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Diamo La Colpa Al Covid Ma....
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Jacker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar gigetto2, ....
Penso che buona parte del malcontento di queste due discussioni nascano proprio dal fatto che un estraneo si permetta di giudicare una tua scelta....
Vedi non sempre si sceglie. Non è una scelta farsi una giornata di "musica" davanti a persone, vero pranzo cena offerti anche alla moglie....dopo aver lavorato sino al Sabato per riprendere lunedì e aver montato e smontato tutto.

L'alternativa era non suonare. Ma se noi non suoniamo poi anche i fatturatori in nero lo faranno meno e poi sarà la volta dei gruppi più affermati e poi dei turnisti e poi degli eventi e poi....

Secondo, che le guerre tra poveri non portano a nulla.

Ne parlavo poco fa con un bassista famoso. Ho visto, unico spettacolo che mi è capitato di vedere quest'anno una band tributo. A porte chiuse.Penso nessun nero ovvio è un ente pubblico che sponsorizza ( e magari paga a.....mesi) di un comune medio.

Ma quel gruppo era una bomba avrebbe fatto venire giù gli stadi. Che ci fa qui in un comune del Nord Piemonte. E il vero problema sono anche le relativamente poche visualizzazioni.
 




Io uso: solo le dita
 
Ultima modifica di gigetto2 il Mer 23 Set, 2020 11:58, modificato 1 volta in totale 
gigetto2 Invia Messaggio Privato
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Sicuro di aver cercato bene?

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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Ciao a tutti, sono anni che non posto ma la discussione mi ha appassionato e ho deciso di dire la mia.

La situazione è un pelino più complessa di come la si sta descrivendo. O meglio, tutte le problematiche evidenziate vanno prese e inserite nello stesso contesto, dal dopolavorista che "ruba" il lavoro al professionista, dalla mancanza di spazi per la musica, dalla scarsa preparazione (spesso per mancanza di esperienza) di alcuni (spesso giovani) professionisti ed insegnanti, dalla deriva nell'inconsistenza della musica originale rivolta ai giovani, dal lavoro nero nella musica (sempre da condannare senza se e senza ma), dalla ormai quasi totale preferenza da parte del pubblico di musica conosciuta (cover) e dalle altre problematiche (basta un argomento a caso che riguardi la musica e saltano fuori le contraddizioni)...

Trovo poco utile cercare un colpevole o comunque dare giudizi tra chi, in un modo o nell'altro si interessa di musica, come amatore, come lavoratore o come studente.
Cerchiamo invece di trovare una soluzione ai problemi. Il Covid ha letteralmente spazzato via il mondo della musica e dello spettacolo a tutti i livelli mettendo in luce tutte le fragilità di un settore che era già in agonia.
Il punto è che si fa adesso?
Qualunque soluzione deve per forza tenere conto che bisogna assolutamente garantire il sacrosanto dilettantismo ma deve allo stesso tempo tutelare chi lavora nel settore (a tutti i livelli non solo con i grandi artisti).
Spesso invece si tende a visioni che mettono in conflitto le due categorie con scuse un po' ridicole tipo: se sei un professionista non suoni nei piccoli posti dove si esibiscono gli amatori...E se fossi un giovane studente che inizia la sua carriera nella musica? Da qualche parte dovrei incominciare, così invece si proibisce ai giovani di dedicare la propria vita alla musica.

La soluzione deve essere la regolamentazione del settore da parte dello stato (come succede all'estero).
In Italia i fondi destinati alla cultura sono una barzelletta. Se facessi l'attore sarei aiutato dallo stato tramite le sovvenzioni ai teatri e alle compagnie, facendo il musicista (Scala e pochi altri soggetti a parte) non si ha diritto a niente.

Se ci fosse un sostegno per i musicisti cambierebbe tutto. Questo mestiere vive di periodi di inattività fiscale fisiologici e bisogna tenerne conto se si vuole che la musica sopravviva.
Mi spiego meglio: se per STUDIARE, comporre, provare, registrare non è prevista retribuzione chiaramente lo farà solo chi se lo può permettere. I risultati sono sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti.

