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Le Affinità Bassistiche - C'è futuro per la musica suonata?



Pier_ [ Mar 25 Nov, 2025 13:49 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar BassDome, posso dì, Nek lo ascoltano pure fuori dall'Italia, ed ancora passa. Anna Pepe non so, già le mie nipoti di 13/14 anni la considerano roba per bambini, e scherniscono il fratellino di 9 anni che la ascolta.

io comunque non ne faccio un discorso di tecnica, armonia eccetera eccetera, c'è musica fatta con due accordi in croce che è ancora attuale, musica complessa che è invecchiata il giorno dopo.

così come citavo i buoni vecchi 883 per un discorso di "campionamenti": carriera fatta con pezzi dove non c'è mezzo strumento vero, ma pezzi che ancora oggi la gente ascolta, e ti parlo dei giovani eh.

facendo tanto attività da "pub" con coverband o chitarra/voce, vedo la risposta del pubblico di età diverse, e per dire, gli 883 li conoscono pure i ragazzini delle medie (anche prima che uscisse la serie TV), e persino un pezzo come "Gli anni", che ha tutti riferimenti agli anni 70/80, lo sanno tutti.

i contenuti e la capacità di scrivere pezzi senza scadenza è quello che incide, pezzi che si fanno riascoltare perchè noti dettagli, "strati", dinamiche, strutture.

sulla dinamica poi mi soffermo sempre, perchè è la base dell'emozione: pezzi con zero dinamica vanno bene come sottofondo, ma non creano ascolto "attento".
un film in cui "non succede niente" od uno in cui "succede sempre troppo" non funzionano allo stesso modo, servono le dinamiche.
e così la musica, ha bisogno di dinamiche che oggi si stanno perdendo, e basta guardare "l'onda" dei brani, tutta piatta e compressa dall'inizio alla fine.

e questo vale anche per chi suona eh... praticamente c'è più dinamica in un "bass drop" di un qualsiasi pezzo techno/house

son d'accordo anche appunto sul fatto che si produca troppo, si fa pubblicare roba a tutti anche senza nessuna qualità oltre all'aspetto giusto, tant'è che molti di questi "artisti" scompaiono subito dopo una sovraesposizione mediatica.

pochi anni fa da Amici esce Sangiovanni, ragazzetto giovane che rappava su pezzi famosi, sostanzialmente, che è stato sovraesposto in maniera talmente massiccia che dopo nemmeno due anni ha mollato tutto.

tornando al discorso del topic, però, il punto è:

"c'è futuro per la musica suonata?"

secondo me o succederà il patatrak di ritorno indietro, e si riscoprirà la "lentezza", cosa che in parte sta già succedendo tra gli adolescenti, che stanno usando meno i social, oppure semplicemente la musica "suonata" diventerà una cosa totalmente di nicchia e per manifestazioni specifiche.


Fu-V [ Mar 25 Nov, 2025 19:55 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

così come citavo i buoni vecchi 883 per un discorso di "campionamenti": carriera fatta con pezzi dove non c'è mezzo strumento vero, ma pezzi che ancora oggi la gente ascolta, e ti parlo dei giovani eh.


Eh. Se la smettessimo di tramandare la merda di generazione in generazione, questo paese sarebbe un pezzo in avanti.
Quand'ero ragazzino guardavo DOC - ma anche il più commerciale Dee-Jay Television - e avevo una panoramica in tempo reale di quello che accadeva nel mondo.
Oggi ascolti o mainstream contemporaneo rigorosamente italiano - fenomeni mondiali come Billie Eilish o Taylor Swift da noi sono del tutto marginali - o musica dagli anni Novanta in giù. Ci credo che poi i ragazzini ascoltino gli 883.

Prima di preoccuparmi della musica suonata con gli strumenti "veri" o quelli "finti" (...), mi preoccuperei del futuro della musica in toto.


BassDome [ Mer 26 Nov, 2025 19:07 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Bando la scelgo pure io tutta la vita, e me la canto pure adesso Tra l'altro il pezzo ha già 5 anni, e non sarò di certo l'unico a ricordarselo tra qualche anno, con buona pace di chi pensa che la "cultura puoi fartela solo ascoltando i Pink Floyd o artista X anni 80.


Ed io pure è, ha più senso Bando dell'intera produzione dei cantanti pop italiani '90s/'00s per me

darry ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Mi rispondo che è quasi tutto vero quello che ha scritto Douglas Coupland; è vero che esiste la Generazione X (la mia); e poi ci sono gli altri.


Ci sta, l'importante è non avere la supponenza di pensare che la propria generazione sia per forza migliore delle altre, ogni cosa va contestualizzata nel proprio momento storico.

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar BassDome, posso dì, Nek lo ascoltano pure fuori dall'Italia, ed ancora passa. Anna Pepe non so, già le mie nipoti di 13/14 anni la considerano roba per bambini, e scherniscono il fratellino di 9 anni che la ascolta.


Anna Pepe fa numeri grossi all'estero, quest'anno è stata premiata ai Billboard a Los Angeles quale icona italiana nel mondo, inoltre, a differenza di Nek, che ha trovato la propria fortuna con le major, lei è un fenomeno che viene "dal basso"

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]


così come citavo i buoni vecchi 883 per un discorso di "campionamenti": carriera fatta con pezzi dove non c'è mezzo strumento vero, ma pezzi che ancora oggi la gente ascolta, e ti parlo dei giovani eh.

facendo tanto attività da "pub" con coverband o chitarra/voce, vedo la risposta del pubblico di età diverse, e per dire, gli 883 li conoscono pure i ragazzini delle medie (anche prima che uscisse la serie TV), e persino un pezzo come "Gli anni", che ha tutti riferimenti agli anni 70/80, lo sanno tutti.


Gli 883 sono stati un grande fenomeno che poi ha avuto una durata lunga come ti dicevo non tanto per la dinamica, strutture, strati ecc... ma perché anche un pezzo come Gli anni, scritto nel 2025, dura un'estate e poi viene soppiantato, infatti i ragazzini li "conoscono" ma non li ascoltano, è ben diverso, anche io conosco che so Montagne Verdi o Che sarà, ma di certo non li ho mai ascoltati, anche se al karaoke magari li canto a squarciagola Cosa che sarà più difficile in futuro non perché Sfera è peggio degli 883 (anzi, dal punto di vista "game changer" non dico una cazzata se si considera più influente il primo) ma perché l'ascoltatore non ha il tempo, o quantomeno non ne ha come una volta, di assimilare il brano e farlo diventare iconico.


Pier_ [ Gio 27 Nov, 2025 11:07 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Citazione:
ma perché anche un pezzo come Gli anni, scritto nel 2025, dura un'estate e poi viene soppiantato, infatti i ragazzini li "conoscono" ma non li ascoltano, è ben diverso, anche io conosco che so Montagne Verdi o Che sarà, ma di certo non li ho mai ascoltati, anche se al karaoke magari li canto a squarciagola


non condivido, nel senso che è proprio il concetto di "conoscere" per me la cosa fondamentale. certi pezzi che hanno un contenuto "universale" e condivisibile, un senso a livello di struttura che favorisce una maggiore durata nel tempo.

PS:

Citazione:
Il brano è stato originariamente pubblicato nel novembre 2019, ma la sua diffusione è stata bloccata dopo poco per motivi di copyright, in quanto la base è un campionamento non autorizzato del beat V.I.P. del produttore discografico francese Soulker, deceduto nel 2023. Successivamente la rapper ha inserito tra i crediti il produttore, che nello stesso tempo ha autorizzato l'uso del sample, permettendo alla canzone di poter essere ripubblicata nel gennaio 2020


poi, tanto "dal basso" non mi pare:

Citazione:
Tra il 2019 e il 2020 ha pubblicato su varie piattaforme di streaming musicale il singolo Bando, che però dopo due settimane viene rimosso per violazione dei diritti d'autore, in quanto il brano si basa su un campionamento di un beat del produttore musicale francese Soulker.[11] A inizio 2020 ha firmato un contratto con la Virgin Records e, grazie alla concessione dei diritti da parte di Soulker, ha ripubblicato il singolo il 31 gennaio,[12][13][14] entrando in rotazione radiofonica il successivo 21 febbraio


sta con la Virgin, mica con l'etichettina locale, ed è figlia d'arte, non proprio una arrivata dal nulla.

se poi andiamo a vedere cosa ha pubblicato, ha una manciata di singoli ed un album, in sei anni di attività. non mi sembra un fenomeno "artistico" nato dal nulla, è una con etichetta grossa (Virgin), spinta tantissimo...

sorvolo sui contenuti dei testi. il buon Mogol dice sempre che perchè il testo di una canzone duri nel tempo, deve essere "universale", e qua mi sembra che invece sia tutto autoreferenziale e chiusissimo, incomprensibile da chi non fa parte di quell'ambiente.


darry [ Gio 27 Nov, 2025 12:56 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
BassDome ha scritto: [Visualizza Messaggio]
è non avere la supponenza di pensare che la propria generazione sia per forza migliore delle altre


Assolutamente nessuna supponenza.
Parlo per me; non ho mai digerito molto i Pink Floyd; e non mi sono mai piaciuti i Queen; che era roba che andava forte. I Nirvana li apprezzavo molto prima; ma poi mi hanno stancato, ho cambiato gusti e lasciato altri; il metal, ogni tanto, lo ascolto ancora, ecc.

Mia moglie mi ha trascinato a due concerti dei Muse, che sebbene i componenti sono quasi miei coetanei, per me era roba sconosciuta e molto recente; mi sono piaciuti molto.
Per cui se una roba recente la trovo interessante la ascolto.

Ma c'è un però; i Muse, sebbene ancora attuali (lo spero) perché ancora giovani, suonano e cantano; ed anche benissimo; sfruttando, in modo intelligente ed interessante, la tecnologia.

