Ti posso rispondere da due punti di vista diversi: dalla parte di chi sta "sul" palco, dalla parte di chi lavora "per" il palco.
La mia situazione_
Musicale:
NON sono un professionista e nemmeno lontanamente un semiprofessionista.
Come bassista e batterista, dalla ridicola posizione di chi si e no fa 5-6 concerti all'anno, ti posso dire che preferisco starmene a casa, visto l'andazzo.
Mi diverto anche a suonare da solo.
Fortunatamente condivido con i miei amici musicanti 2 sale prove di nostra proprietà; nonostante i costi abbattuti per fare le prove, le spese superano in ogni caso le entrate, ergo, non conviene proprio far niente.
La cosa che spinge molti è la faccenda del "sso figo, sso musicista, guarda quanto sso bbravo" .. ma fortunatamente per noi (parlo per le mie band) abbiamo una certa età e non ce ne frega una mazza di apparire nella "scena musicale". Fortunatamente è un hobby.
Vivere di musica?
Davvero?
Lo credevo possibile 25 anni fa, ma a mie spese ho capito che in italia non solo devi essere versatile, sempre piegato a 90, pronto a tutto, idoneo a tutti i generi, sapere bene teoria e pratica e magari meglio di Tizio e Caio (in Italia pare contino solo i paragoni tra musicisti, come se tutti fossero uguali fatti con lo stampo), avere buona strumentazione, non devi rompere le palle, devi sempre dire di si .... ma sopratutto devi trovare chi alla fine delle lagnose (o pompose) promesse, TI PAGA e non scappa con la cassa (o che ti paga dopo 24 mesi richiedendoti la fattura, dopo però ..) !
Addetto ai lavori_ (ero un professionista del settore - meglio dire un semi-pro, no hobby)
Essendo stato fino a questa estate il mio lavoro per oltre 24 anni, (fonico foh, tecnico audio-PA/SR e backliner) posso dirti che la situazione italica è veramente triste. Colpa anche della mentalità di chi abbozza per guadagnare cifre ridicole.
Questione di domanda ed offerta: Trovi sempre quello che ti soffia il posto vendendosi per 5,75 €/h 6h/gg, pasti esclusi! .. a chiamata ...
Questione di tariffe: ormai si arriva al paradosso che per suonare "devi pagare te" (Ne conosco decine di posti così)
Questione di referenze ed abilitazioni: ma tu chi sei? Ma lo hai un demo ? Ma con chi hai suonato? ma che genere fai, ma lo hai un video? Ma sei iscritto Enpals? Ma hai la partita iva? ... per poi scoprire che ti vogliono pagare in nero ...
Questione di culo: a volte basta capitare nel posto giusto nel momento giusto
Ma conviene? Alla fine ci si arrabatta e si corre il doppio per guadagnare la metà.
Se sei un professionista inserito nel tessuto di questo sistema italico, puoi arrancare, ma se sei un semplice appassionato, non conviene assolutamente più.
Parlo esclusivamente per me, dopo 24 anni ho deciso che rimarrò a bordo, ma nel settore tecnico di assistenza ai service e band; niente più live.
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Rimanere freelance? Viste le tassazioni che Renzi ha pensato bene di "ritoccare al rialzo"...
Cosa rimane?
Non voglio infrangere sogni a nessuno, ma per quel che mi riguarda, sto valutando molto bene l'ipotesi di andare all'estero.
_Elio


















Salerno

Secondo me il modo peggiore di fare un lavoro è pagare a percentuale perchè, pur di guadagnare, devi fare le peggiori porcate (vendita di enciclopedie, sottoscrizione di contratti, strani consensi telefonici... ...). Sapere che chi controlla queste cose guadagna sulle sanzioni mi fa veramente schifo.

