Se ci fosse un sistema di "crediti artistici" basato sulle opere prodotte in un anno, sulle giornate d'insegnamento (oggi addirittura sono in una cassa previdenziale diversa) e sulle giornate lavorative (i concerti fatturati) fatte in un anno, che regoli un sostegno al reddito (integrativo e scalare) del musicista, la situazione cambierebbe radicalmente.
In due parole: produzione di nuovi dischi, nuova musica per tutti e eliminazione volontaria del lavoro nero. Ciao.
L'amatore nel piccolo pub continuerebbe tranquillamente a fare le sue cover al prezzo che ritiene adeguato ma il lavoratore sarebbe spinto a fare musica originale e soprattutto non in nero (dato che deve giustificare le giornate) ma a quel punto la sua paga non sarebbe più un problema godendo dell'integrazione.

Così si smetterebbe di fare la guerra dei poveri.
Per me eh...
 




Io uso: plettro e dita
 
Ultima modifica di misolidio il Mer 23 Set, 2020 12:50, modificato 1 volta in totale 
misolidio Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Maxer ha scritto: [Visualizza Messaggio]
..Chiedo scusa se ...


Pensa che ti volevo ringraziare.
Ti sei preso la briga di scrivere esprimendo quello che è anche il mio pensiero...ma sono pigro e ho aspettato che lo facesse qualcunaltro...
 




Io uso: plettro e dita
 
SH Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Io penso che una risposta alla questione dopolavorista, professionista, chi ruba a chi, chi ha diritto e chi no, nel campo dell’arte e della passione sia complicata.
Io faccio bene il mio lavoro, ma lo amo ? No, non lo amo. Se mi dicessero, “da oggi hai un vitalizio pari al tuo stipendio”, col caxxo che i miei clienti mi vedrebbero domani. Mi dedicherei alla musica, alla pesca e a tutte le attività che mi fanno star bene.
Per il comune mortale appassionato di musica, suonare è il lavoro più bello, possibile. Vivere di musica e guadagnare è un privilegio. Privilegio che va sudato e meritato, fuori questione, ma un privilegio.
Come ho scritto nella discussione precedente, fare il parallelo fra un bassista di professione, un operaio o un artigiano è impossibile. Equiparare un bassista ad un piccolo imprenditore non prende in considerazione il fatto che non esiste il diritto divino a fare la cosa che ti più piace di più al mondo, guadagnando quello che TU credi sia giusto. È una scelta, se vuoi lavorare in un ambiente dove esistono professionisti, amatori, i dilettanti, la prima, la seconda, la terza categoria e tutti pascolano lo stesso prato, o ti dai al calcio, dove questo è regolamentato, o sgomiti e ti rassegni.
 




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Alexce69 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar Alexce69,ne sei convinto?
Io parlando con diversi musicisti professionisti miei amici (per lo più in ambito classico) non la vedo così diversa.
Insegnare alle medie è un ripiego. Così come insegnare al rompicoglioni quasi quarantenne perché perdere l'udito ad un orecchio gli ha fatto tornare la voglia di studiare.
Ti può capitare il tour di un mese negli States ma devi passare le giornate libere in albergo a studiare perché  ti hanno passato le parti solo un paio di settimane prima.
O il primo strumentista della tua sezione ti fa nonnismo.
O suonare sempre i soliti 4/5 pezzi ai matrimoni.
Da come me l'hanno descritto non è molto diverso da un normale lavoro.
Indubbiamente gli piace ma tutti mi hanno dato l'impressione di non viverla come una vocazione.v
Se mi concedi il parallelismo per me, come per un altro paio di colleghi con i quali ho collaborato nel preparare alcune moto, era molto simile. I nostri clienti o alcuni amatori ci vedevano come graziati dal signore perché vivemo di quello che per loro era la più grande passione. Mentre per noi era lavoro. Certo ogni tanto ti dava grosse soddisfazioni ma spesso per portare a casa la pagnotta accettavi i soliti lavori noiosi.
Le situazioni sono diverse. Sia per gli amatori che per i pro. Difficile generalizzare.
 




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Jacker Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Bè, se un mercato senza regole è quello che vogliamo...
Hai voglia a sgomitare.
Non ci lamentiamo se poi i giovani di talento (non solo in musica) si spostano in paesi dove queste regole e tutele ci sono.
Il risultato è la drammatica situazione italiana.
E noi continuiamo a importare la musica dall'estero.
 