Mentre con:
Citazione:

Anna Pepe fa numeri grossi all'estero


Non si suona; è tutto campionato e basi; e non ci raccapezzo niente; se questo è il futuro, di una parte, della musica cosiddetta suonata, non saprei che cosa dire.
Ad ogni modo, ha ragione Pier; questa qui ha gente grossa alle spalle, che è invece in grado anche di condizionare il mercato. È tutt'altro una persona partita dal basso.


Marcopie [ Gio 27 Nov, 2025 15:15 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
[quote user="darry" post="1158069"]
BassDome ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Parlo per me; non ho mai digerito molto i Pink Floyd; e non mi sono mai piaciuti i Queen; che era roba che andava forte.

Fratello, le tue parole mi danno grande conforto!

Citazione:
I Nirvana li apprezzavo molto prima; ma poi mi hanno stancato

A me sono piaciuti immediatamente. vidi il video di Smells Like Teen Spirit in tv e pensai "devo avere questo disco!!!". In tutta la vita mi è successo due volte (l'altra erano i REM). Ultimamente li apprezzo ancora, ma li ascolto molto poco, perché semplicemente, al di là della tecnica e dell'efficacia dei brani, il genere esprime emozioni con le quali non sono più molto in sintonia. Credo che questo dipenda dall'età.

Penso anche che generazioni diverse non possono andare d'accordo più di tanto perché conta emotivamente la musica con la quale cresci, quella che ascolti anche distrattamente e si lega a momenti della tua vita. Se penso alla citata "Montagne Verdi" mi torna in mente Marcella Bella sulla tv in bianco e nero, io bambino e i miei genitori ancora giovani. Chiaramente ad un millennial non arriverà altro che una canzonetta datata e mediocre. La sua memoria dell'infanzia sarà legata al Rap. Su questo poi si sviluppa la cultura musicale e l'approfondimento, ma un legame emotivo con la musica di un certo periodo lo sviluppi soltanto se ci cresci insieme (o se la recuperi a posteriori ma puoi comunque contestualizzarla con un periodo della tua vita).


BassDome [ Gio 27 Nov, 2025 16:31 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Citazione:
Il brano è stato originariamente pubblicato nel novembre 2019, ma la sua diffusione è stata bloccata dopo poco per motivi di copyright, in quanto la base è un campionamento non autorizzato del beat V.I.P. del produttore discografico francese Soulker, deceduto nel 2023. Successivamente la rapper ha inserito tra i crediti il produttore, che nello stesso tempo ha autorizzato l'uso del sample, permettendo alla canzone di poter essere ripubblicata nel gennaio 2020


poi, tanto "dal basso" non mi pare:

Citazione:
Tra il 2019 e il 2020 ha pubblicato su varie piattaforme di streaming musicale il singolo Bando, che però dopo due settimane viene rimosso per violazione dei diritti d'autore, in quanto il brano si basa su un campionamento di un beat del produttore musicale francese Soulker.[11] A inizio 2020 ha firmato un contratto con la Virgin Records e, grazie alla concessione dei diritti da parte di Soulker, ha ripubblicato il singolo il 31 gennaio,[12][13][14] entrando in rotazione radiofonica il successivo 21 febbraio


sta con la Virgin, mica con l'etichettina locale, ed è figlia d'arte, non proprio una arrivata dal nulla.

se poi andiamo a vedere cosa ha pubblicato, ha una manciata di singoli ed un album, in sei anni di attività. non mi sembra un fenomeno "artistico" nato dal nulla, è una con etichetta grossa (Virgin), spinta tantissimo...

darry ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Ad ogni modo, ha ragione Pier; questa qui ha gente grossa alle spalle, che è invece in grado anche di condizionare il mercato. È tutt'altro una persona partita dal basso.


Nein, se vediamo come è venuta fuori è emersa grazie alle sue forze dal web, non è stata calata dall'alto come la quasi totalità dei prodotti mainstream '90s/'00s. Poi è ovvio che una volta che ha iniziato da sé a fare i numeri è arrivata la Virgin ad accaparrarsela. Anna si era fatta notare per alcuni pezzi ben rappati sul tubo, anche freestyle, prima di Bando (che, ricordiamo, è rappata su un type beat trovato su YouTube fatto da tale Soulker, un po' come quando tanta gente qua dentro suona la propria linea su basi trovate su YouTube "bassless"). Bando prima l'ha pubblicata autonomamente facendo in due settimane numeri incredibili, tanto che tale Soulker fa un reclamo per violazione dei diritti d'autore costringendo Anna a rimuovere la canzone. A questo punto, notata la cosa ma soprattutto il grandissimo successo "fai da te", interviene Virgin che, molto probabilmente, paga quello che Anna non si poteva permettere al tale Soulker e fa ripostare il brano con il benestare di quest'ultimo. Ergo, la ragazza si è fatta da sé. Un po' come accadeva da noi alla stragrande maggioranza dei fenomeni della seconda generazione hip-hop (Fibra, Noyz, Marra, Dogo ecc...) o nell'indie-rock (verdena, afterhours, marlene ecc...) solo che in quei casi c'erano palchi fisici, Anna la sua vetrina se l'è creata nel web.

P.S. anche 'sta roba delle major negli USA sta già iniziando non dico a scomparire ma a ridimensionarsi molto. Gli artisti hanno capito che le major possono essere sfruttate come trampolino di lancio, ma poi l'autogestione, fatta consapevolmente, porta guadagni maggiori, tant'è che i nomi veramente grossi sono quasi tutti "autoprodotti". Il primo in Italia che sembra lo stia capendo è Gué, che ha aperto quest'anno la sua etichetta.

Marcopie ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Penso anche che generazioni diverse non possono andare d'accordo più di tanto perché conta emotivamente la musica con la quale cresci, quella che ascolti anche distrattamente e si lega a momenti della tua vita. Se penso alla citata "Montagne Verdi" mi torna in mente Marcella Bella sulla tv in bianco e nero, io bambino e i miei genitori ancora giovani. Chiaramente ad un millennial non arriverà altro che una canzonetta datata e mediocre. La sua memoria dell'infanzia sarà legata al Rap. Su questo poi si sviluppa la cultura musicale e l'approfondimento, ma un legame emotivo con la musica di un certo periodo lo sviluppi soltanto se ci cresci insieme (o se la recuperi a posteriori ma puoi comunque contestualizzarla con un periodo della tua vita).


Esatto, Gli anni è un pezzo generazionale ma che viene cantato ancora adesso non tanto perché "universale", quanto perché sentito e risentito dai media e dalle generazioni precedenti, figurati se un diciottenne sa qualcosa di Happy Days e Ralph Malph e si immedesima Esattamente come la mia generazione con le canzoni che ho citato.


Marcopie [ Gio 27 Nov, 2025 18:43 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Bando la scelgo pure io tutta la vita, e me la canto pure adesso Tra l'altro il pezzo ha già 5 anni, e non sarò di certo l'unico a ricordarselo tra qualche anno, con buona pace di chi pensa che la "cultura puoi fartela solo ascoltando i Pink Floyd o artista X anni 80.

Riparto da qui, ma prima di sviluppare un ragionamento devo fare una (temo lunga) premessa.

Io sono nato negli anni '60, la novità era il rock. Prima del Rock c'erano le orchestre, la musica lirica. Per riempire una sala di suono ti servivano tanti musicisti, e questo aveva finito col produrre della musica estremamente complessa (perché mica puoi far suonare a tutti la stessa nota all'unisono, non ha senso). I cantanti dovevano tirar fuori la voce per farsi sentire, e chi non aveva voce cambiava mestiere. Questo era prima.

A un certo punto sono usciti fuori gli strumenti elettrici, amplificati, sono usciti i microfoni. Da un momento all'altro per riempire una sala di suono bastavano anche solo tre o quattro tizi. Chi non aveva voce poteva farsi sentire lo stesso, magari in modi non proprio 'canonici', gracchiando o urlando. Improvvisamente era venuto a crearsi un nuovo linguaggio, con nuovi interpreti e forme sue proprie. Chi era abituato alla musica precedente fu spiazzato. "Questo non è cantare", dicevano alcuni, perché erano abituati (affezionati) a uno stile di canto differente. "Questa non è musica" dicevano altri, perché mancava la maggior parte di quello che erano abituati a considerare musica: i fiati, i violini, il pianoforte, le orchestrazioni complesse, i contrappunti. La generazione che è cresciuta con me ha imparato a cogliere la ricchezza e le sfumature di quella musica 'povera' (di strumenti, di varietà, di orchestrazioni) e si è riconosciuta nella sincerità dei messaggi che venivano veicolati. Abbiamo imparato ad ascoltare e 'sentire' cose diverse da chi ci aveva preceduto, che essendo abituato diversamente quelle cose non è stato in grado di sentirle (non tutti e non sempre, esistono comunque dei fortunati in grado di comprendere le novità).

Il Rap è arrivato nei primi anni '90, quando la mia formazione musicale/emotiva era già bella che consolidata. Confesso di aver provato, nei suoi confronti, le stesse sensazioni della generazione precedente la mia nei confronti del Rock: i cantanti non cantavano più, recitavano versi con tono monocorde, le basi musicali erano composte quasi solo da percussioni... per quel che potevo giudicare sia il canto che la musica erano spariti. Semplicemente non sono riuscito ad adattarmi a questo nuovo linguaggio ancor più minimale ed essenziale: non conteneva quello che era in grado di emozionarmi. (già se parliamo di hip-hop il discorso cambia, "Tree Feet High And Rising" dei De La Soul lo ascolto ancora oggi molto volentieri).

