Re: H.P. Lovecraft
In effetti, da vero appassionato di Lovecraft, non posso anch'io che consigliare il "volume" della Newton & Compton con l'opera omnia.
Per chi volesse un assaggio, almeno una raccolta con i racconti del "ciclo di Cthulhu".
I pregi della scrittura di HPL sono molti: il senso "cosmico" e della meraviglia che riesce a comunicare, la capacit? di costruire con meticolosit? il tempo della narrazione (il mistero e l'orrore che si rivelano poco a poco), l'artciolazione di tutta la sua opera, che sembra sviluppare in qualche modo un unico disegno di fondo. Disegno di fondo che costituisce uno degli elementi di base dell'orrore: il mondo come lo vediamo non ? che un recente velo molto sottile che nasconde la verit?: antichi d?i malevoli hanno governato il cosmo e torneranno a farlo.
In questo senso "The call of Cthulhu" ? un capolavoro assoluto. Parte come un'inchiesta, sviluppa i fili diversi della vicenda, dando credibilit? e sostanza alle varie tracce del "culto", facendo parlare diversi personaggi (l'artista, l'archeologo, l'ispettore di polizia, ecc.). Infine ricompone i pezzi, descrivendo l'incontro con l'orrore da parte di chi lo ha incontrato ma non ? ha capito il senso generale (la storia del marinaio) e infine ci lascia li', a riflettre, dopo che ci ha costruito il quadro completo, sul terribile senso complessivo. In questo HPL ? bravissimo a giocare con il lettore, che diventa in qualche modo "autore", perch? chiamato attivamente a trovare il senso delle cose (non voglio farla tanto lunga, ma se si legge qualcosa di "Sei passeggiate nei boschi narrativi" di U. Eco, l'idea si chiarisce meglio).
I difetti, che cito a malincuore da vero appassionato, sono, secondo me due o tre. Primo: una certa ripetizione nelle descrizioni e nel lessico utilizzato (sfido chiunque a non indispettirsi davanti ad alcune ripetizioni in "Le montagne della follia", quando descrive i paesaggi, ad es., pur senza nulla togliere alla bellezza del racconto. Racconto lungo, quasi romanzo breve, sicuramente HPL ha nella dimensione del racconto il suo luogo ideale). L'inistere su alcune "tipologie" ricorrenti della narrazione. Es: si descrive un fatto molto strano, poi si torna indietro nel tempo, si svelano passo passo gli indizi e infine si presenta l'orrore insito nel mistero iniziale. Questo schema, che nei racconti migliori ? fondamentale, diventa un po' fastidioso, quando riutilizzato in molti racconti minori, in cui la scrittura non aiuta a superare il senso di "ripetizione" di uno schema gi? visto.
Sempre nei racconti meno noti, a volte c'? una vena poetico - nostalgica non sempre apprezzabile. Alcuni racconti tra i piu' onirici o visionari sono francamente trascurabili.
Ho fatto davvero il difficile: ovviamente non c'? autore che non abbia dei "punti deboli", nessuno ha scritto solo capolavori (come in musica, ovviamente: chi si ascolta con puro godimento i brani indiani di George Harrison negli album dei Beatles? O alcuni eccessi rumoristi nei cd di Tom Waits? E sto citando apposta dei grandi).
Anyhow, HPL resta un grande, di cui non leggere almeno una raccolta dei migliori racconti ? un delitto!
Prof. Ghost Dog, docente di Critica della Letteratura del Fantastico alla Miskatonic University