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misolidio Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
La si sta di nuovo buttando su professionismo vs hobby.
Il problema è sotto il palco, non sopra. Premesso che sopra ci vuole salire un sacco di gente, il giudizio su chi merita di salirci spetta a chi è sotto. E a quanto pare, visto il deserto nei locali quando c'è musica dal vivo, nessuno merita il palco.
Non siamo riusciti a trasmettere la nostra passione, non suscitiamo più emozioni. E personalmente non trovo neanche giusto che a risolverci il problema debbano intervenire le istituzioni creando regole o sovvenzionando una forma d'arte che forse nel corso degli anni si è trasformata in un freddo business e niente di più. E per questo meritando l'aridità che ora la circonda.
 




 
cubano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar cubano,

Io la vedo come te.

Io la musica la faccio prima di tutto per me stesso; ho suonato dal vivo non tantissimo, ma abbastanza per capire il contesto. Oggi c'è il deserto.

Mi sono iscritto per il secondo anno consecutivo a scuola di musica, un miracolo, per me, che sono riuscito a fare a quasi 43 anni di età.
Il problema semmai è che il mio insegnante, professionista a 360°, ha 4 allievi, di cui una sola ha meno di 20 anni (vero anche che le scuole costano, io non le ho potute fare per questo), ed io dei tre sono il più giovane, ma di parecchio, gli altri due mi danno uno scarto di 20 anni di vita vissuta....
 




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darry Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
darry ha scritto: [Visualizza Messaggio]
... La verità è che tutti vorremmo o avremmo voluto trasformare la nostra passione in una professione,
io lo dico con grande franchezza: questa aspirazione non ce l'ho. Sarò anomalo io, ma non ho mai aspirato al professionismo nella musica. A 15 anni ho sognato anche io guardando e ascoltando i grandi gruppi, ma oggi non è così. Ammiro gli artisti che vivono della loro arte, ma io per vivere faccio altro e ho la fortuna che questo "altro" mi piace molto.

Suonare è solo un hobby che mi consente di passare del tempo con persone con le quali sto bene, facendo cose che mi divertono e che in qualche occasione danno anche un po' di gioia ad altra gente. Non sento di svendermi (anzi !) e non ho altre ambizioni ... e aggiungo ... non mi piace essere giudicato per questo.
avatar cubano,Credo anche io che il problema non sia "chi sale sul palco". La verità, per quanto amara, è che non sono i dopolavoristi occasionali l'obbiettivo giusto verso cui indirizzare le rimostranze di un settore in grave sofferenza, perchè se sbagli l'obbiettivo alla fine e non risolvi il problema.
 




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Ultima modifica di Maxer il Mer 23 Set, 2020 15:14, modificato 1 volta in totale 
Maxer Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar Maxer, quoto
 




 
cubano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Il fatto è che è una "guerra fra poveri". Il professionista in ambito musicale non vive dei piccoli locali da 5 tavoli (con colore scuro nel cachè che ti offrono il panino) e delle feste parrocchiali coperte dai dopolavoristi/hobbisty. Non gli interessano nemmeno, vive su un altro livello di tipologie di lavori.

Mi sembra che il problema si ponga quando le realtà incominciano a diventare un pochino superiori (nemmeno tanto) e comunque si mantiene il profilo del "gratis".

Mi sembra che il grosso della "discussione" sia nata dal post di gigietto2 dove dice di portare 100 persone al locale e suonare gratis.
Non si sta parlando di una beneficienza parrocchiale o il locale da 5 tavoli che non ha gli occhi per piangere. Si incomincia a parlare di un'attività musicale che potrebbe essere interessante per il professionista e che se la vede "rubare" (più che altro "dequalificare") da chi invece lo fa gratuitamente. Fare gratuitamente un'attività di questo tipo vuole dire non dare valore a quella attività. Questo è un segnale negativo per chi ne fa una professione e viene in qualche modo accumunato a questa scelta.

Se si fa un "servizio" e lo si fa con un ritorno economico, è giusto per la cateogoria dei muscisti che questo venga riconosciuto! 100 persone con una consumazione di 10 euro a persona minimo fanno una cifra in cui farci scappare un compenso ad un eventuale professionista o dopolavorista che sia.

