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livorno24
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 Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Salve a tutti.per prima cosa chiedo scusa per aver aperto una nuova discussione su un argomento che forse ? gi? stato trattato,ma non ho trovato quello che cercavo.Vi spiego.Recentemente col mio insegnante mi sono avventurato nello studio delle varie scale modali..Me le sono studiate per bene e fin qui non ho trovato grosse difficolt? a capire cosa sono,e come si costruiscono.Ora pero' mi ? venuto un grosso dubbio,e purtroppo non potro' chiarirlo col maestro poiche' ? andato in ferie e non lo vedo fino al 10 gennaio,per cui provo a chiedere a voi che ne sapete piu' di me.la domanda ?:come posso servirmi queste scale?in poche parole,come si mettono in pratica?come e quando vanno suonate? Provando a suonarle si capisce abbastanza facilmente che ogni scala ha una sonorit? moolto distinta,ad esempio la frigia(costruita sul terzo grado della maggiore) ? caratterizzata da un secondo grado distante un semitono dalla tonica,in poche parole ? una scala minore con il secondo grado diminuito(o sbaglio?) e sembra che dia una suono molto orientale...per esempio ,quando si puo' usare questa scala? in che contesto? spero di esser stato chiaro,in caso contrario provero' ad essere piu? preciso..grazie infinite
Io uso: plettro e dita
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#1 Lun 26 Dic, 2011 16:14 |
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Broken Fist
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Ti dico quello che so, ma sicuramente c'? chi potra correggermi.
La conoscenza di quelle scale ? propedeutica allo studio della Tonalit?.
Se non l'hai gi? fatto col tuo maestro, dati tot accordi di un pezzo, riuscirai a ricavare la tonalit? di quel pezzo.
A tal proposito, se ci fosse qualcuno che riuscisse a linkare il metodo con cui ricavare appunto la tonalit? dati gli accordi gliene sarei grato perch? io non mi ricordo pi? come si fa!
Io uso: plettro e dita
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#2 Lun 26 Dic, 2011 17:10 |
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dedo
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
livorno24, la cosa ? un p? complessa ma allo stesso modo pu? essere semplice, proviamo.
Puoi usare quelle scale per suonare musica modale. Per?, diciamocelo, non ? una cosa molto diffusa. Comunque ti troveresti con un brano costruito su un modo e per suonare useresti quel modo l?, se il pezzo modula in un'altro modo usi quest'altro (non sono sicuro che in questo coso si possa usare il verbo "modulare"). Il caso pi? famoso e comprensibile di brano modale ? So What di Davis, esempio onnipresente in tutti i testi. Molto diffuso nella musica da film.
In verit? i modi alcuni musicisti manco sanno come si chiamano o comunque li vedono in un altro modo. Per esempio il misolidio ? semplicemente la scala costruita sul 5? grado e fine li: hai un accordo di settima? suoni un misolidio. Chiaramente non ? cos? semplice, sto andando a grandi linee.
Una volta individuata la tonalit? relazioni gli accordi presenti ai gradi della scala e le relative scale. Hai un Fmaj7 e sei in tonalit? di Cmaj? Usi la scala costruita sul 4? grado. E cos? via...
In verit? questa ? la base, poi trovi millemila variazioni, eccezioni etc... Per quanto riguarda il contesto direi che si chiarifica tremendamente tutto se ti avvicini al jazz o comunque musica di matrice nera-americana (soul, funk e blues)
PS. la seconda diminuita suona come la tonica (Re doppio bemolle nel caso) quella che dici te ? una seconda minore. Dai un occhio agli intervalli se no ti perdi (nello studio non a suonare)
Se crei un giro di accordi in Cmaj e ci metti un Emin vedrai che ci suona bene la frigia in quanto il Fa ? nella scala di Do, poi si pu? fare altre cose ma non per il momento....
Broken Fist, ricavare la tonalit? del brano non ? una cosa cos? scontata. Comunque su brani "semplici" gli indizi possono essere i seguenti: il primo o l'ultimo accordo di un giro potrebbero essere la tonica, se trovi un accordo di settima (tipo G7 in tonalit? di C) potrebbe essere il 5? grado della tonalit?. Insomma dei giri tipo Am-Dm-G7-C sono palesemente in C. Per? la cosa si complica anche cambiando solo una nota con Am-D7-G7-C, che ? sempre in C nonostante il D7 non faccia parte della banda... in questo caso non puoi guardare solo gli accordi di dominante, devi individuare dove risolvono.
Per? la cosa si sta complicando.... consiglio un qualsiasi testo di armonia jazz, o le ottime lezioni di Gio Rossi su jazzitalia.net
Io uso: solo le dita
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Ultima modifica di dedo il Lun 26 Dic, 2011 17:42, modificato 1 volta in totale |
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#3 Lun 26 Dic, 2011 17:29 |
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livorno24
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
ok per ora credo di aver capito il concetto !! grazie infinite per il momento !