Anna Pepe non sono in grado di giudicarla. Ho provato ad ascoltare il brano. La ragazza fa cose (canta? Parla?) su una base ritmica che procede immutata dall'inizio alla fine, senza scarti, senza evoluzione. Di cosa parli non si comprende (almeno io non lo comprendo), lei non sembra particolarmente interessata a farmi capire che voglia dire, io non sono abbastanza interessato da sforzarmi al posto suo. Complessivamente manco del framework necessario ad inquadrare questa forma di espressione artistica e non ho modo di associarvi emozioni di alcun tipo (non è l'unica volta che mi succede, molta dell'arte figurativa contemporanea mi fa lo stesso effetto). È come sentir recitare una poesia in cinese, magari in quella lingua è il poema del secolo, ma io non sono in grado di comprenderlo.

Allo stesso modo ogni appassionato di uno specifico genere musicale finirà per utilizzarlo come termine unico ed incontrovertibile per 'misurare' tutti gli altri, giungendo a conclusioni viziate dalla sua prospettiva unidimensionale (e il fatto che tale individuo frequenti anche più generi diversi cambia poco la questione). Per questo tendo ad evitare di attribuire giudizi di merito. Sarebbe un po' come confrontare la Cappella Sistina di Michelangelo col logo della Nike. Sono due forme artistiche diverse, non parlano la stessa lingua, non sono confrontabili. Però so quale delle due 'mi parla' e quale no.


Pier_ [ Gio 27 Nov, 2025 18:56 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar BassDome, cerchiamo un po' di capire però cosa vuol dire "calato dall'alto".

per dire, citavamo gli 883? ragazzetti di provincia, che hanno scritto roba e cercato di diffonderla da soli, e sono andati a suonare alla porta delle major per piazzarla.
dopo quarant'anni ancora vanno.

Nek, Ramazzotti, Pausini e compagnia, gente che ha studiato, in alcuni casi ha diplomi di conservatorio classico, quello di una volta, non la triennale di oggi, gavetta della madonna.
mi viene in mente il buon Scatman John, parlando di roba "anni 90" esplosa di botto: jazzista americano che ad un certo punto, in tarda età, ha deciso di cercare il successo, si è trasferito in Europa, ha pubblicato dei pezzi diventati simbolo di un periodo storico, cambiando completamente genere e contesto.

un Biagio Antonacci a caso, di cui non conosco nulla eh, vedo che si è fatto una bella gavetta suonando ovunque, e si è fatto arruolare (faceva il carabiniere) nella città dove abitava Ron, e gli è andato a rompere i coglioni per fargli sentire le sue cose.

Citazione:
poi è ovvio che una volta che ha iniziato da sé a fare i numeri è arrivata la Virgin ad accaparrarsela.


parliamo di nemmeno un anno di "iniziare da sé", per di più sui social, dove so' bòni tutti a comprare i numeri (cosa che è uscita fuori tempo fa vedendo i bot

mi viene in mente un esempio interessante: anni fa c'è stato il boom dei fumettisti sui social, che pubblicano "strisce" con frequenza irregolare.
uno dei meno filati era Labadessa, ragazzo mi pare di Napoli, che disegnava per altro con uno stile molto particolare e caratteristico.
da bravo furbo, ha investito un sacco di soldi in sponsorizzazione sui social, i suoi post/strisce hanno iniziato a girare tantissimo perchè comparivano a chiunque, ha fatto i numeri grossi e PAM, casa editrice gli pubblica la roba, dapprima raccolta di strisce, poi un fumetto intero e... niente più, perchè per quanto simpatico, è durato poco e nulla a livello di creatività.

Zerocalcare si è fatto "la gavetta", ha scritto e prodotto in autonomia un fumetto che ha iniziato a spedire a chiunque, finchè non ha beccato chi glielo pubblicasse per bene, e dopo quasi vent'anni è ancora attivo, ha prodotto una quantità di roba che molti si sognano, tutta di qualità, è alla terza serie TV, ha prodotto un sacco di roba in autonomia su youtube e social, ed ha riportato in auge il fumetto in Italia, come lettura "colta".

(ti parlo da appassionato di fumetti di quelli messi davvero male che tutt'ora segue quello che succede, nonostante pure lì stia iniziando ad esserci troppa roba)

banalmente una Baby K è veramente "arrivata dal basso", con 12 anni di gavetta tra programmi radio sull'hip-hop, autoproduzioni, collaborazioni e varie, prima di arrivare ad essere prodotta dalla Sony.

Anna Pepe è un prodotto social, poi magari il tempo la farà diventare la Lauryn Hill italiana, ma la vedo dura ci aggiorneremo nei prossimi anni.

Citazione:
figurati se un diciottenne sa qualcosa di Happy Days e Ralph Malph e si immedesima


nì, perchè tolti i riferimenti "anni 70/80", presenti nel ritornello, il resto della canzone ha un testo universalmente condivisibile.

ancora oggi cantiamo tutti "le bionde trecce" perchè è una storia senza tempo, così come i pezzi di Rino Gaetano sono ancora oggi attuali (pensa solo a Spendi Spandi Effendi, situazione che dal 1977 non è cambiata di una virgola ) ed i giovani li conoscono, e non certo solo Gianna.

per capirci ancora: un Venditti nei primi anni era superimpegnato, i testi erano roba molto dura, molto schierata politicamente, ed a chiosa di tutto c'era un pezzo come "Lo stambecco ferito", che lasciamo sta.


YouTube Link


con 'sta roba non è mai andato oltre il successo "dei circoletti chiusi".
quando ha capito che doveva scrivere canzoni "per tutti", ha mollato la politica diretta, si è dato alle canzoni d'amore e le storie "personali", ed è diventato uno dei cantautori più conosciuti, pur mantenendo qualità nei testi e nella musica (fino ad un certo punto, ma la vecchiaia purtroppo...).

dopo cinquant'anni ancora la gente canta "notte prima degli esami" e conosce una valanga di sue canzoni, che anche laddove ci sono suoni "vecchi", funzionano.

secondo me questo sta cambiando molto, comunque:

prima c'era, nei canali di diffusione "per tutti", un po' di tutto. potevi sentire il cantautore impegnato e potevi sentire Barbie Girl usciti nello stesso periodo.
oggi sui canali "per tutti" c'è solo il prodotto "prodotto".


Alexce69 [ Gio 27 Nov, 2025 19:02 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pare che a pagina 7, alla 160esima interazione, dopo aver spaziato da comparazioni storiche a illazioni spazio-temporali nessuno di noi sia ancora riuscito a dare una risposta a questo importate quesito. Io ci metterei il carico da 11. La musica suonata avrà futuro grazie alla musica suonata. Fra 40 anni si suoneranno i brani di 80/90/200 anni prima, proprio perchè erano suonati. Quelli di vecchi di 40 anni no, proprio perchè non erano suonati e quindi non c’è bisogno di suonarli, basterà riprodurli con gli immortali supporti elettronici con cui sono stati creati. So che sembra un discorso contorto, al limite della perculazione..ma ci pensate, già ora sarebbe impensabile sostituire il teatro della scala con un link.


dropdead87 [ Gio 27 Nov, 2025 19:10 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar BassDome parliamo di nemmeno un anno di "iniziare da sé", per di più sui social, dove so' bòni tutti a comprare i numeri (cosa che è uscita fuori tempo fa vedendo i bot


Abbi pazienza, sta prendendo una piega assurda questo topic .


BassDome [ Gio 27 Nov, 2025 20:20 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar BassDome, cerchiamo un po' di capire però cosa vuol dire "calato dall'alto"


Calato dall'alto vuol dire che il successo popolare è arrivato dopo l'intervento della major (come nella stragrande maggioranza dei casi citati, che senza la spinta, legittima o meno, non avrebbero raggiunto il grande pubblico), viceversa, calato dal basso vuol dire che prima c'è stato un consenso popolare e solo poi, in virtù di questo, l'eventuale l'intervento della major.
La gavetta è un'altra cosa invece, quella non metto in dubbio che l'abbiano fatta quasi tutti, oggi purtroppo si è trasformata dal palco al web perché la generazione precedente ha distrutto e drogato il mercato dei live.
Anche gli 883, un fenomeno che viene raccontato "dal basso", devono gran parte della loro fortuna a Cecchetto (vertice dell'industria musicale), non sono gli Afterhours o i Dogo per dire.

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar BassDomeparliamo di nemmeno un anno di "iniziare da sé", per di più sui social, dove so' bòni tutti a comprare i numeri (cosa che è uscita fuori tempo fa vedendo i bot


A parte che se compri i numeri sei facilmente sgamabile e non basta al giorno d'oggi per fare successo, il requisito temporale è ininfluente: quello che conta in questo caso è che sia il pubblico a decidere che vale la pena che tu faccia successo. Poi è vero che il popolo ha crocifisso Gesù e salvato Barabba ma a parte che sono totalmente ateo e forse avrei salvato anch'io Barabba, ma anche le elité della musica non è che abbiano dimostrato di avere tutta questa raffinatezza.
Come dicevi giustamente tu, puoi comprare quello che vuoi, in musica posso farti decine di esempi (Random ci arrivo persino a Sanremo), ma se poi non vali sparisci, Anna invece fa numeri incredibili ed è sulla cresta dell'onda almeno da 5/6 anni.

Aggiungo che, spoiler, nel 2025 chi compra di più le views e gli ascolti sono proprio le major, non gli emergenti

Non scomoderei Lauryn Hill, che adoro ma ha fatto un solo disco ed era diversa, semmai ti dico che attualmente è già la Nicki Minaj italiana se vuoi fare un paragone, scusa se è poco.

Citazione:
nì, perchè tolti i riferimenti "anni 70/80", presenti nel ritornello, il resto della canzone ha un testo universalmente condivisibile.
ancora oggi cantiamo tutti "le bionde trecce" perchè è una storia senza tempo, così come i pezzi di Rino Gaetano sono ancora oggi attuali (pensa solo a Spendi Spandi Effendi, situazione che dal 1977 non è cambiata di una virgola ) ed i giovani li conoscono, e non certo solo Gianna.