Penso che il punto di Clauzanna sia un po' questo e lo condivido. Se si fa un "servizio", questo deve essere ricompensato per rispetto della categoria stessa. Ragionevolmente, dovrebbe essere ricompensato anche con un certo criterio ma si apre un altro filone che è meglio lasciar perdere. Ovviamente poi ognuno decide come crede, non esiste una legge o una garanzia.

Però il problema non è legato a CHI viene pagato (dopolavorista o professionista), va bene in tutti i casi, basta CHE SIA PAGATO! Questo comporta un atteggiamento culturale dei locali stessi e nei confronti della musica tutta, dove è FONDAMENTALE che passi il concetto che è un lavoro e che come tale deve essere retribuito. E ripeto, a scanso equivoci, che questo vale per situazioni con un ritorno economico, non per feste private/beneficienza/favore dove le dinamiche sono diverse e il gratis ci può stare senza nulla togliere al professionista e alla cultura..
 




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"...Che Dio ci scampi dalla scala 35'', dai 5 corde e dalle scale diminuite..."
 
Ultima modifica di Nsoft il Mer 23 Set, 2020 16:32, modificato 3 volte in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar Nsoft, io sono pure d'accordo.
Ma se chi non si fa pagare, come ho letto in questa discussione, ne è consapevole e gli va bene così. Cosa vogliamo fare? Li crocifiggiamo in sala mensa?
Poi trovi corrette le accuse che gli sono state mosse di essere uno dei mali della situazione musicale?
 




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Jacker Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar Nsoft, è tutto chiarissimo e pienamente condivisibile. Io suono principalmente per beneficenza quindi devo dire che mi sento la coscienza tranquilla. Se sono certo di portare al committente un beneficio economico non ho problemi a impuntarmi per chiedere un compenso o rifiutare l'invito. Ho capito benissimo il discorso del "basta che sia pagato": è il tentativo legittimo di risollevare un mercato molto sputtanato, ma chi può giudicare al posto mio quale è la retribuzione giusta per il mio operato ? Questa retribuzione deve essere sempre e per forza in denaro ? Non può essere una gratificazione diversa ? Se dentro di mè sono molto contento di farlo ma non chiedo soldi devo sentirmi in colpa ?

Per qualcuno certe gratificazioni non hanno prezzo, ma anche restando sul pratico e meno emotivo, noi per esempio tra fiati e cantanti se ci siamo tutti siamo in 10; se al matrimonio ci mettono a tavola tutti quanto costiamo agli sposi ? Cosa dovremmo chiedere in più ? Chi è che si può permettere di giudicare la mia/nostra valutazione di opportunità sul valore del compenso ?

Io lo ripeto, CAPISCO le ragioni di chi vorrebbe alzare l'asticella per un mercato più giusto, per molte cose condivido lo spirito che sta dietro questa istanza, ma NON è questa la battaglia giusta, non è questo il modo corretto di porre il problema ... alzare l'asticella potrebbe non essere una esigenza di tutti, è giusto pretenderla solo in funzione di qualcuno ?
 




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Ultima modifica di Maxer il Mer 23 Set, 2020 16:38, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Jacker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma se chi non si fa pagare, come ho letto in questa discussione, ne è consapevole e gli va bene così. Cosa vogliamo fare? Li crocifiggiamo in sala mensa?
Poi trovi corrette le accuse che gli sono state mosse di essere uno dei mali della situazione musicale?


Eh no certo, non gli facciamo niente Nessuna crocifissione Si fa giusto per parlare e "condividere" queste visioni. Casomai con il tempo questa visione finisce per "permeare" più menti

Paradossalmente, questa visione dovrebbe venire dal gestore del locale stesso! In un mondo ideale, il gestore stesso dovrebbe dire: "no, ma che gratis! un compenso per i lavoro che stai facendo te lo do lo stesso!". Questo sarebbe sintomo che la musica è considerata come un lavoro e non solo come divertimento personale. Ma siamo nel mondo delle idee...

