, questo è vero ma considera che utilizzo l'arco quasi tutta la seduta di studio, si pizzica poco. Penso che tu abbia posto la cosa nei binari giusti.

Sul discorso armonia non mi pronuncio. Ho studiato per un paio d'anni armonia jazz(ma lungi dal definirmi un jazzista, anzi sono una merdina ma almeno ho un'idea di cosa significhi approcciarsi a questa meravigliosa musica), per di più i miei studi si esauriscono con la teoria musicale base. Quest'anno farò il quinto anno in conservatorio e studierò l'armonia classica, non mi pronuncio. Certo suonando in orchestra ho già notato le grandi differenze tra l'impostazione classica e quella jazz(anche se dipende sempre dal periodo storico, da quale "classica" e da quale jazz prendi in considerazione).

Certo, se prendiamo in esame un musicista classico come Vivaldi ed il suo(bellissimo) repertorio e lo confrontiamo con quello chessò di Mingus le differenze sono abissali in termini di complessità dell'arrangiamento,d'ardimento d'idee. In Vivaldi abbiamo un uso spasmodico di scale e progressioni, arpeggi con abbellimenti annessi. Insomma la struttura è "fissa" se così vogliamo dire, anche se sovente ci sono cambi di tempo,accenti spostati e cose di questo tipo. Mingus invece è un macello ed io personalmente non ho gli strumenti per capirlo ma ho le orecchie per apprezzarlo. Tuttavia sono anche sicuro che molti compositori classici siano molto complessi nelle idee e nell'architettare la propria musica, Mahler per dire non è Vivaldi e nel jazz Armstrong non è Monk.


Visto che ho deciso di affrontare lo studio dell'armonia jazz seriamente, a tempo pieno e quindi presumibilmente dopo il mio percorso classico per ora sto studiando l'armonia e la teoria su vari libri di testo, alcuni moderni, altri un pò vecchiotti ed in maniera molto "secchiona". Non applico l'armonia in pratica se non quando studio scale e progessioni con la tecnica ma studio la lezione teorica, leggo i libri, prendo appunti su ciò che ho scritto, mi ripeto la lezione oralmente, faccio esercizi dove scrivo su pentagramma scale e progessioni eccetera.

Tuttavia non so quanto questo approccio sarà foriero di risultati. Di certo un domani(lontano) se dovessi dare delle lezxioni a qualcuno con questo approccio allo studio avrò una facilità dialogativa e di chiarezza. Tuttavia quanto può servirmi sapere alla perfezione un argomento x in tutte le salse in maniera così teorica? In realtà è un tipo di studio che mi diverte anche(mi fa sentire più preparato e sicuro riguardo la musica) ma non conosco altri che studino così e pertanto cerco dei confronti. Qui c'è un mare di gente e magari qualcuno potrebbe dirmi cosa ne pensa di questo approccio?

Consideratelo come un approccio "provvisorio" perchè come ho detto tornerò sulla questione jazz successivamente. Riguardo al basso elettrico che è il problema principale al momento, credo anch'io che il repertorio venga prima di tutto. Un domani potrò sempre irrobustirmi tecnicamente ma la musica è linguaggio, preferisco imparare a "parlare" ascoltando e ripetendo ciò che fanno gli altri, magari mettendoci del mio. Voi cosa pensate della questione? Repertorio o tecnica?

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Titolo: Re: Organizzare Lo Studio
Sull'armonia classica vs. armonia jazz hai ragione. Di solito, però (dipende anche dal professore) al conservatorio molto spesso non si arriva ad affrontare i compositori del 1900, fermandosi un po' prima (al romanticismo).

Near ha scritto: [Visualizza Messaggio]
per ora sto studiando l'armonia e la teoria su vari libri di testo, alcuni moderni, altri un pò vecchiotti ed in maniera molto "secchiona". Non applico l'armonia in pratica se non quando studio scale e progessioni con la tecnica ma studio la lezione teorica, leggo i libri, prendo appunti su ciò che ho scritto, mi ripeto la lezione oralmente, faccio esercizi dove scrivo su pentagramma scale e progessioni eccetera.

Tuttavia non so quanto questo approccio sarà foriero di risultati.


Una cosa che può aiutare a capire come applicare l'armonia sullo strumento è quella di ascoltare i soli dei grandi sassofonisti/pianisti, trascriverli (non per forza integralmente, anche solo le parti più intricate) e analizzarli.
Certo la conoscenza teorica (i libri di Backer, Miller, Bergonzi, Liebman, Khan) è un pre-requisito per sapere analizzare correttamente un solo ma se non è seguita dall'ascolto, dall'analisi e, ovviamente, dal suonare con altri (suonando anche in un trio, in un quartetto), non aiuta a sviluppare il linguaggio sullo strumento.
Quindi, se hai un'oretta, nel tardo pomeriggio, la potresti dedicare all'analisi. In questo modo ti riposi le mani (dopo ore di esercizi col contrabbasso).

Principalmente (semplificando) gli stili sono due:
- bebop/hardbop --> dagli anni 40 alla fine degli anni 50 (dal punto di vista del fraseggio, Parker, Griffin, Bud Powell, Horace Silver, Dizzy Gillespie, Clifford Brown, dal punto di vista armonico Thelonious Monk)
- postbop --> dagli anni 60 in poi (Coltrane, Joe Henderson, Shorter, Davis, Tyner...)

A mio parere, i dischi più interessanti da analizzare sono:
bebop: Parker's sessions, Thelonious Monk (avrà scritto in tutto una 70ina di brani)
hardbop: Horace Silver (six pieces of silver, song for my father), John Coltrane (blue trane, giant steps), Jazz Messengers (l'arrangiatore era Silver nei primi periodi seguito da Shorter), Miles Davis first quintet (quello con Garland)

postbop: Coltrane (impressions, my favourite things, a love supreme, crescent), Shorter (night dreamer, ju ju, the soothsayer, speak no evil), Joe Henderson (inner urge, in 'n out), Davis (kind of blue, in a silent way), McCoy Tyner (the real mccoy)

Near ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Riguardo al basso elettrico che è il problema principale al momento, credo anch'io che il repertorio venga prima di tutto. Un domani potrò sempre irrobustirmi tecnicamente ma la musica è linguaggio, preferisco imparare a "parlare" ascoltando e ripetendo ciò che fanno gli altri, magari mettendoci del mio. Voi cosa pensate della questione? Repertorio o tecnica?


Repertorio.

Ultima modifica di Ninoobass il Dom 28 Set, 2014 11:37, modificato 1 volta in totale

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