Come ti dicevo sono pezzi che si sono stratificati nel tempo e sono diventati parte della cultura popolare, cosa che oggi è molto più difficile dati i fattori già menzionati, non si ha il tempo per assimilare il prodotto. Una Soldi di Mahmood fatta 30-40 anni sarebbe sarebbe stata una canzone universale da ricordare per sempre, oggi resiste ma comunque fatica per i tempi veloci, oppure Musica Leggerissima, Casa Mia, Paracetamolo, Ciao Ciao e chi più ne ha più ne metta, sono tutti temi strauniversali e con dinamica.

Citazione:
prima c'era, nei canali di diffusione "per tutti", un po' di tutto. potevi sentire il cantautore impegnato e potevi sentire Barbie Girl usciti nello stesso periodo.
oggi sui canali "per tutti" c'è solo il prodotto "prodotto".


A parte che, come già detto, io sento più roba variegata oggi nei media generalisti rispetto a quando ero piccolo, ma poi il mainstream oggi non sono più le radio, le tv o i giornali, che fanno numeri ridicoli, ma il web, YouTube e Spotify in testa, dove puoi trovare di tutto e di più senza alcun filtro (alle medie comprai un disco di Marilyn Manson in TV veniva dipinto come se fosse Netanyahu, oggi il giudizio è più libero essendoci più informazione).


Alexce69 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
La musica suonata avrà futuro grazie alla musica suonata. Fra 40 anni si suoneranno i brani di 80/90/200 anni prima, proprio perchè erano suonati. Quelli di vecchi di 40 anni no, proprio perchè non erano suonati e quindi non c’è bisogno di suonarli, basterà riprodurli con gli immortali supporti elettronici con cui sono stati creati. So che sembra un discorso contorto, al limite della perculazione..ma ci pensate, già ora sarebbe impensabile sostituire il teatro della scala con un link.


Esatto, cercando di far capire che non c'è per forza un meglio o un peggio e che sempre di musica parliamo, sennò tiro fuori che i Pink Floyd erano degli stronzi, i Beatles una merda e i poveri Beethoven e Bach degli eroi (semicit. )


Lucio72 [ Gio 27 Nov, 2025 21:39 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
sta prendendo una piega assurda questo topic

Concordo.

Mannaggia a me quando ho aperto il thread G&L...


SlowFlyer [ Gio 27 Nov, 2025 21:59 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Lucio: puoi sempre rinominare questo thread “Non c’è più la musica di una volta, signora mia”


digomma [ Gio 27 Nov, 2025 22:40 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar Lucio72,


...Pandora deve avere pensato qualcosa di simile anche lei, dopo aver tolto il coperchio al vaso...






Salve a Tutti!


darry [ Ven 28 Nov, 2025 06:49 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
sta prendendo una piega assurda questo topic


Infatti.

Comunque dire che la generazione precedente ha rovinato il mondo dei live, è una cagata pazzesca.
Se i fruitori della musica si accontentano di girare il web, ci credo che la musica suonata ha rischio di esistere.
Poi vorrei sapere che diavolo suoni con il basso elettrico, la musica di Anna o di quegli altri; che non si capisce un c..o neanche se sono note o fregnacce.


Marcopie [ Ven 28 Nov, 2025 07:25 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Abbi pazienza, sta prendendo una piega assurda questo topic .

Secondo me ci sono ancora ampi margini di assurdità ancora inesplorati.
Ad esempio:

Anno 40.000 a.C.
Il cavernicolo Grok, maestro picchiatore di sassi, si domanda se questi nuovi strumenti fatti a cannuccia, dove il suono si produce soffiando e viene modulato chiudendo dei forellini, finiranno col soppiantare la 'vera musica', realizzata sbattendo le pietre le une contro le altre.

Primi del '900
Un compositore di musica sacra si domanda se la diffusione di tutti questi tamburi, suonati da discendenti di popoli africani, finiranno col contaminare la bellezza della 'vera musica', pensata per elevare lo spirito ai cieli.

Anno 2025 (e dintorni)
Musicisti diversi cominciano a domandarsi se in futuro l'arte di padroneggiare uno strumento musicale tradizionale, nello specifico un cordofono elettrificato, sarà ancora praticata.

Anno 2040
Un produttore di musica digitale si domanda se in futuro avrà ancora senso ascoltare la musica attraverso le orecchie, o tutti preferiranno le interfacce neurali ad iniezione diretta nella corteccia.

Anno 2100
Gli strumenti musicali esistono solo nei musei. La musica viene generata dalle AI individuali in base ai gusti dei proprietari ed iniettata nelle rispettive reti neurali. A nessuno interessa più l'esperienza musicale altrui.


dropdead87 [ Ven 28 Nov, 2025 07:55 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar Marcopie, fate un po come cazzo vi pare ❤️❤️


BassDome [ Ven 28 Nov, 2025 10:25 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
darry ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Comunque dire che la generazione precedente ha rovinato il mondo dei live, è una cagata pazzesca.
Se i fruitori della musica si accontentano di girare il web, ci credo che la musica suonata ha rischio di esistere.


Guarda, capisco che “è una cagata pazzesca” sembri un argomento solidissimo… ma purtroppo il mercato live non funziona a colpi di slogan, funziona con numeri e dinamiche economiche.
E lì, spiace dirlo, la storia è abbastanza chiara.
La bolla dei prezzi non l’hanno creata i ventenni, negli anni 2000–2010 i grandi operatori hanno iniziato a pompare cachet e biglietti come se non ci fosse un domani: concentrazioni societarie, tour mastodontici, accordi esclusivi… tutto molto rock’n’roll, certo, ma per i conti di chi organizzava, non per la scena.
Risultato? Le risorse sono migrate dagli spazi medio-piccoli verso gli eventi giganti, perché era più facile far quadrare i bilanci.
Quando le vendite dei dischi hanno iniziato a crollare, i grandi operatori hanno trovato un’unica soluzione per continuare a fare margine: trasformare il live nel nuovo bancomat, alzando i cachet, alzando i biglietti e concentrando tutto su mega-tour e mega-eventi, anche non sostenibili.
Era una strategia anche comprensibile dal loro punto di vista, eh. Peccato che abbia creato una bolla speculativa gigantesca che ha drogato tutto il settore.
I locali medio-piccoli non sono evaporati per magia, il pubblico è stato indirizzato (dai promoter di allora) verso l’“evento dell’anno” da 100€, non verso 4 live da 10€ che non si potevano più fare perché dati i cachet l'organizzatore non ci rientrava più economicamente.
Indovina chi prendeva queste decisioni? Spoiler: non i nati nel 2005.
È così che l’ecosistema dei live per emergenti è stato letteralmente prosciugato, e infatti oggi i cachet sono fermi, i club sono pochissimi, e chi suona deve competere per pochissimi spazi rimasti.
Quindi sì, capisco che dire “non è vero” richieda meno fatica… ma la realtà è che la distorsione del mercato l’ha creata la generazione che lo gestiva, non chi oggi cerca solo di suonarci dentro che anzi, per fortuna ha trovato nel web uno spazio alternativo per promuoversi.

avatar Marcopie, concordo ampiamente, aggiungo che dunque "il cavernicolo Grok" attraversa tutte le epoche dal punto di vista della mentalità ed è lo stesso nel 40.000 a.C. come nel 2100


darry [ Ven 28 Nov, 2025 11:25 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
^^^^
Appunto. Comprassero i dischi, come faccio ancora io.
E vedrai che le band importanti abbassano i prezzi.

Il fenomeno dell'aumento dei prezzi della musica dal vivo l'ho vissuto personalmente, dal 1991 in poi.
Però la mia generazione i dischi li comprava eccome.
A Roma ci venivano anche ragazzi/e da fuori città, per andare nei negozi di dischi. Era una ressa allucinante il sabato pomeriggio.

Il problema che dici te, se proprio vogliamo parlare di generazioni, sono quelle successive alla mia, che, non tanto per colpa loro; si sono ritrovati a risparmiare usando il digitale disponibile o con la pirateria.

Infatti, anche per gli strumenti, c'è la corsa spasmodica al risparmio; che si ripercuote anche sulla musica suonata.
C'è un abbassamento generale della qualità (su tutti i campi), anche sulla fruizione degli eventi e l'organizzazione degli stessi, che non ho mai visto prima.

A Roma c'è un numero di locali chiusi, cui si faceva tanta musica dal vivo, cui io stesso ho frequentato ed ho avuto l'onore di calcare qualche palco, che fa spavento.

Direi di fare tutti un videoclip e trasmetterlo su YouTube; forse il futuro è quello.


Pier_ [ Ven 28 Nov, 2025 13:02 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Citazione:
Calato dall'alto vuol dire che il successo popolare è arrivato dopo l'intervento della major (come nella stragrande maggioranza dei casi citati, che senza la spinta, legittima o meno, non avrebbero raggiunto il grande pubblico), viceversa, calato dal basso vuol dire che prima c'è stato un consenso popolare e solo poi, in virtù di questo, l'eventuale l'intervento della major.


ok, già così ci capiamo di più.

la differenza rispetto a "ieri" è che oggi puoi fare effettivamente tutto da solo, e questo mi sa che lo abbiamo trattato anche in altri topic, ed è un discorso anche generale.

col fatto che oggi si fa tutto in digitale, in cameretta, e non serve saper suonare (al punto che ci sono produttori che non hanno mai suonato mezzo strumento e non sanno nulla di musica), perchè tra impostazioni e taglia-e-cuci si può fare tutto, è aumentata a dismisura la quantità di roba "pubblicata" amatorialmente e non, e di conseguenza la qualità generale ne ha risentito.