Io uso: plettro e dita
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#4 Lun 26 Dic, 2011 17:50 |
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Broken Fist
Registrato: Aprile 2009
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
dedo, io ricordo che c'era un sistema molto "matematico" per ricavare la tonalit? di un gruppo di accordi, per? ho un vuoto totale e credo di aver perso il quaderno che usavo all'epoca...
Era veramente molto intuitivo come sistema una volta capito il meccanismo...
Io uso: plettro e dita
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#5 Lun 26 Dic, 2011 18:05 |
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Ninoobass
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
quoto dedo, i modi della scala maggiore, minore (naturale, melodica e armonica) puoi vederli come la stessa scala che parte e finisce da note diverse dalla tonica. Queste scale aiutano, in un primo momento, a capire la relazione tra accordi e scale (ad esempio, il re minore in scala di do, cio? il re minore dorico, ha la nona e la sesta maggiori mentre il re minore in scala di sib, cio? il re minore frigio, avr? la sesta minore e la nona bemolle), e ci? pu? aiutarti a stabilire la tonalit? di un brano (ad esempio in so what la sesta maggiore che ritrovi nel tema ti suggerir? che sei in re dorico, cio? in tonalit? di do).
Oltre a questa funzione (quella di riconoscere accordi e tonalit?) i modi hanno anche quella di abituarti a suonare su un determinato accordo una scala che parte dalla sua tonica (o dalla sua terza, quinta o settima) e finisce sempre sulla tonica (o sulla terza, quinta o settima), quinti ti abitua a sviluppare melodie non ripetendo meccanicamente la scala di do suonata a partire dalla tonica (della tonalit?).
Comunque niente di difficile, esercitati e man mano ti renderai conto della loro utilit
Io uso: plettro e dita
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#6 Lun 26 Dic, 2011 18:14 |
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dedo
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Broken Fist, se "appartengono" tutti ad una scala ok ? facile, basta conoscere gli accordi.Per? spesso all'interno di una canzone (e non parlo solo di jazz) usiamo anche accordi non appartenenti alla tonalit? di impianto. In quel caso la cosa si fa leggermente pi? complicata e dubito che esista una ricetta matematica per venirne fuori, non si sa mai ma dubito che esista. L'esempio che facevo precedentemente Am-D7-G7-Cmaj7... ? in Cmaj ma D7 NON ? un accordo costruito sulla scala di C e potrebbe perci? ingannarti. Come potrebbe ingannarti un giro simile al precedente ma perfettamente in tonalit? Am-D7-Gmaj7-Cmaj7... ma non pi? in C. Insomma un occhio a dove risolvono le dominanti (G7 su C e D7 su G) e un occhio all'orecchio
A volte la melodia comunque aiuta...
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#7 Lun 26 Dic, 2011 18:19 |
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JohnPativens
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Si, secondo me almeno, nella musica moderna, l'approccio pi? utile al sistema modale ? quello della teoria Chord/Scale che ha sintetizzato dedo, almeno ai fini pratici.
Oggi la musica leggera (jazz, rock, pop, metal etc..) ? basata su un mix di sistema tonale sporcato da regole infrante, neotonale (parola grossa), modale tonicizzato.
Per questo chi parte direttamente dallo studio della musica moderna pu? trovarsi pieno di dubbi e di lacune, spesso costretto a imparare le cose a memoria.
Io uso: plettro e dita
Ultima modifica di JohnPativens il Lun 26 Dic, 2011 19:35, modificato 1 volta in totale |
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#8 Lun 26 Dic, 2011 19:33 |
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livorno24
Registrato: Febbraio 2011
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
grazie ragazzi..mi siete di aiuto veramente !
Io uso: plettro e dita
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#9 Mar 27 Dic, 2011 00:59 |
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Broken Fist
Registrato: Aprile 2009
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
dedo, Ovvio che pu? capitare che ci siano accordi che non siano in una tonalit? in comune... scusate se mi esprimo male, ma ci siamo capiti.
Ci? non toglie che uno possa "provare" a vedere in che tonalit? siano....
Io uso: plettro e dita
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#10 Mar 27 Dic, 2011 13:43 |
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dedo
Contributor

Registrato: Dicembre 2003
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Età: 54 Residenza:  Firenze
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Broken Fist, l'unico modo "matematico" per riconoscere la tonalit? ? leggere le alterazioni in chiave, guardando semplicemente gli accordi serve fare un'analisi armonica degli stessi. Quoto il "provare", credo ancora che l'orecchio sia piuttosto importante
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#11 Mar 27 Dic, 2011 17:22 |
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pietrobass
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
beh nella maggior parte delle volte mi trovo la tonalit? del pezzo, non conoscendo gli accordi, ad orecchio io la sento.
Se hai scritti gli accordi, i metodi che ti hanno descritto vanno bene, ma non sempre, le eccezzioni ci sono sempre, l'orecchio, quello non mente mai.
