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Approccio "scritto" Alla Musica
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
Messaggi: 1959
Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Franco1964,
dipende dal tempo che puoi dedicargli ..meno dalla tua eta..anche se puo contare
Io uso: plettro e dita
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#26 Sab 30 Apr, 2016 12:26 |
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Rock Soul
Guglielmo Guidi
Registrato: Luglio 2016
Messaggi: 3
Età: 34 Residenza:  Firenze
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Me lo stavo chiedendo pure io...Suono la batteria, ma ancora non mi hanno insegnato a leggere le note (se non per suddetto strumento)....ma non potrebbe farmi comodo impararla?
Se poi un giorno mi servisse...per fortuna ho anche voglia di imparare a suonare un pò il basso...potrebbe essere utile...
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#27 Sab 23 Lug, 2016 00:02 |
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duiliobelrtramo
Registrato: Ottobre 2015
Messaggi: 301
Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Franco1964 se hai veramente VOGLIA di imparare, un'ora alla settimana per una lezione di musica la trovi.
Ma questo vale in generale per tutto.
Il resto sono scuse.
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#28 Mar 26 Lug, 2016 10:59 |
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Franco1964
Franco Sarcina
Contributor

Registrato: Gennaio 2010
Messaggi: 947
Età: 62 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
duiliobelrtramo, non si tratta di "imparare", ma di perfezionarsi, e ho 52 anni, anzi ormai quasi 53.
Suono da quando ne avevo 16, ho studiato comunque per 5/6 anni (fino all'anno scorso), lavoro a tempo pieno con turni compreso anche il fine settimana, ho due figlie, appena comprato casa con relativi sbattimenti (e soldi, che andare a lezione mica è gratis), amo anche fotografare, quando posso viaggio etc. etc.
La domanda era specifica: se si ritiene che possa servire, a uno che già suona abbastanza decentemente, imparare a leggere la musica.
Non sono un ragazzino, quindi le considerazioni su cosa fare del mio tempo non mi interessano. Anche il mio insegnante, da cui sono andato fino a 12 mesi fa, mi ha detto in onestà che se non ho abbastanza tempo da dedicare allo studio in generale con lui, è bene che continui da solo. Quindi, chiedevo in specifico se poteva servire per migliorare la mia pratica ANCHE sullo strumento, per ricordare meglio i brani, aumentare il repertorio etc. imparare a leggere la musica.
La domanda era questa.
Io uso: plettro e dita
____________________ Il bassista deve essere una macchina, o ce ne facciamo una ragione o suoniamo tutte le volte al limite dell'errore (Fagyo)
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#29 Ven 02 Set, 2016 22:28 |
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Gianco
MegabassMod

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 4064
Età: 76 Residenza:  Padova
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Io, ovviamente è una mia opinione personale, credo serva.
Suono da un po', ormai riesco abbastanza bene a seguire quasi a prima vista uno schema di accordi, ma mi sono convinto che non mi basta, ieri sono andato alla prima lezione di lettura e solfeggio, saranno lezioni a cadenza settimanale (salvo impedimenti).
La mia età la vedi dal profilo.
Io uso: solo le dita
____________________ Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria. (Richard Phillips Feynman, Premio Nobel per la Fisica)
Elementi di Acustica delle Basse Frequenze - Volume I
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#30 Sab 03 Set, 2016 16:51 |
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Vin
Registrato: Novembre 2007
Messaggi: 3984
Residenza:  Roma, Valle Caudina
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
La domanda era specifica: se si ritiene che possa servire, a uno che già suona abbastanza decentemente, imparare a leggere la musica.
Risposta specifica: sì.
Io uso: solo le dita
____________________
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#31 Sab 03 Set, 2016 17:56 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
Messaggi: 1959
Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Vin,
assolutamente..ma perché abbia buoni risultati sul modo di suonare ci vuole grande esercizio...
Io uso: plettro e dita
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#32 Sab 03 Set, 2016 17:58 |
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Franco1964
Franco Sarcina
Contributor