Citazione:
A parte che, come già detto, io sento più roba variegata oggi nei media generalisti rispetto a quando ero piccolo, ma poi il mainstream oggi non sono più le radio, le tv o i giornali, che fanno numeri ridicoli, ma il web, YouTube e Spotify in testa, dove puoi trovare di tutto e di più senza alcun filtro (alle medie comprai un disco di Marilyn Manson in TV veniva dipinto come se fosse Netanyahu, oggi il giudizio è più libero essendoci più informazione).


certo, ma "tu" ascolti roba più variegata, perchè sei appassionato di musica e cerchi. l'utente medio di "Sesso e Samba" no, quando magari in passato se "la radio" gli mandava il pezzo un po' più impegnativo comunque finiva per ascoltarlo.

ho tanti allievi della scuola di musica tra i 17 ed i 25 anni che sentono solo quello che passa in radio e sui social, quello sentono "nei reel" o che vedono in TV...
non sanno un cazzo di musica, ed ascoltano con zero attenzione, studiano lo strumento quasi solo con esercizi e tecnica, e se fanno qualche laboratorio studiando canzoni assegnate, ma non ascoltando un cazzo non si mettono a studiare "le canzoni" come facevamo noi.

Citazione:
Una Soldi di Mahmood fatta 30-40 anni sarebbe sarebbe stata una canzone universale da ricordare per sempre, oggi resiste ma comunque fatica per i tempi veloci, oppure Musica Leggerissima, Casa Mia, Paracetamolo, Ciao Ciao e chi più ne ha più ne metta, sono tutti temi strauniversali e con dinamica.


epperò sono pezzi che in un certo senso hanno lasciato tutti il segno, anche solo per essere entrati nel linguaggio comune.

qua a Roma, se dici che prendi la tachipirina, CHIUNQUE ormai ti risponde "lo sa che la Tachipirina 500..." e quante volte sento "E FAI RUMOOOOREEEE", per il pezzo di Diodato che ha vinto Sanremo.
Brividi, Soldi, Ciao Ciao, tutti pezzi che per qualcosa effettivamente si sono radicati, e casualmente tutti usciti dal programma generalista per eccellenza, nonchè pezzi scritti "bene", ed in alcuni casi suonati veramente.

poi chiaro, essendo cambiati i tempi di consumo, chiamiamoli così, è più difficile che qualcosa si radichi davvero così tanto, ma anche perchè viene sostituita immediatamente da qualcosa di nuovo in pochi giorni/mesi, non si arriva più nemmeno all'anno.

Citazione:
I locali medio-piccoli non sono evaporati per magia, il pubblico è stato indirizzato (dai promoter di allora) verso l’“evento dell’anno” da 100€, non verso 4 live da 10€ che non si potevano più fare perché dati i cachet l'organizzatore non ci rientrava più economicamente.
Indovina chi prendeva queste decisioni? Spoiler: non i nati nel 2005.


guarda, io ho allievi ed amici di quella fascia di età, e ti posso dire che:

- escono poco di casa

- non frequentano i locali e non sono interessati a sentire musica dal vivo (anche quelli che suonano)

- non mettono su gruppi musicali e preferiscono suonare in cameretta

- se vanno a sentire qualcuno che suona, o sono grossi eventi (tipo per i Radiohead si sono mossi tutti), o sono amici che suonano (in genere "cantautori" chitarra e voce in qualche open-mic o serata in localino piccolo piccolo)

io sono stato adolescente nei primi anni 2000, ed ai tempi, almeno a Roma, la musica dal vivo era SOLO cover/tribute band, non c'erano locali dove potevi suonare cose tue, era rarissimo, ed ai tempi tutti se ne lamentavano, ma poi quando trovavi il modo di suonare, nessuno ti veniva a sentire

oggi c'è più spazio per la musica inedita, i musicisti delle tribute band hanno in media 55/60 anni, ed il pubblico è solo datato.


BassDome [ Mar 02 Dic, 2025 16:43 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar darry, dai, se ancora stiamo al discorso di comprare i dischi mi dispiace ma di evoluzione ce ne vedo proprio poca. Che tra l'altro, se analizzi l'intera storia sono stati una parentesi di quanto, 40? 50 anni? Eppure la musica si è sempre fatta e gli artisti sono sempre esistiti.
Come avevo già fatto notare, per quanto riguarda l'attualità che descrivi i ventenni si sono ritrovati già il mondo così e stanno provando a sfruttarlo per le occasioni che ci sono. La "dematerializzazione" del mercato non è certo causa loro.

avatar Pier_, non condivido però la tua ultima analisi, io sono del '91 e vero che prima solo in proporzione c'erano più locali che facevano cover/tribute, ma c'erano anche tanti posti in generale dove suonare, che poi hanno costituito il substrato della scena indie che ha spopolato nel mainstream, dove potevi fare robe tue, magari in apertura a qualche artista più famoso. Io stesso ho suonato tante volte anche a Roma (come in tutta Italia, facevamo dei veri e propri mini-tour) in apertura a band come il Teatro degli Orrori, Gazebo Penguins, Marlene Kuntz, Management del Dolore Post-Operatorio e tanti altri.
Tutta roba che si faceva a max 10€ d'ingresso nei posti medio-piccoli, che non esistono più perché i cachet sono insostenibili.
Nel 2015 il top del top della scena "indipendente" erano i Verdena che avevano un cachet molto più elevato degli altri e uscivano a 7.000 euro. Gli altri diciamo, e parliamo di gente che faceva sui 6-700 ingressi paganti, stavano dai 1500 ai 4000 euro. Oggi con queste cifre ci fai gente sconosciuta, gli artisti sulla stessa fascia di "paganti" stanno ben oltre i 15-20.000 euro. Il circuito dei live è stato distrutto e la promozione si è spostata sulla rete.


ganesh [ Gio 04 Dic, 2025 01:49 ]
Oggetto: Re: C'è futuro per la musica suonata?
avatar BassDome, analisi da cecchino, complimenti. Serio.


darry [ Gio 04 Dic, 2025 07:55 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
BassDome ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Tutta roba che si faceva a max 10€ d'ingresso nei posti medio-piccoli, che non esistono più perché i cachet sono insostenibili.


Su questo sono d'accordo pure io; e si subiva anche all'epoca lo stesso problema; ma preferisco non andare oltre su questo argomento, altrimenti divento impopolare e sono sicuro che alzerei un polverone. Ma rimarrei della mia opinione, perché sono sicuro di quello che dico.


Rebus [ Gio 04 Dic, 2025 09:51 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

- non mettono su gruppi musicali e preferiscono suonare in cameretta


Questo è interessante, mi domando cosa li spinga ad imparare a suonare uno strumento, che come ben sappiamo è un processo lungo e impegnativo. Si sentono ripagati dal suonare solamente in cameretta? Magari sì, però lo trovo piuttosto curioso. Suonare è comunque appagante, ma farlo in un contesto sociale trovo che lo sia molto di più.


davidin [ Gio 04 Dic, 2025 10:18 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Rebus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

- non mettono su gruppi musicali e preferiscono suonare in cameretta


Questo è interessante, mi domando cosa ..

beh...fa molto figo diventare "fenomeni" e poi youtubers
poi si sta generalizzando ovviamente credo


Gianco [ Gio 04 Dic, 2025 10:20 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Piccolo appunto OT: dato che in questo topic l'aspetto generazionale è significativo, sarebbe bello (so che è wishfull thinking) che sui profili ci fossereo le date, così capisco cosa sta dicendo che scrive "... la mia generazione..."

Scusate l'OT


Gianco [ Gio 04 Dic, 2025 10:22 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
davidin ha scritto: [Visualizza Messaggio]

beh...fa molto figo diventare "fenomeni" e poi youtubers


si chiama autoerotismo psicologico misto ad agorafobia (vedi anche "hikikomori")


Pier_ [ Gio 04 Dic, 2025 11:37 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar BassDome, chiaro, però parliamo appunto di aperture a gente comunque "famosa", non di serate per proporre la propria musica così, a prescindere.

io poi parlo di Roma perchè quell'ambiente conosco, ma ricordo amici di Firenze e Milano che mi parlavano del fatto che lì c'erano molti più locali dove suonare anche roba propria, ma non ho mai avuto modo di rapportare veramente.

poi c'è sicuro molto movimento a seconda dei periodi, e ti faccio un esempio:

nel 2017/18 ho iniziato a "bazzicare" molto i locali di zone come San Lorenzo e Pigneto, dove fino a pochi anni prima non si suonava altro che tribute (ancora ci scherzo, che a San Lorenzo c'era ogni sera in qualche locale una tribute diversa di Rino Gaetano, ed ai tempi secondo me ce n'era almeno una pro-capite a Roma ), eccettuato qualche locale punk nei sotterranei.

dal 2015 più o meno hanno iniziato ad uscir fuori locali e localetti che promuovevano invece la musica inedita, e fino al 2023 (fermi giusto per il covid) ho suonato solo con band di inediti, e suonavamo veramente tutte le settimane, anche in locali grandi come Largo Venue, dove vanno nomi grossi.
venivano pure da fuori, ho sentito anche vecchi amici del forum con le loro band da tutta Italia...

poi un paio d'anni fa tutti questi locali hanno iniziato a prediligere la stand-up, perchè ormai diventata una moda vera e propria.
minor costo (un solo cristiano da pagare), minor sbattimento (un solo microfono da settare), e pubblico assicurato senza rogne di orari in cui staccare la musica.

i locali che facevano open-mic si sono trasformati da "situazioni per suonare" a "situazioni per fare stand-up", e fino a Luglio scorso era diventato difficile suonare cose proprie.

da quest'anno sembra che molti locali siano tornati a fare musica, ma difficilmente in forma di veri e propri live, solo open-mic non pagati (i più generosi offrono "la prima bevuta" a chi suona), e se si ha una band con batteria, ci si attacca.

ripeto, ti parlo di Roma, che vivo da sempre, ed è dal 2001 che suono in giro, con le cover band, tribute band ed inediti.

avatar Rebus, ma guarda, io conosco vedo sui social anche tanti "datati" che imparano a suonare per il gusto di farlo in cameretta, addirittura diventando "famosi" nella loro cerchia di amici perchè pubblicano video tipo "confronto tra le corde" o "confronto tra i pickup" suonando malissimo
video confronti di bassi fatti con corde diverse per poi dire "allora, suona meglio il CS o il messicano!?"