Maxer ha scritto: [Visualizza Messaggio]
avatar NsoftHo capito benissimo il discorso del "basta che sia pagato": è il tentativo legittimo di risollevare un mercato molto sputtanato, ma chi può giudicare al posto mio quale è la retribuzione giusta per il mio operato ? Questa retribuzione deve essere sempre e per forza in denaro ? Non può essere una gratificazione diversa ? Se dentro di mè sono molto contento di farlo ma non chiedo soldi devo sentirmi in colpa ?


Purtroppo, per il musicista di professione, siamo nel mondo dei chiaro-scuri, dove non esiste un "ordine". Uno psicologo, o altro libero professionista, ha normalmente un ordine dietro la propria professione che definisce quale è il cachè minimo e quello massimo per una determinata prestazione e in nessun ordine è previsto un pagamento "in natura": vuoi perchè alla fine tale forma di pagamento non è "regolamentata" nel sistema-lavoro moderno. Ecco quindi che il pagamento in "natura" diventa una forma di pagamento subdola, siamo a livello del baratto, che tende a "dequalificare" il lavoro del musicista di professione se passa come "ragionamento da parte di tutti" (gestori inclusi). Ma qui si sta già parlando comunque di una forma retributiva, che è già qualcosa, diversa dal "gratis".

Come per altri professionisti, dovrebbe esistere un ordine professionale anche per i musicisti che delinea questo tipo di cose, ma anche qui siamo nel mondo delle idee. In assenza di questo è ovvio che vige il far-west ed ognuno farà le sue considerazioni personali.

Di certo non voglio dire di sentirti in colpa, appunto, non si sta tradendo nessuna regola professionale codificata. Dico solo che se io faccio questo ragionamento su di me, allora faccio questo tipo di considerazioni e lo farei anche per un altro lavoro. Resta il fatto che anche le tue considerazioni sono senza dubbio valide e condivisibili da molti. La cosa buona di questa discussione dovrebbe essere che ognuno ragioni sui punti esposti dagli altri, casomai poi si scopre di convergere verso una situazione che migliora le condizioni dei musicisti
 




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Ultima modifica di Nsoft il Mer 23 Set, 2020 17:08, modificato 5 volte in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Citazione:
dalla ormai quasi totale preferenza da parte del pubblico di musica conosciuta (cover)


mi permetto di fare un appunto su questa cosa: noi vediamo sempre in retrospettiva il mondo come un paradiso in cui la gente andava felicemente ad ascoltare gruppi emergenti, che proponevano musica originale, e riempivano stadi e locali, ma se andiamo a sentire che ne pensano quelli che hanno fatto la storia, non la pensano proprio così:

autobiografia di Bruce Springsteen (che per altro consiglio a chiunque, scritta magnificamente e che ripercorre tutta la sua vita, quindi anche "la musica" nella sua evoluzione): il Boss ci racconta che da ragazzino, nel NJ, si suonava tantissimo, ma i gruppi che suonavano dal vivo avevano tutti un repertorio con "la top 40" del periodo, e lui stesso con le sue band campava di musica facendo "le cover", ossia repertori di due o tre ore con le canzoni di successo (tant'è che "le sa tutte", e dal vivo può permettersi di far scegliere al pubblico canzoni a caso, seriamente...).

poi c'era chi proponeva ai discografici lavori originali e magari veniva prodotto, e passava in radio, ed allora iniziava a suonare la propria musica anche dal vivo.

parliamo di un periodo a cavallo tra la fine degli anni 60 e l'inizio degli anni 70. lo stesso Springsteen ha iniziato così, sfruttato dal suo primo produttore lavorando per due lire, dopo avergli fatto sentire dei pezzi che aveva scritto, chitarra e voce.

documentario sui Twisted Sister: racconta Dee Snyder che per anni hanno fatto la gavetta con spettacoli di cover con "le canzoni famose del rock" (parliamo di fine anni 70, inizio anni 80), e si erano fatti un nome perchè suonavano 5 giorni a settimana nei locali, facendo spettacoli dalle 3 alle 5 ore, con pause nel mezzo.
ogni tanto inserivano in scaletta qualche pezzo che scrivevano, e conoscendo dei DJ in radio avevano iniziato a far usare le loro canzoni per sponsorizzare le serate, così che la gente iniziasse a riconoscere le canzoni sentendone in radio pochi secondi.
hanno registrato i primi singoli indipendentemente, con una loro etichetta, finchè non hanno trovato un produttore vero che gli ha fatto registrare un album e li ha fatti uscire dai confini USA andando ad un festival in Inghilterra (che per altro è tutto su YT, famoso perchè gli hanno tirato addosso di tutto finchè Snyder non si è incazzato ed ha proposto al pubblico di vedersi dopo lo show e di picchiarsi una volta finito, ma di non rompere i coglioni durante).

