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Dal Pentagramma Alla Diteggiatura
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Messaggio Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
È un po'che mi cimento con le linee di basso di pezzi classici. Comincio a non avere problemi col riconoscimento della note in chiave di fa, mi organizzo lo spartito col mi basso come primo taglio inferiore, se necessario mi trasporto il tutto. Il problema a questo punto è come organizzare la diteggiatura: le uniche "regole" che mi sono dato finora sono di partire, se possibile, dalle corde  superiori e più in alto possibile nella tastiera aiutandomi  con le corde a vuoto. Se qualche altro classicheggiante ha consigli sono bene accetti.
 




Io uso: plettro e dita
 
papettino Invia Messaggio Privato
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Sicuro di aver cercato bene?

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Messaggio Re: Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
Parli di basso o contrabbasso?

Per quanto riguarda il basso, ti chiedo se hai fatto qualche studio sulle diteggiature da usare per le scale maggiori, scale minori e triadi, magari il tutto in due ottave. Se hai fatto bene queste studi ed hai queste diteggiature sotto mano, le potrai usare per leggere queste parti.
Se poi ci sono dei passaggi strani, in questi casi cercherai una diteggiatura comoda per te. Per alcuni casi troverai diverse possibilità, quindi ti basta provare ed utilizzare quella che ti viene più naturale o ti sta più comoda.
Potresti usare le corde a vuoto, ma potresti anche farne a meno visto che sul basso è possibile usare delle diteggiature che forse sul contrabbasso sarebbero scomode o non usuali.
 




Io uso: solo le dita
 
Fenderissimo Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
Sono stato un po'vago: per brani classici intendo pezzi per pianoforte dove il basso fa una melodia (es. invenzioni a due voci di Bach) o arpeggi (es. Chopin). Chiedevo consigli su come eseguirli al basso.
 




Io uso: plettro e dita
 
papettino Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
OK. Pensavo parlassi di parti per contrabbasso.
Comunque il discorso non cambia.
Il problema è che potresti trovare qualche passaggio un po' scomodo perchè non sono parti pensate per il nostro strumento, ma per la maggior parte dei brani dovresti trovare parti tranquillamente eseguibili sul basso.

Ho studiato in passato alcune invenzioni a due voci di Bach e non ho trovato problemi sul basso.
 




Io uso: solo le dita
 
Fenderissimo Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
Niente credo che la logica almeno all'inizio sia proprio di non cercare una logica ma di fissare ogni nota in tutte le posizioni disponibili senza precludersi nessuna possibilità nel passaggio dall'una all'altra. Ovviamente mano mano pensare agli intervalli che si stanno suonando e riconoscere arpeggi, rivolti, ecc. A voi studio.
 




Io uso: plettro e dita
 
papettino Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Dal Pentagramma Alla Diteggiatura 
 
Lo studio delle diteggiature sul contrabbasso(e logicamente può applicarsi anche al basso elettrico) è una costante ed un qualcosa d'infinito.

Passi d'orchestra,concerti, scale e chi più ne ha più ne metta. Anche i jazzisti non sono esenti dallo studio delle diteggiature.

Scopi di questo studio sono:

1)Slegarsi dalle geometrie della tastiera(che in realtà esistono più che altro sul basso elettrico) e sapere con esattezza dove prendere una determinata nota in qualsiasi momento, in qualsiasi posizione

2)Trovare una logica che renda "migliore" la tua scelta rispetto ad un'altra . Esistono miriadi di diteggiature e non ne esiste una esatta in assoluto ma ne esistono di esatte in relativo. Significa che, a seconda del brano che si va a suonare, della conformazione della mano, di una propria comodità, si suona in un determinato modo. Sul contrabbasso ad esempio sarà più usuale sfrutturare tutta la prima corda per alcuni passaggi solistici, piuttosto che arrampicarsi nei salti di corda. Ciò va a discapito, a volte della facilità di esecuzione ma va a favore di una certa ricerca del suono(portamento) che determinati brani richiedono. Altre volte bisognerà per necessità trovare la soluzione più performante, massimo risultato con il minimo sforzo.


Non esistono regole assolute ma ci sono delle linee guida:

1) Valutare ogni possibile soluzione, su ogni corda e fare una sorta di analisi e dire: "Questa non mi può andare bene per questo motivo e quest'altra invece si per questo motivo". In questo modo hai comunque studiato le varie possibilità ma hai anche aguzzato la mente per giungere a giusta conclusione, escludendo di fatto minuti o perfino ore di studio su soluzioni poco performanti.

2)Valutare la scelta in base alla frase, non alla nota: non ha senso pensare a come prendere data nota in dato momento se non si ha una visione d'insieme della frase. Da dove arrivo? Dove andrò a parare? Ti accorgerai che certe soluzioni anche se possibili, non sono auspicabili.

Infine, sul discorso arpeggi,rivolti ecc. quello è un percorso che non serve a molto per le diteggiature ma serve ad altro.

Perchè non serve a molto? Certo, se riconosci una data scala o arpeggio puoi ricondurlo a diteggiature già studiate in precedenza e semplificarti in parte il lavoro(ma non è sempre detto che vada così) ma il tutto finisce lì. Il vero punto di forza nello studio degli intervalli e dei rivolti(e ci aggiungerei anche le progressioni) è che riconducento il materiale melodico a determinate strutture l'assimilazione e memorizzazione di interi passaggi diventa molto più semplice ed immediata. Ad esempio c'è un passaggio nella terza sinfonia di Bethoveen(l'eroica) estremamente rapido, difficile anche da leggere se non lo si conosce a memoria, data la rapidità del passaggio. Leggendolo però si scorge subito che ci si trova innanzi ad un arpeggio di Cmaj discendente, prima allo stato base, poi di primo e secondo rivolto. Una volta fatto questo rapido calcolo non avrò bisogno nemmeno di sforzarmi più di tanto, la parte suona da sola.

Interrogati sempre sul perchè e sulla logica delle tue scelte, il rischio è d'imparare le note in ogni posizione ma destreggiarsi peggio di chi non le conosce affatto(eccesso di possibilità). Buono studio!
 




 
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