nei giovani vedo poca voglia di "uscire", nel senso che magari imparano a suonare perchè ascoltano la musica, gli piace, e vogliono mettere le mani sullo strumento, però senza grossi obiettivi.

una cosa che ho notato è la totale mancanza di interesse però nello studiare "le canzoni".

facci un esempio: io suono da ormai più di dieci anni in una big band blues/rhythm'n'blues nata come laboratorio di una scuola di musica, con cui suoniamo tantissimo e dove c'è una vera e propria "orchestra" di fiati (sono circa 20 elementi, tutti allievi), nonchè tutta la ritmica al completo, con due chitarre, pianoforte, basso, batteria, tre coriste, cantante solista...

essendo di base un laboratorio della scuola, l'idea è quella di far suonare gli allievi, ma tolti i fiati, la cui età media è comunque alta (su >20 persone, ce ne sono solo tre sotto i 30 anni, due sotto i 20), e tanti sono quelli che hanno ricominciato a suonare dopo una vita, non si riescono a trovare allievi giovani, e la ritmica è fatta quasi interamente da insegnanti della scuola o esterni/amici.

io sono anni che cerco di portare qualche allievo bassista nel laboratorio, ma già ai tempi, quando il repertorio contava una 20ina di brani, non c'era verso di trovarne uno che volesse studiare e suonare canzoni, ed ora che il repertorio conta 70 pezzi, è ancora più difficile (per quanto vengano selezionati di volta in volta per i concerti).

al che l'anno scorso adocchio un allievo, ragazzetto 25enne che suona da due o tre anni, ma si è distinto in altre situazioni: gli propongo di venire a suonare lì.

"eh ma c'ho l'università, non posso prendermi questo impegno" (una volta a settimana, dalle 20 alle 22..., e raramente si provano più di 4/5 pezzi a prova)

"eh ma son tanti pezzi" (vengono selezionati prova per prova, in base alle scalette dei concerti)

"eh ma non ho mai suonato queste cose" (e come pensi di iniziare?)

dopo un anno di corteggiamento riesco a convincerlo, anche perchè ci veniva sempre a sentir suonare e mi diceva che i pezzi gli piacciono. gli do proprio i compitini, studiare un paio di pezzi a settimana, che tanto i più sono "blues in sib", "blues in mi" e giri di accordi faciloni, ascoltando i pezzi e le linee di basso.

oh, in tre mesi mai una volta che avesse portato un pezzo fatto, gli unici due che erano "Sir Duke" e "Superstition" che aveva già studiato per altre occasioni, per altro guardandosi i video su youtube della gente che suona solo l'obbligato dei fiati di Sir Duke, e suonato tutto in alto (al contrario del pezzo originale dove il basso suona sul registro basso).

nemmeno Sweet Home Chicago oh... un giro di blues con accento sulle seste...

"eh ma con il maestro il blues l'abbiamo trattato solo a livello teorico, le 12 battute..."

qualche settimana fa mi scrive e mi dice che non ce la fa troppa roba da studiare (gli avevo detto "c'è un concerto, studiati due o tre pezzi che ti piacciono e li vieni a suonare tu), troppo impegno.

poi ai concerti viene a sentirci e sta fino alle 4 di notte a chiacchierare post concerto (tutto tempo che avrebbe potuto dedicare a studiare e suonare).

e lo stesso l'ho visto con tanti altri allievi di chitarra, di pianoforte...


tonszerilla [ Ven 05 Dic, 2025 11:20 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
provo a portare il mio modesto contributo spostando leggermente l'ottica.

C'è futuro per la musica suonata?

E provo a mettermi nei panni dei vituperati organizzatori di eventi, riportando alcune esperienze che si toccano con mano

Organizzare concerti e concertini è diventato molto più oneroso e complicato negli anni. Per una cosa medio piccola tra service, piano sicurezza e quant'altro la spesa è sempre più ingente e il cachet spesso è l'ultima cosa presa in considerazione.

Se non si ha l'appoggio di istituzioni diventa molto difficile e sicuramente non si rientra della spesa, così facendo si organizzano sempre meno situazioni del genere e non c'è confronto, nn c'è crescita

la musica ha, da sempre, bisogno di spazi.

Secondo me, a monte, ci sono anche ragioni di questo tipo.


Fu-V [ Ven 05 Dic, 2025 15:56 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ricordo amici di Firenze [...] che mi parlavano del fatto che lì c'erano molti più locali dove suonare anche roba propria


Ma di quanto tempo fa parli?
La FLOG è chiusa da anni, il Viper è bruciato qualche mese fa e ora ha spostato le attività a Grassina (e comunque fanno solo nomi già famosi), il Tender credo sia morto già da dieci anni... rimangono il Glue (che comunque non è che concentri l'attività sugli esordienti) e qualche centro sociale (ma devi fare generi da centro sociale).


Pier_ [ Sab 06 Dic, 2025 12:16 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar Fu-V, non sono così giovane come pensi evidentemente, ti parlo di un periodo tra il 2000 ed il 2008.
loro suonavano, registravano dischi e li stampavano (ho ancora diversi dischi di vari gruppi di amici che suonavano).


dropdead87 [ Sab 06 Dic, 2025 19:52 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ho tanti allievi della scuola di musica tra i 17 ed i 25 anni che sentono solo quello che passa in radio e sui social, quello sentono "nei reel" o che vedono in TV...
non sanno un cazzo di musica, ed ascoltano con zero attenzione, studiano lo strumento quasi solo con esercizi e tecnica, e se fanno qualche laboratorio studiando canzoni assegnate, ma non ascoltando un cazzo non si mettono a studiare "le canzoni" come facevamo noi.


Minchia!

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]


guarda, io ho allievi ed amici di quella fascia di età, e ti posso dire che:

- escono poco di casa

- non frequentano i locali e non sono interessati a sentire musica dal vivo (anche quelli che suonano)

- non mettono su gruppi musicali e preferiscono suonare in cameretta



Insomma, gente che non sa come passarci il tempo o come spendere soldi. Sarebbe interessante farci una chiacchierata con i tuoi allievi, giusto per capire meglio.

avatar Lucio72,

Mannaggia a te e alla musica suonata in cameretta


Lucio72 [ Sab 06 Dic, 2025 19:59 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
^^^
eh lo so, da 10 anni, ossia da quando ho aperto il mio canale youtube, sono diventato un hikikomori senza saperlo


dropdead87 [ Sab 06 Dic, 2025 20:10 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar Lucio72, per quel che vale, seguo sempre con grande interesse, respect.


digomma [ Sab 06 Dic, 2025 20:20 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Lucio72 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
da quando ho aperto il mio canale youtube, sono diventato un hikikomori senza saperlo



... idem!

(solo 4 gli anni, nel mio caso, ma comunque...)



...certo che pure io mi stupisco a sentire di gente che preferisce fare esercizi piuttosto che imparare a suonare delle canzoni...
Sono l'opposto da sempre: praticamente mai fatto esercizi, ma ho imparato una quantità enorme di pezzi!
... adesso poi che ci sono i programmi come Moises per isolare la parte di basso!


SH [ Dom 07 Dic, 2025 18:49 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
digomma ha scritto: [Visualizza Messaggio]

... idem!


Guarda se ricominci a fare video di brani Prog, che così ti sfrutto....

Ho un figlio dell' età di Bass Dome. Rispetto a me e ai miei coetanei questi ragazzi hanno anche meno tempo a disposizione (molti input) e sono forse un po' timorosi nel prendersi impegni, così' come raccontava Pier.
Sono più restii a confrontarsi con altri (inevitabile quando si ipotizza di mettere su un gruppo); già va bene se non mollano lo strumento, ma raramente suonano al di fuori dei loro spazi.
Di sicuro in provincia è molto più difficile trovare situazioni dove potersi esibire rispetto ad anni fa. In realtà più grandi non so.


dropdead87 [ Dom 07 Dic, 2025 19:49 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
SH ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Sono più restii a confrontarsi con altri (inevitabile quando si ipotizza di mettere su un gruppo); già va bene se non mollano lo strumento, ma raramente suonano al di fuori dei loro spazi.


Io resto sempre più basito dalla quantità di verità in mano che avete.


digomma [ Dom 07 Dic, 2025 20:09 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
SH ha scritto: [Visualizza Messaggio]
digomma ha scritto: [Visualizza Messaggio]

... idem!


Guarda se ricominci a fare video di brani Prog, che così ti sfrutto....


.
Prima o poi, probabilmente!

...tra l'altro, a proposito di giovani (mooolto giovani in questo caso ):
una settimana fa ero in un negozio di strumenti di Bergamo (Daminelli), con un mio nipote (non quello dei video con la AI citato in questa stessa discussione, bensì suo fratello maggiore che è di solo 7 anni più giovane di me! ...) che ha acquistato un pianoforte digitale per una delle sue figlie.
La bimbetta Elisa (10 anni), a detta dell'insegnante di musica sembra essere portata sia per il canto che per il piano.
Buona cosa!

...il sottoscritto non ha comprato niente...
(ho solamente provato un Ibanez 405 a 5 corde per pochi minuti. Mi è piaciuta l'intercorda stretta, ma in ogni caso Basta Bassi!)



Salve a Tutti!


Alexce69 [ Dom 07 Dic, 2025 21:22 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
digomma ha scritto: [Visualizza Messaggio]
(ho solamente provato un Ibanez 405 a 5 corde per pochi minuti. Mi è piaciuta l'intercorda stretta, ma in ogni caso Basta Bassi!


Noooo, solo la morte mi fermerà .


BassDome [ Lun 08 Dic, 2025 16:21 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
ganesh ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar BassDome, analisi da cecchino, complimenti. Serio.