la band ha avuto vita breve per vari motivi, però quegli anni prima di trovare un produttore li hanno passati suonando le cover.

i Beatles, penso non si debba aggiungere molto... prima di incidere le canzoni autografe non facevano altro che le cover rock n'roll nei locali, anche in giro per l'Europa, e sono cresciuti facendo quello anche prima di avere una produzione dietro.

Bob Dylan? il primo disco sono solo cover di pezzi folk e tradizionali, prodotto da un'etichetta, perchè anche a cavallo tra gli anni 50 e 60 quello si faceva, ci si proponeva con musica d'altri, e poi si introducevano piano piano le canzoni originali.

potrei andare avanti per un po', basta studiarsi la storia della musica contemporanea dagli anni 50 ad oggi per vedere che bene o male tutti hanno fatto lo stesso percorso, solo che noi ci interessiamo esclusivamente del momento cardine, l'esordio con il primo album e pezzi inediti...

eppure abbiamo avuto i Led Zeppelin che nel primo disco hanno inciso per metà pezzi originali, per metà cover con arrangiamenti alternativi (Babe I'm gonna leave you vi dice nulla? un brano folk suonato tantissimo anche da Joan Baez negli anni 60...).

e cosa facevano prima di fare i pezzi loro? due suonavano come turnisti e session man, due avevano il gruppetto blues che faceva le cover  

mi duole sempre farlo notare a chi è convinto che la musica inedita fosse il cardine di tutto "nei tempi passati", non è così e mai lo sarà, perchè il pubblico vuole sentire le cose che conosce, anche e soprattutto perchè tra il suono di un disco ed il suono di una band esordiente dal vivo c'è una bella differenza.

spesso dal vivo, in posti senza un fonico vero (tipo l'amico del barista che sa accendere il mixer), quello che sentiamo dal vivo è una zozzeria, con volumi incasinatissimi, strumenti che si mangiano tra di loro, anche se sul palco ci sono dei professionisti.

quanto può essere coinvolto il pubblico in queste situazioni?

se invece i pezzi li conosce già, diventa tutto un altro discorso.
 




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gugu ha scritto: 
uuuh... non vedo l'ora di vedere scritto "si chiude" con più di otto lettere!!!
 
Pier_ Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Nsoft ha scritto: [Visualizza Messaggio]
... il pagamento in "natura" diventa una forma di pagamento subdola, siamo a livello del baratto, che tende a "dequalificare" il lavoro del  musicista di professione
... cosa ti devo dire ... mi dispiace andare contro il sentimento comune, ma per mè non è così; se mi sento dequalificato è molto più probabile che sia per altri motivi, non per il tipo o l'ammontare della gratifica finale, che per altro ho concordato e accettato in precedenza.

Se altri in queste situazioni si sentono dequalificati io non so proprio cosa dire ... come dice Ligabue ci sono persone che passano la vita a chiedersi se prendono abbastanza ... io non sono così, non mi sogno nemmeno di dire che io sono giusto e gli altri sono sbagliati, dico solo che su questa cosa io non sono così ... vorrà dire che mi crocifiggerete in sala mensa   .
 




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Ultima modifica di Maxer il Mer 23 Set, 2020 18:06, modificato 2 volte in totale 
Maxer Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
io che son tendente all'anzianità (purtroppo), ricordo che negli anni '80/'90 c'era comunque un bel giro di locali che facevano girare una "bella scena indipendente" italica. Ci ho un poco girato e c'era più attenzione (di qualche anno addietro, ora secondo me un poco sta tornando). Comunque non bastava un locale per fare un gruppo...e non c'era l'eden in terra (a meno che non fossero le casse della marca americana tanto in voga nei primi '90).
 




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Il mio stile è vecchio, come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore
 
spontbass Invia Messaggio Privato Invia Email
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Questa riflessione, più che discussione nasce per caso da un O.T. che si è allargato da altra discussione. Leggendo e valutando gli interventi mi sono convinto di una cosa. Che suonare in un contesto economico senza essere retribuiti è sbagliato. Se non lesivo svilente.
 
