Lauraz ha scritto:
in realt? non ? che ci sia tutta sta gran differenza...
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....molti professionisti che suonano in ambito classico hanno un arco in carbonio o ci stanno pensando
Allora, l'arco in carbonio ha un solo senso, secondo me: trattandosi di archi per principianti o per chi non suona sempre e solo con l'arco (come dice giustamente Acapom) meglio un onesto arco in carbonio di fascia economica, che almeno ? resistente ed equilibrato, rispetto a certi miserrimi arcacci in materia che del legno ha solo il nome, senza nervo, senza presa, senza elasticit? e con la stessa resa che pu? avere un manico di scopa. Quindi, per chi inizia ? una spesa pi? sicura ed affidabile, a meno di trovare un archettaio onesto che propone una decorosa serie di archi da studio con un buon rapporto qualit? prezzo (e ne esistono diversi, basta cercare): ma in questo caso per scegliere ed evitare bidoni ? sempre meglio farsi affiancare da un professionista.
Che ci siano tanti professionisti ormai infoiati per il carbonio lo so: per il novanta per cento si tratta di persone che puntano all'avanguardia fine a se stessa, proprio perch? ? "avanguardia": esattamente come quelli che vengono da me a dirmi che vogliono 2 GB di RAM, una coppia di hard disk da 300 GB l'uno e un processore dual core, quando magari tutto il loro lavoro su pc consiste nel chattare e fare un po' di videoscrittura (basta un mite Pentium III con 64 di RAM!).
A tutte queste professionisti (in genere disposti a spendere pure cifre FOLLI per archi in carbonio!) dico solo una cosa:
si vede che non avete mai provato un arco in legno VERAMENTE buono! Mica basta che un arco sia 'd' autore' perch? sia buono... ho visto certe zozzerie firmate che l'ultimo studente di Cremona si sarebbe vergognato a firmare, sparato con cifre a tre zeri da liutai pirateschi che sfruttano proprio il loro nome, che non ti dico.
Non sono tenerella nelle mie opinioni e non me ne frega nulla di esserlo: come ho gi? detto, forse in altra sede, ho troppi amici liutai che lavorano con onest? e scrupolo e fanno la fame in favore di certa robaccia 'trendy' e con un meccanismo di commercializzazione forte alle spalle, per bermi serenamente le storielle delle majors che chiamano i loro strumenti "da gran concerto" e tanto basta a renderli commercialmente appetibili agli occhi di qualcuno...