Grazie Capo, pura e semplice realtà

Per il resto io di gente in cameretta probabilmente ne vedo di più attempata che non giovane, ma proprio perché probabilmente ci sono anche più persone attempate che suonano rispetto ai giovani, che secondo me hanno poco interesse anche a suonare lo strumento perché prima iniziavi a suonare per esibirti live, adesso i live non ci sono più e di conseguenza c'è meno interesse. Quei pochi che ci sono, essendosi la vetrina spostata sul web (e ripeto, i giovani hanno già trovato il mercato con questo trend, non l'hanno creato), giustamente spendono energie per esibirsi nel virtuale piuttosto che nel reale che non ha più valore promozionale.

Inoltre, non dimentichiamoci che gli oggi ventenni hanno subito più di tutti il trauma di affrontare il covid nella fase adolescenziale, quella più importante per la creazione delle interazioni sociali, scusate se è poco.


digomma [ Lun 08 Dic, 2025 18:33 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Concordo sul fatto che (giovani o no) non ci senta troppo invogliati a mettere su un gruppo, se poi le possibilità di andare a suonare dal vivo sono solitamente scarse.

Come già ho scritto più volte, io la trovo la parte più appagante, da sempre.

Io giovane non lo sono di certo, oramai, ma di sicuro neanche adesso non lo vorrei un gruppo dove si fanno prove e basta.


Già anche con quello Heavy Metal che ho avuto per molti anni, di uscite live se ne sono fatte sempre davvero meno di quelle che avremmo potuto ed è stato uno dei motivi principali che mi hanno fatto sempre più perdere passione al gruppo nel tempo.

Al leader (chitarrista & cantante & autore di tutto quanto tranne i testi, scritti invece da me) la situazione invece andava bene così (in gamba musicalmente, e molto, ma tipo un po' "particolare" di carattere invero...), e gli altri due si adeguavano pur pensandola più come me.







Salve a Tutti!


Pier_ [ Mar 09 Dic, 2025 16:55 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar dropdead87, non si tratta di avere la "verità in mano", ma di basarsi su quello che vediamo e con cui ci confrontiamo quotidianamente.

Citazione:
Sarebbe interessante farci una chiacchierata con i tuoi allievi, giusto per capire meglio.


io lo faccio sempre, proprio per capirli meglio e capire quale sia la deriva, e per esempio noto che non c'è nemmeno interesse a "sfoggiare" sui social, ma solo imitare magari i virtuosi da social, od addirittura guardarli con ammirazione pensando "non lo potrei farei mai".

questa cosa mi ricorda me ed i miei amici da ragazzini che guardavamo i video di Michael Angelo che suonava con 4 manici
la differenza che vedo è che noi pensavamo "mortacci sua che roba", ma poi ci mettevamo a giocare con i tapping e gli sweep senza saperli fare, però ci fomentava vedere quella roba (tranne quelli che dicevano "la tecnica fa schifo!"), e ci stimolava.

ah, altra cosa che noto moltissimo è la poca attenzione nell'ascolto: faccio un esempio banale, che però è significativo:
sempre laboratorio della scuola di musica, in cui si studiano i brani che gli allievi di canto porteranno dal vivo alla serata del mese, accompagnati da allievi di strumento: formazione di ragazzi + me alla chitarra acustica e "direzione", brano di Leonard Cohen molto semplice (Dance me to the end of love).

il basso ha una linea molto semplice, fondamentale e quinta sulla cassa, con qualche passaggio a legare gli accordi, è un pezzo tradizionale col testo un po' rivisto, quindi niente di esoterico.
beh, la bassista 'sto pezzo non se lo è nemmeno sentito mai, si è fatta dare la struttura con gli accordi, e chiaramente quando è arrivata in sala, zero conoscenza del pezzo, zero idea di come suonare quella roba, non si è nemmeno posta il problema.
e la cosa bella è che sta studiando per entrare al conservatorio, quindi l'interesse per "fare il musicista" c'è, però non c'è nessun interesse per imparare come suonare cosa.

e chiaramente, nonostante l'intenzione di fare il conservatorio, non si cura di cercare musicisti per suonare, mettere su gruppi o che.
ironicamente scrive canzoni, ma lo fa per se stessa e non ha mai avuto la spinta di prendere gli amici della scuola e lavorare sui pezzi.

io penso, vedendolo da fuori, che molto dipenda dall'eccesso di "informazioni" a livello musicale di cui sono bombardati questi ragazzi.
facendo un discorso da boomer, quando ai tempi mi compravo un disco, mi mettevo a studiarlo tutto (o comunque i pezzi che mi piacevano di più), ci passavo le giornate, cercavo i dettagli, il suono (anche senza la strumentazione "adatta"), mi consumavo le mani ad imparare tutto ascoltando tantissimo, cercando gli accordi se non riuscivo a tirarli giù da solo, ed ho nel tempo sviluppato la capacità di adattamento a contesti diversi, ascoltando cose diverse, suonando cose diverse, imparando "cosa suonare" a seconda dei contesti.

oggi questa cosa non la fanno più, si mettono in "lista" quintalate di dischi su Spotify, che non ascolteranno mai o che ascolteranno distrattamente, non si metteranno a studiarsi canzoni, un disco intero, si limiteranno a dire "oh che figa 'sta linea di basso", e finito lì.

di tutti gli allievi della scuola, solo uno ne conosco che, da chitarrista, ci perde tempo, tanto che mi chiede consigli su dischi da ascoltare, se li sente "con calma" (gli ho ad esempio fatto una lista di dischi di Springsteen, ed ha iniziato con il primo, che si sta consumando), si studia le canzoni...
ed infatti è attivissimo, cerca gente con cui suonare, l'ho tirato dentro un mio progetto di inediti...

ma è una mosca bianca. se penso che quando andavo io in quella scuola, ormai 15 anni fa, si mettevano su gruppi anche a perdita di tempo, anche solo per "cazzeggiare" in sala prove e suonare cose che ci piacevano, abitudine che con un paio di amici ci è rimasta, e quando il chitarrista torna a Roma (una delle più grandi perdite della musica italiana, uno veramente BRAVO con tutte le maiuscole, che ha scelto di andare a fare l'ingegnere aerospaziale a Bruxelles...), ci chiudiamo nella sala prove del batterista e ci spacchiamo le dita a suonare a cazzeggio tutto quello che conosciamo, cantando sguaiati.

con allievi dei tempi, di tutte le età (io avevo poco più di 20 anni), ho messo su una caterva di gruppi, financo le sigle dei cartoni, e con cui magari non abbiamo mai pensato di fare serate, ci divertiva solo stare insieme e suonare.

questa cosa la vedo sempre meno, soprattutto se parliamo di ragazzi tra i 18 e 25 anni, che son quelli di cui ho più cognizione.

le scuole di musica son piene eh, ma 'sti allievi fuori dall'ora di lezione (che nessuno li costringe a fare), non toccano lo strumento.

i pianisti... ci sono tonnellate di pianisti, ma nessuno va a suonare fuori dalla cameretta. pure qua, su tantissimi allievi, solo uno è attivo davvero (parlo di questa generazione eh, 18-25), si butta in tutte le situazioni possibili, studia di tutto, ascolta un sacco di roba... tutti gli altri zero.

può darsi che il Covid, citato da qualcuno, abbia influito, colpendo questi ragazzi proprio nel momento in cui normalmente si fanno queste cose, però boh...


dropdead87 [ Mar 09 Dic, 2025 18:15 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar dropdead87,io lo faccio sempre, proprio per capirli meglio e capire quale sia la deriva


E al netto di premure e attenzioni da parte tua, ne viene fuori che "non capiscono un cazzo" (parole tue eh)


Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar dropdead87,

di tutti gli allievi della scuola, solo uno ne conosco che, da chitarrista, ci perde tempo, tanto che mi chiede consigli su dischi da ascoltare, se li sente "con calma" (gli ho ad esempio fatto una lista di dischi di Springsteen, ed ha iniziato con il primo, che si sta consumando), si studia le canzoni...
ed infatti è attivissimo, cerca gente con cui suonare, l'ho tirato dentro un mio progetto di inediti...

ma è una mosca bianca.


quindi quest'ultimo immagino capisca qualcosa, beh, se ti segue allora...


Pier_ [ Mar 09 Dic, 2025 18:42 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar dropdead87, no, ho detto che non "sanno" un cazzo di musica e non ascoltano un cazzo, è diverso
sentono cose random, non le assimilano, non le approfondiscono, le abbandonano lì. e non ti parlo solo di cose che gli suggerisco io, ma proprio in generale.

altra cosa che noto è la monotematicità: chessò, uno è fissato con i Metallica ed ascolta SOLO i Metallica. uno è fissato con i Radiohead ed ascolta solo i Radiohead.

per dire, quello "dei Metallica" ha "sentito una volta gli Iron Maiden", così, e dice "ci sono poi delle canzoni dei Led Zeppelin che mi piacciono", di cui però non ricorda nemmeno i titoli.
fine.
questo fa il batterista e studia per entrare al conservatorio...

quello dei Radiohead le conosce tutte, ma ne sa suonare tre che ha dovuto studiare per dei laboratori della scuola.

capisci che intendo? non c'è nessun tipo di "approfondimento", c'è poca curiosità, e pur suonando uno strumento, non gli viene voglia di suonarsi quelle canzoni che gli piacciono, di approfondire la storia dei gruppi che ascoltano, la storia del contesto da cui provengono, le influenze, gli altri gruppi legati a quel contesto musicale...

se non vengono presi da una canzone nei primi 15 secondi, via, scartati canzone, band e tutto.


darry [ Mar 09 Dic, 2025 20:03 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
dropdead87 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
"non capiscono un cazzo"


Se uno ha l'aspirazione di andare in conservatorio; e poi non ti fai neanche un repertorio, almeno delle canzoni principali di un certo genere; mi chiedo che ci vai a fare al conservatorio, o a tentare di suonare dal vivo.