Le consideravamo "prove" per farci conoscere, salvo creste di qualcuno (spero di no) Vista l'attuale situazione sia generale che del gruppo che al momento non ha cantante  ed eventualmente seconda chitarra certe circostanze non penso si verifichino più. Considerando inutile dopo avere suonato tanto con impegno in sala prove uno svilirsi il non essere anche poco retribuiti. Pur vero però che pranzo e cena sono una retribuzione.

avatar Nsoft,avatar Jacker,non me ne vogliate e non per polemica ma secondo me forse i miei troppo prolissi interventi non li avete letti bene bene. Perchè se noi gruppo singolo portassimo cento persone saremmo dei draghi mentre un evento con più gruppi, organizzato dal nostro ex-cantante e cento persone ridimensiona la cosa. Se poi andiamo a vedere la tipologia di locale, un circolo, o un ristorante del circolo beh vediamo anche la "pochezza"del discorso economico poichè con quegli euro del pranzo o della cena e un'allegra tavolata con un pò di vino alla buona forse non vi era un grosso margine per nessuno nè poteva esserci un lauto cachet per i suonatori, ovvio con fattura....visto che la siae è stata pagata tutte le volte.

Spero chiarendo definitivamente il mio pensiero, maturato anche in questa riflessione chiedo due cose.

Voi come vi comportereste se una Pubblica Amministrazione vi ingaggiasse con un compenso minimo per una importante manifestazione?

Qua da noi un evento si è tenuto parzialmente proprio per questo motivo.....
 




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Ultima modifica di gigetto2 il Mer 23 Set, 2020 18:11, modificato 1 volta in totale 
gigetto2 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar spontbass, Purtroppo quella scena non si ripresenterà più. Io facevo dodici date al mese e le ho fatte dal 93 al 98. La regolamentazione successiva, con l’obbligo di agibilità, di fatturazione, di iscrizione all’Enpals, della differenziazione fra spettacolo musicale e caffè concerto, ha ucciso il panorama underground e le garage band. È vero che prima era il far west ma è anche vero che i locali che facevano suonare si sono di colpo dimezzati, per non adeguarsi alle normative. Progressivamente sono diminuiti ulteriormente. In Italia facciamo un milione di regole, per non rispettarne una...
 




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Ultima modifica di Alexce69 il Mer 23 Set, 2020 18:19, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Maxer ha scritto:  
Nsoft ha scritto:  
... il pagamento in "natura" diventa una forma di pagamento subdola, siamo a livello del baratto, che tende a "dequalificare" il lavoro del  musicista di professione
... cosa ti devo dire ... mi dispiace andare contro il sentimento comune, ma per mè non è così; se mi sento dequalificato è molto più probabile che sia per altri motivi, non per il tipo o l'ammontare della gratifica finale, che per altro ho concordato e accettato in precedenza.


Maxer, tranquillo, si vede che tu "senti" particolarmente questo argomento e già il fatto che ci stai pensando è una cosa positiva ed è già una vittoria per questo post

Però, attenzione a leggere quella mia frase dal punto di vista corretto: non sei tu a sentirti "dequalificato" e di fatto non lo sei e non ti ci senti dal punto di vista del tuo ruolo e di ciò che cerchi dalla "suonata". Quel concetto deve essere letto dal punto di vista del professionista che invece può percepire la "dequalificazione".
Leggila dal punto di vista del professionista come: "qualcuno fa la serata per panino e birra concordati (o peggio, gratis), avendo partato tante persone al locale e non si fa pagare. Io come professionista come mi sento? Mi sento che quel lavoro (che è il mio lavoro) non vale nulla: di fatto se fossi andato io professionista non sarei stato magari pagato proprio perchè c'è chi non si fa pagare per farlo". La dequalifica non è tua, ci mancherebbe, ma è come si sente il professionista e da lì la frustrazione di chi rappresenta la categoria. Penso che sia più una questione di principio che di pratica: come abbiamo detto prima, magari la serata nel locale relativamente piccolo tutto sommato non interessa al professionista. Però sapere che c'è chi fa quel tipo di attività a gratis lascia un po' di amaro in bocca al professionista stesso che di certo sarà anche frustrato dalla situazione complessiva delle opportunità musicali.