Registrato: Gennaio 2010
Messaggi: 947
Età: 62 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
^^^^^^
Ecco, quello un po' mi frena. Nel senso che non so se il "tempo di vantaggio", quello necessario perché dal necessario esercizio si passi al poter fruire di quanto imparato, sia eccessivo.
Insomma, adesso se mi mettono davanti un pentagramma non sono a zero. Le note le riconosco, un minimo anche le temporizzazioni etc, ma da lì a riuscire ad eseguire "in tempo reale" qualcosa di scritto che non sia banalissimo, ne passa.
Intellettualmente lo trovo molto stimolante (soprattutto scrivere, in casa sono pieno di blocchetti dove butto giù arpeggi di standard jazz etc), ma non sono ancora arrivato al momento in cui posso dire "mi serve per suonare meglio".
Che poi, secondo me, arriva quando riesci a leggere "in tempo reale". E questo penso mi necessiti un salto di qualità: cioè non dedicarmici nei tempi morti e nelle pause, ma regolarmente. Ma per quanto?
EDIT: un po' mi frena anche la tipologia di musica che suono: rock, funk, un po' di jazz. Insomma, cose di cui raramente trovi spartiti in pentagramma fatti e finiti: ne ho visti qualcuno in giro ma o erano di una banalità sconcertante (per conoscere il basso di un pezzo del Liga, faccio prima ad ascoltarmelo), oppure erano trascritti abbastanza male, da quello che ho visto.
Sicuramente suonassi musica classica al pianoforte, sarebbe diverso: lì c'è l'infinito (e saper leggere la musica penso sia pressoché indispensabile).
Io uso: plettro e dita
____________________ Il bassista deve essere una macchina, o ce ne facciamo una ragione o suoniamo tutte le volte al limite dell'errore (Fagyo)
Ultima modifica di Franco1964 il Sab 03 Set, 2016 22:11, modificato 1 volta in totale |
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#33 Sab 03 Set, 2016 22:05 |
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LAKLAND59
Registrato: Agosto 2011
Messaggi: 1959
Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Franco1964,
il tempo che ci vuole dipende da tanti fattori...il tempo che ci dedichi.e non meno quanto sia grande la tua capacita di imparare presto...dipende in tutti noi e' diverso
ma sicuramente ci vuole ed e' faticoso..e mi spiace ma sicuramente lungo
se posso consigliarti..fallo solo ritmico visto che sei bassista..ti aiutera' tantissimo nel Groove ed e' più veloce..e fallo sulle sigle degli accordi suonando ovviamente le note che li formano inventando tu
penso che gia sarebbe un ottimo passoavanti
Io uso: plettro e dita
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#34 Dom 04 Set, 2016 07:59 |
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Fenderissimo
Contributor

Registrato: Marzo 2009
Messaggi: 4820
Età: 41 Residenza:
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Intellettualmente lo trovo molto stimolante (soprattutto scrivere, in casa sono pieno di blocchetti dove butto giù arpeggi di standard jazz etc), ma non sono ancora arrivato al momento in cui posso dire "mi serve per suonare meglio".
Forse non te ne rendi conto, ma già questo ti aiuta a suonare meglio. Se devi suonare un arpeggio sul basso, di sicuro lo suoni pensando alla fondamentale e poi segui la diteggiatura. Se devi scrivere sul pentagramma, pensi alle note. Quando sul basso ti troverai in una posizione scomoda, saprai quali note ti servono e le andrai a prendere.
EDIT: un po' mi frena anche la tipologia di musica che suono: rock, funk, un po' di jazz. Insomma, cose di cui raramente trovi spartiti in pentagramma fatti e finiti: ne ho visti qualcuno in giro ma o erano di una banalità sconcertante (per conoscere il basso di un pezzo del Liga, faccio prima ad ascoltarmelo), oppure erano trascritti abbastanza male, da quello che ho visto.
Il problema non è il genere musicale, ma chi scrive quelle parti ed anche la "professionalità" del gruppo.
Se devi suonare un brano di Ligabue per hobby, puoi farlo anche ascoltandolo. Ma se devi preparare un repertorio di Vasco Rossi in 3 giorni per sostituire un bassista, non avrai il tempo di imparare tutti i brani a memoria, considerando anche che ce ne saranno diversi mai sentiti prima e che potrai ascoltare al massimo 2 volte. A quel punto che fai? Scrivi. E scrivere e leggere vanno di pari passo. Una volta scritti tutti i brani (accordi, qualche obbligato, intro, finale... ...) dovrai leggerli, e quindi ti servirà saper leggere.
Quindi nel rock ed in brani di Liga o Vasco, possono servire le parti scritte.
Altro caso: suonavo funk in un gruppo con degli arrangiamenti studiati e, per fare le cose fatte bene e senza perdere tempo, era ovviamente necessario avere le parti scritte. Quindi anche nel funk si possono usare le parti scritte.
Per il jazz: puoi tranquillamente fare una serata senza fare prove prima. Ma se vuoi qualcosa di diverso, se ci sono brani diversi dal solito, se vuoi prendere spunto da una specifica versione di un brano, puoi avere le parti scritte. E quando posso, io scrivo per me e per tutti. C'è una serata uscita al volo con formazione nuova? Scegli i brani, scrivi introduzione e finale e poi suoni tutto con una sola prova.
Quindi anche nel jazz si possono usare le parti scritte.
Ultima cosa: per il basso non è detto che dovrai suonare con delle partiture scritte nota per nota come per il pianoforte classico. Subito dopo Sanremo, Lorenzo Poli ha postato alcune partiture. C'era una parte di uno stacco di 20 secondi ed erano tutte note scritte, mentre per un altro brano con il cantante, erano solo accordi, qualche indicazione ritmica, un obbligato).
Quindi già se riesci a seguire gli accordi hai fatto tanto. Se poi sei ferrato sulla lettura ritmica, suonerai meglio di tanti bassisti che non saprebbero leggere questo:

Se trovi una linea come questa, probabilmente la batteria ed i fiati stanno suonando con quegli obbligati, quindi anche il bassista deve saperli leggere e suonare. E una cosa come questa ti può capitare anche suonando jazz per hobby con gli amici. Magari un giorno il sassofonista se ne viene con un piccolo arrangiamento, scrive il tema per sax e tromba, scrive uno special ed un finale (magari il finale è quello che ho scritto sopra), quindi anche tu avrai una parte.
Io uso: solo le dita
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#35 Dom 04 Set, 2016 11:39 |
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Franco1964
Franco Sarcina
Contributor

Registrato: Gennaio 2010
Messaggi: 947
Età: 62 Residenza:  Milano
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
A questo proposito, ho comprato "Note Reading Studies for Bass" di Arnold Evans, editore Mel Bay.
Considerando le mie esigenze (i libri tradizionali di solfeggio mi sembrano un po' eccessivi), mi sembra ben fatto.
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#36 Lun 12 Set, 2016 12:08 |
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Maxxi
Registrato: Ottobre 2014
Messaggi: 52
Età: 51
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Serve? Sicuramente. Ed è inutile che ripeto tutto quello che è già stato detto in sostegno della importanza del saper leggere.
Aggiungo solo l'esperienza personale.
Mi sono trovato a dover fare una sostituzione di un bassista di una cover, con poco tempo per imparare la scaletta. Mi sono necessariamente dovuto scrivere degli appunti. Non mi sono scritto le partiture per intero (anche perché non ne sarei stato capace), ma potermi appuntare su pentagramma fills, ritmiche, piccoli riff e obbligati è stato moooolto utile.
Non sono capace di leggere all'impronta e non sono capace di scrivere parti difficili/complesse, ma la goduria che provo nel leggere pian piano un parte complessa è enorme. In questo modo riesci veramente ad entrare nel groove del pezzo. Ti sembrerà di suonare con un batterista, anche se invece è solo il beep del metronomo ... non so se son riuscito a rendere l'idea.
Il piacere di riuscire a leggere e riprodurre quella ghost note fetente li dove è scritta sullo spartito è enorme
P.S. Ho trovato utile anche programmare parti midi con un qualsiasi DAW software.
Io uso: plettro e dita
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#37 Gio 15 Set, 2016 12:44 |
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Vin
Registrato: Novembre 2007
Messaggi: 3984
Residenza:  Roma, Valle Caudina
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 Re: Approccio "scritto" Alla Musica
Lunedì scorso, subito dopo il concerto, ho scambiato due chiacchiere col bassista che ha accompagnato Frank Gambale, Marco Galiero.
Gli ho chiesto: ma ti ha mandato gli spartiti? E lui: sì. Ma solo gli obbligati o nota per nota? Nota per nota. E quanto ci hai messo? Una settimana. Azz, io ci avrei messo un mese per un solo pezzo! E aggiunge: avrei potuto leggere durante il concerto come hanno fatto tastierista e batterista ma ho preferito imparare tutto a memoria in modo da potermi divertire sul palco.
Ecco a che serve leggere. Fa parte del gioco così come andare a tempo.
Poi se uno dice: eh, ma io non suono con Frank Gambale! Allora direi che il discorso si esaurisce qua.
Io uso: solo le dita
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#38 Gio 15 Set, 2016 13:14 |
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