partiamo con le foto, così mantenete l'attenzione
https://photos.app.goo.gl/bi1upLT2CsEZ5DsE7
tutto è iniziato l'anno scorso quando, dopo anni che ci correvo appresso, sono riuscito a prendere un P51 giapponese, quello butterscotch.
il suono mi ha fatto innamorare così come era stato la prima volta che lo provai tanti anni fa, senza mai riuscire a trovarne uno da comprare (o quando si trovava, me lo soffiavano prima che facessi in tempo), ma dal punto di vista liuteristico non ho mai avuto uno strumento così terribile.
le meccaniche di pessima qualità, scattose da morire e molto imprecise; tutto l'hardware estremamente delicato, tanto che le viti delle sellette (a taglio) si rompevano facilmente, il ponte veniva segnato dalle vitine stesse, che avevano scavato i solchi, l'ingresso jack è montato in un modo terribile per cui la "coppetta" si muoveva da morire.
oltretutto, potenziometri cinesissimi di bassissima qualità, manopole che sembravano di plastica.
in aggiunta, il manico piuttosto sottile non mi riusciva a piacere.
ci avevo fatto un paio di concerti, ma visti i dettagli di cui sopra ho preferito approfittare del momento in cui ancora si vendeva bene, e togliermelo.
a Marzo 2024 ho visto che da Play Music a Milano avevano disponibile il CS51 ad un prezzo ottimo, decisamente più basso rispetto a quello di Penne e Your Music (per altro, da Your Music ne provai uno anni fa, che è stato in vendita per diversi anni, con un evidente problema di posizionamento del manico, perchè anche con le sellette a terra ed il manico drittissimo, l'action era di oltre 3mm), e quindi ho approfittato per andarlo a provare non appena sono dovuto salire a Milano per lavoro.
metto sotto "spoiler" che l'ho scritta lunga
Spoiler: [ Mostra ]
fine della storia
passiamo ai sample:
Corde Fender 9050M suonato con le dita
Corde Fender 9050M suonato col plettro
Corde GHS P-flat 55-105 suonato con le dita
corde GHS P-flat 55-105 suonato col plettro
in questi quattro sample le corde erano nuove di zecca, sia le Fender, che avevo cambiato perchè quelle di serie, nel fare i vari setup al dettaglio (intonazione ovviamente difficilissima, ed ho dovuto poi pareggiare bene le scanalature del capotasto) si erano rotte. sono purtroppo corde delicate con l'anima molto sottile.
qua le Fender dopo qualche mese, prima di passare alle GHS, che su questa base qua non ho registrato: clicca clicca
qua invece potete sentire le GHS registrate pochi giorni fa, che ormai sono su da più di un anno:
eccole qua belle splettrate
veniamo allo strumento in sè:
il primo approccio è la cosa forse più difficile per molti:
- il body slab è piuttosto spesso, spigoloso e netto, più del Japan: https://photos.app.goo.gl/8wsANw86RQWFZLqs8
- il manico è enorme, non c'è nessuno stacco tra paletta e proseguio del manico, ed il capotasto è un bel 44,5mm: https://photos.app.goo.gl/bSpgwFk7BUhSPm7t7
- il pickup ronza, e pure schermando tutto, cosa che su altri strumenti in genere faccio, non si risolve un bel niente: se non si toccano le corde, il ronzio è parecchio elevato
- il pickup ha molto poco output, anche rispetto ad un single coil di un Jazz, a cui somiglia molto di più rispetto allo split coil.
- le sellette in fibra sono molto grosse, difficili da regolare, e l'intonazione può risentirle parecchio, con certe mute di corde non c'è modo di intonare. l'ho vissuto anche col 51 Japan
tolto il difetto che ho trovato a livello di capotasto, per il resto è tutto perfetto, non c'è un tasto fuori posto, è assemblato in maniera impeccabile, le finiture sono perfette, l'elettronica è cablata in maniera pulitissima, l'hardware funziona benissimo ed il manico regge benissimo le 55-105 lisce senza fare una piega.
a livello di suono, come al solito, deve piacere: NON suona nemmeno simile ad un Precision con lo split coil, il suono è molto più aperto e metallico, e ricorda il pickup al manico di un Jazz, ma con meno basse.
essendo una replica del '51 fedele alla storia, il pickup ha i poli piatti e tutti pari, quindi col radius 7,25" il volume tra le corde non è molto omogeneo, e si deve scendere un po' a compromessi.
non è un caso che poco tempo dopo, se non ricordo male già nel 52/53, Fender alzò i poli di Re e La per rendere il suono un po' più omogeneo.