È come aspettarsi che un jazzista vada ad un locale jazz, e non conosce a menadito neanche uno standard.
Ti cacciano all'istante...e ti assicuro che è successo.


dropdead87 [ Mar 09 Dic, 2025 23:46 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
[quote user="Pier_" post="1158397"]avatar dropdead87, no, ho detto che non "sanno" un cazzo di musica e non ascoltano un cazzo, è diverso :lol:/quote]

Piglia qualcun'altro per il culo,

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar dropdead87,
altra cosa che noto è la monotematicità: chessò, uno è fissato con i Metallica ed ascolta SOLO i Metallica. uno è fissato con i Radiohead ed ascolta solo i Radiohead.


L'acqua calda la scopriamo letteralmente ogni 5 minuti eh


Albi- [ Mer 10 Dic, 2025 12:26 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

h, altra cosa che noto moltissimo è la poca attenzione nell'ascolto: faccio un esempio banale, che però è significativo:
sempre laboratorio della scuola di musica, in cui si studiano i brani che gli allievi di canto porteranno dal vivo alla serata del mese, accompagnati da allievi di strumento: formazione di ragazzi + me alla chitarra acustica e "direzione", brano di Leonard Cohen molto semplice (Dance me to the end of love).

il basso ha una linea molto semplice, fondamentale e quinta sulla cassa, con qualche passaggio a legare gli accordi, è un pezzo tradizionale col testo un po' rivisto, quindi niente di esoterico.
beh, la bassista 'sto pezzo non se lo è nemmeno sentito mai, si è fatta dare la struttura con gli accordi, e chiaramente quando è arrivata in sala, zero conoscenza del pezzo, zero idea di come suonare quella roba, non si è nemmeno posta il problema.
e la cosa bella è che sta studiando per entrare al conservatorio, quindi l'interesse per "fare il musicista" c'è, però non c'è nessun interesse per imparare come suonare cosa.

Ma non è che semplicemente il pezzo non le piaceva e non la interessava?
Personalmente, quando iniziai a suonare la chitarra, il mio primo maestro iniziò ad insegnarmi lo strumento in maniera nozionistica e uno dei primi brani che mi voleva insegnare era la marcia di Topolino. Risultato: pur essendo veramente interessato allo strumento, tornavo a casa senza voglia di metterci le mani sopra perchè quello che stavo facendo non mi stimolava.
Pochi mesi dopo, per ragioni lavorative, questo maestro venne sostituito da uno più giovane che ancor prima di iniziare le lezioni mi chiese quali erano i miei ascolti e perchè volevo suonare la chitarra; iniziò così a spiegarmi la pentatonica a partire dai pezzi dei Rage Against The Machine (il primo brano che iniziammo a studiare insieme fu Bombtrack) e così tornavo a casa con la voglia di continuare ad approfondire lo studio.

Poi altro discorso riguarda la serietà del prendersi un impegno e portarlo a fondo, ma conosco anche tanti adulti che non sanno farlo.

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

e chiaramente, nonostante l'intenzione di fare il conservatorio, non si cura di cercare musicisti per suonare, mettere su gruppi o che.
ironicamente scrive canzoni, ma lo fa per se stessa e non ha mai avuto la spinta di prendere gli amici della scuola e lavorare sui pezzi.

Altra esperienza personale: il miglior musicista che conosco di persona è un mio carissimo amico. E' davvero un genio musicale, figlio di un compositore conosciuto in tutta Italia, diplomato al conservatorio con il massimo dei voti in età precoce (entrato al conservatorio senza avere ancora il diploma di scuola secondaria), insegnante di piano in una scuola di musica e insegnante di musica al Liceo Musicale, attualmente dottorando in Storiografia e Filologia della musica; insomma, un curriculum di tutto rispetto.
Eppure l'unico gruppo in cui ha militato in pianta stabile è stata la prima band che abbiamo avuto intorno ai 16/17 anni, da lì in poi ha suonato solo sporadicamente in alcuni gruppi e per pochi mesi, sempre tirato dentro da qualcuno, per poi stufarsene ogni volta. La maggior parte della musica che compone la compone per sè e rimane inascoltata, se non da pochi intimi a cui la manda ogni tanto giusto per parlarne.
Magari la ragazza che tu descrivi rappresenta una situazione diversa, però l'equazione "Bravo musicista = suonare in una band/suonare sempre e comunque" non è sempre vera.

Pier_ ha scritto: [Visualizza Messaggio]

le scuole di musica son piene eh, ma 'sti allievi fuori dall'ora di lezione (che nessuno li costringe a fare), non toccano lo strumento.

Che io ricordi, "ai miei tempi" le scuole di musica erano altrettanto piene (se non di più), ma se poi vado a vedere quanti di quelli che le frequentavano all'epoca ancora oggi suonano, sono un piccolo numero.
Noi che stiamo qui a scrivere sul forum e a segarci sugli strumenti (che vada per i fender giapponesi, ma adesso sembra che nemmeno più i CS vadano bene ) siamo la mosca bianca, non chi vede la musica come un hobby estemporaneo, che magari "oggi mi piace, ma domani preferisco altro".

Se il problema del futuro della musica sono i ragazzini che non si imparano il pezzo per il saggio della scuola di musica secondo me siamo fuori strada.
Piuttosto parliamo della mancanza di spazi di aggregazione dove è possibile proporre la propria musica, parliamo della burocrazia che rende insostenibile organizzare le serate, parliamo dell'impossibilità degli artisti di sostenersi in questo mercato musicale, ecc.


dropdead87 [ Mer 10 Dic, 2025 12:48 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
Albi- ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Se il problema del futuro della musica sono i ragazzini che non si imparano il pezzo per il saggio della scuola di musica secondo me siamo fuori strada.
Piuttosto parliamo della mancanza di spazi di aggregazione dove è possibile proporre la propria musica, parliamo della burocrazia che rende insostenibile organizzare le serate, parliamo dell'impossibilità degli artisti di sostenersi in questo mercato musicale, ecc.


You nailed it mate


Pier_ [ Mer 10 Dic, 2025 13:40 ]
Oggetto: Re: C'è Futuro Per La Musica Suonata?
avatar Albi-, chiaro, poi ogni caso è a sè, io riporto esperienze dirette con tanti giovani di quella fascia di età, che, se li confronto con la mia generazione (38 anni), sembra non aver voglia, pur dedicando tempo e soldi ad un'attività.

Citazione:
Magari la ragazza che tu descrivi rappresenta una situazione diversa, però l'equazione "Bravo musicista = suonare in una band/suonare sempre e comunque" non è sempre vera.


su questo sono d'accordo, ma appunto ti parlo di persone con cui ho modo di parlare ed approfondire, laddove possibile, questi argomenti.

la madre della mia ragazza, per esempio, è diplomata al conservatorio in pianoforte classico (col vecchio ordinamento, quello che "si inizia da piccoli"), ma ha ZERO interesse per la musica, non suona se non quando dà lezione, e l'ha praticamente fatto solo come mezzo per accedere all'insegnamento nelle scuole (ed infatti fa l'insegnante alle elementari).

però è anche una che non ascolta musica, praticamente, se non davvero quello che passa la radio, senza nessun interesse.

e questo io lo capisco, conoscendola mi sembra "normale".

però non ha mai pensato di fare la carriera "da musicista", mentre questa ragazza qua sì, non lo fa "per il pezzo di carta", ma perchè vorrebbe farlo di lavoro.
e se quando ti danno quel tipo di lavoro, la possibilità di fare esperienza, non la fai, mi sa che c'è un problema.

ovviamente poi mi baso sulla mia esperienza e quella delle persone che conosco e che ho frequentato nella vita, più grandi o coetanee, rapportandola a quello che vedo nei ragazzi che frequentano la scuola di musica.

studiare uno strumento non è come andare a fare uno sport, che ti fai un'oretta di svago; suonare uno strumento prevede studio a casa per tante ore, dedizione, esercizio fisico e mentale allo stesso tempo, ripetizione ossessiva di aspetti tecnici (il passaggio che non mi viene), ascolto della musica, oltre che approccio artistico personale, se c'è.

vedere tanti allievi (la scuola dove sto io, quando la frequentavo da allievo, contava meno di 500 allievi, oggi sono quadruplicati), soprattutto adolescenti, che vanno a lezione di strumento, ma poi non lo studiano, mi sembra assurdo.

cioè non parliamo dei bambini piazzati lì dai genitori che vogliono fargli imparare il pianoforte (io ci sono passato, da piccolo, tant'è che non l'ho mai imparato e mi disgusta suonarlo ), ma di adolescenti consapevoli che fanno una scelta di un'attività cui dedicano soldi e tempo, ma che poi in molti casi non curano.

ai miei tempi si iniziava spesso da autodidatti, si andava da un maestro se proprio si aveva interesse, altrimenti si metteva lo strumento in un angolino a prender polvere, e rimaneva come cimelio di famiglia

io vedo ragazzi che son tre, quattro, cinque anni che studiano, che hanno iniziato negli anni del "fuoco" adolescenziale, ma non si sono mai presi la briga di "uscire".

ai miei tempi ce n'erano così eh, io nella scuola quando ci studiavo ero l'unico bassista "suonante", gli altri erano tutti allievi che lo facevano così, ma ciascuno si faceva il suo annetto scarso e poi andava via, e quasi tutti non hanno mai ripreso in mano lo strumento.


Citazione:
Se il problema del futuro della musica sono i ragazzini che non si imparano il pezzo per il saggio della scuola di musica secondo me siamo fuori strada.


qua si sta parlando de "la musica suonata con gli strumenti", però eh quella che ti fa venire i calli alle dita, quella per cui devi passare 8 ore sullo strumento per ottenere manualità.

un giorno o l'altro scompariranno le orchestre, i gruppi e chi "suona" rimarrà una piccola minoranza.




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