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#12 Mar 27 Dic, 2011 17:25 |
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Alcori
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
A volte, anzi frequentemente, si possono usare i modi costruiti su una tonalit? diversa da quella del brano. Se ad esempio siamo in Do maggiore e su un semplicissimo giro armonico I-VI-II-V usiamo una scala di Sol Maggiore (Sol Ionico), possiamo sentire una sonorit? diversa creata dal Fa# presente nella scala... e di questi esempi ce ne stanno a bizzeffa. Si pu? partire analizzando gli accordi del brano e trovando quelle scale che abbiano comunque le note degli accordi, facendo comunque attenzione a quelle note che "cozzano" o che rovinano il nostro solo. Esempio: siamo sempre in Do maggiore, stiamo suonando sulla dominante, ovvero sol7, evitiamo di suonare la nota Do (che anticiperebbe la cadenza sulla tonica)...
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#13 Ven 30 Dic, 2011 21:03 |
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Paolo Camera
Paolo Camera
Contributor

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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Alcori ... il Sol Ionico se lo godono gli amici della Calabria  , porco mondo
... livorno24, studiare le scale modali avr? un senso quando inizierai ad esercitarti con i salti, le dixterity, etc..., consiglio spassionato... dedica del tempo ad "inventarti" delle diteggiature differenti da quelle che hai imparato col maestro.... suonale lentamente e canta tutte le note... lascia perdere le velocit? da iperspazio
...e ricordati che andando di corsa ci si perde il panorama
TT
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#14 Ven 30 Dic, 2011 22:07 |
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LAKLAND59
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
tutte cose giuste ma cosi non imparerai mai  ..ci vuole un bel corso sul jazz soprattutto con un buon maestro..non c'e altra via
Io uso: plettro e dita
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#15 Sab 31 Dic, 2011 09:37 |
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pietrobass
Registrato: Novembre 2003
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Paolo dixterity?
Cosa intendi?
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#16 Sab 31 Dic, 2011 10:09 |
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Fagyo
Marco Fagioli
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
LAKLAND59 ha scritto: tutte cose giuste ma cosi non imparerai mai ..ci vuole un bel corso sul jazz soprattutto con un buon maestro..non c'e altra via
Quoto. Unito ad una "cultura" di ascolti Jazz.
Insomma deve anche piacere all that jazz (tutto hodesto giez) e ascoltarlo con passione...
Altrimenti si rischia di studiare jazz senza essere poi un jazzista...
Io l'ho sempre vista cos?...
Io uso: plettro e dita
____________________ Ecco.
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#17 Sab 31 Dic, 2011 11:16 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
e comunque anche semmai non dovessi farti prendere dal jazz....  il suo studio ti tornera' sempre utile nel suonare quello che ti piace ,grazie all'apertura mentale e alla conoscenza dell'armonia che lo studio del jazz comporta....
e aggiungo :non e' facile
Io uso: plettro e dita
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#18 Sab 31 Dic, 2011 11:43 |
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Paolo Camera
Paolo Camera
Contributor

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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
pietrobass, sperando di non andare troppo OT...partiamo col correggermi... dexterity
... ti faccio qualche esempio sul Sol Ionico... maronna... mi sembra un' arma di goldrake  :
-salti di terza: (G-B-A-C) (B-D-C-E) (D-F#-E-G) (F#-A-G-B) (B-G-A-F#) (G-E-F#-D) (E-C-D-B) (C-A-B-G) (A-F#-G)
-salti di sesta: (G-E-A-F#) (B-G-C-A) (D-B-E-C) (F#-D-G-E) .... etc...
oppure
- gruppi di quattro  : (G-A-B-C) (A-B-C-D) (B-C-D-E) (C-D-E-F#)... etc...
- ritorno di seconda: (A-G-A) (B-A-B) (C-B-C)... na roba indigesta
- ETC...
... canticchiare questi esercizi mi aiuta veramente tanto
TT♫
Io uso: solo le dita
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#19 Sab 31 Dic, 2011 11:45 |
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Homer
Email non valida

Registrato: Mag 2008
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 Re: Come Applicare Lo Studio Dei Modi Al Basso
Lo studio dell'armonia modale ? molto controverso, perch? studiato spesso in modo errato, ma al contempo ? semplice se si comprende che cosa si va a studiare e cosa si vuol suonare.
Spesso lo sistudia per comprendere l'armonizzazione di una scala, con conseguente comprensione della struttura armonica. Nel senso II V I uguale dorica mixolidia ionica. Nulla di male. Una tecnica per memorizzare i Box in un contesto tonale.
Ma il modale ? altro. E' un sentire sonorit? diverse su accordi diciamo simili.
Ad esempio, se suoni su un Dm7 la dorica, la frigia, la eolica per mantenerci sulla scala maggiore, avrai "sapori" diversi.
Oppure su Cmaj7 suoni la Ionica o la Lidia.
Per imparare a sentire i "sapori", usa questo metodo.
Mi a vuoto basso e suoni, sempre del Mi il locrio, il misolidio, lo ionico il lidio, il misolidio l'eolico... poi suoni sui modi della melodica e dell'armonica.
Molto poco corretto didatticamente, ma molto utile.
Poi tanto tanto ascolto. Ma dovremmo scrivere un manuale.
Tutto rigorosamente IMHO.
Io uso: solo le dita
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#20 Sab 31 Dic, 2011 13:00 |
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