il poco output è un problema solo quando si entra diretti nell'impianto, o con amplificatori con molto poco gain: mi è capitato di provarlo su una testata SWR, ed anche con il gain al massimo il volume dall'ampli era parecchio basso, ed uscendo dalla DI stessa dell'ampli ed andando al mixer, quasi non arrivava segnale.
questa problematica l'ho però vissuta solo in questo caso. in altri, semplicemente il fonico all'inizio si stupiva del poco segnale al banco, ma alzando il gain passava la paura.
per capirci, sulla classica Little Mark II o III, per far iniziare ad accendere il led del clip, bisogna portare il gain almeno ad ore 15 abbondanti, e comunque bisogna pestare per farlo accendere; con uno split coil, mediamente sto intorno ad ore 13, con un Jazz Bass ore 14 circa.
a livello ergonomico io mi ci trovo molto bene: il manico grosso è per me ormai una necessità, non riesco ad usare manici sottili, e questo basso lo concepisco più con la pizzicata vicino al manico (tengo anche su le cover), e quindi il body slab permette di poggiare il braccio in maniera comoda: https://photos.app.goo.gl/JG39ios8Cd4HC1ZNA
il peso è contenuto, 4,1kg con tutte le placche, che considerando il body in frassino non smussato ed il manico massiccio è molto poco. per altro è ben bilanciato, quindi a tracolla sta lì, comodo, e non si muove.
è uno strumento MOLTO specifico, e personalmente ancora non ho avuto l'ardire di provarlo con corde roundwound, il che è ironico, perchè in teoria ci nasce con le round
fino al 1954 i bassi Fender usavano corde roundwound 55-110 in nickel (senza acciaio nell'avvolgimento), prodotte dalla stessa Fender, e prima che Labella producesse le Deep Talking nel '54, non esisteva alternativa. Spoiler: [ Mostra ]
in ogni caso, a me piace così, con le belle GHS ciccione, e per quanto ci abbia fatto concerti pop o di cover, lo prediligo nelle situazioni della blues band, dove calza proprio a pennello, soprattutto pizzicando vicino al manico con queste cordone belle massicce.
non avevo mai avuto esperienza duratura col Custom Shop, solo provato qualche modello di Jazz o Precision classico in negozio o da amici, ed ho sempre pensato che fossero un po' sovraprezzati; continuo a pensarlo, e resto dell'idea che chiedano troppi soldi per quello che effettivamente offrono.
belli i legni, si vede che sono più "pregiati", ma a livello costruttivo ho trovato la stessa cura serenamente sugli americani normali, e per di più l'hardware è lo stesso che si trova dai Mexico Classic in su, esattamente lo stesso
io questo l'ho preso ad un prezzo "in offerta" in un momento in cui erano usciti gli American Vintage II '54, che ormai costano 2.500€, quindi con poche centinaia in più e tanto feticismo per questo modello specifico, ci può stare.
a prezzi più alti, perchè già quando l'ho preso io il prezzo medio era intorno ai 4.000€, non mi ci sarei nemmeno avvicinato.
nello specifico poi è un basso per feticisti, appunto, un po' come le riedizioni degli Hofner tedeschi, e deve proprio piacere, non è un modello "facile" che lo imbracci e suoni tutto, ha le sue piccole rogne progettuali (tanto che ho visto molti che cambiano pickup, rifanno l'elettronica, cambiano ponte e sellette...
a me 'sto basso piace così
con quelle scomodità che fanno parte del progetto, e non sono difetti liuteristici dovuti ad una produzione non attenta. è bello da imbracciare, bello da guardare, il suono mi è sempre piaciuto, più brillante anche con le lisce, tanto che le Fender erano troppo metalliche e facevo quasi fatica a suonarci, e non ho mai sentito il bisogno di provarci le round (ma non escludo...). non lo consiglierei assolutamente a nessuno che non avesse proprio la fissa per un basso così, e consiglierei di fare attenzione al discorso manico/sellette/action, perchè quel basso da Your Music è stato in vendita una cosa come cinque anni, gli hanno cambiato corde, messo le 40-100 round, smontato la ferraglia, fatto di tutto, e non si vendeva
altri esemplari, soprattutto un '51 rosso metallizzato ed un '55 pure molto bello erano andati via subito.
nel mio caso pure c'era quel problema al capotasto che per fortuna, avendolo preso in negozio, mi hanno risolto loro senza spesa; un liutaio furbo avrebbe proposto un bel cambio di capotasto, e giù altri soldi.
PS: all'inizio pensavo "oddio, tutti 'sti soldi, non ci uscirò mai a suonare", invece alla fine l'ho portato ovunque
dopo un po' passa la paura












S.P.Q.R. / Numana (AN)



Roma


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