gigetto2 ha scritto:  

avatar Nsoft,avatar Jacker,non me ne vogliate e non per polemica ma secondo me forse i miei troppo prolissi interventi non li avete letti bene bene. Perchè se noi gruppo singolo portassimo cento persone saremmo dei draghi mentre un evento con più gruppi, organizzato dal nostro ex-cantante e cento persone ridimensiona la cosa. Se poi andiamo a vedere la tipologia di locale, un circolo, o un ristorante del circolo beh vediamo anche la "pochezza"del discorso economico poichè con quegli euro del pranzo o della cena e un'allegra tavolata con un pò di vino alla buona forse non vi era un grosso margine per nessuno nè poteva esserci un lauto cachet per i suonatori, ovvio con fattura....visto che la siae è stata pagata tutte le volte.


Certo, capisco, questo ridimensiona quel caso specifico. Ciò non toglie il concetto generale per cui comunque andare a suonare per hobby a gratis in determinate situazioni, può contribuire a far passare per hobby anche il lavoro del professionista che capisco possa risentirsene. E lo dice uno che non è professionista eh, però questa è una situazione che si verifica anche in altri settori professionali. Nella musica è un aspetto certamente portato all'estremo.
 




Io uso: solo le dita

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"...Sono fan dei numeri pari e delle scale maggiori..."

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Ultima modifica di Nsoft il Mer 23 Set, 2020 18:42, modificato 10 volte in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
avatar Nsoft, vedi secondo me il tutto va contestualizzato, inserisco una tuo piccolo passaggio

....comunque andare a suonare per hobby a gratis in determinate situazioni (che magari non sarà stata quella da te citata), può contribuire a far passare per hobby anche il lavoro del professionista che capisco possa risentirsene.....

Ti faccio un esempio e poi ti chiedo una cosa.
L'esempio è quello Americano in Primis e anche di altre parti del mondo. I gruppi nelle chiese protestanti, vere e proprie band spesso di professionisti. Le varie parrocchie fanno a gara per accaparrarsi i migliori proprio per avere più fedeli a messa e quanto ne deriva. Ovviamente chi suona suona gratis come un certo Larry Graham se non erro che proprio lì a messa con la madre cantante inventò lo slap.

La domanda è questa. Quest'anno per carenza di fondi presumibilmente e quindi di ingaggi adeguati una manifestazione a livello locale non si è tenuta. Secondo me anche se il tema Covid e quindi contagio è sentito il fatto che gli artisti non ci siano stati ha mortificato anche la musica stessa.

Capisco che chi vive di musica debba vivere con la musica ma se si fa sempre meno musica è un cane che si mozzica la coda.
 




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gigetto2 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
gigetto2 ha scritto:  

Capisco che chi vive di musica debba vivere con la musica ma se si fa sempre meno musica è un cane che si mozzica la coda.


Questo è un altro spunto di discussione sicuramente interessante. Possiamo tralasciare il discorso covid che è un caso eccezionale negli ultimi 100 anni di storia (dall'ultima pandemia). Però è giusto ciò che dici tu: "...se si fa sempre meno musica...". Bisognerebbe capire perchè si fa meno musica (cosa che dicono un po' tutti al di là del periodo covid)...ma qui mi fermo perchè non credo di avere i mezzi per poter dare una risposta sensata
 




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Ultima modifica di Nsoft il Mer 23 Set, 2020 18:48, modificato 4 volte in totale 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
alla fine, va avanti chi riesce (e sa) vendersi. Poi, se sei capace, tanto meglio.


sul discorso relativo al mondo del professionismo, pur conoscendo abbastanza bene la situazione (attuale, in Italia) mi astengo da dire la mia, visto che rientro a buon diritto nella categoria dei "dopolavoristi".

peace
 




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Helix Stomp - Markbass - ATS
 
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
Cioè, se ho capito bene: studiando la storia della musica contemporanea, come si diceva sopra, si scopre che anche i più grandi artisti hanno iniziato da ragazzini dalla gavetta suonando cover nei piccoli locali?
E che grazie a quei palchi hanno potuto crescere e mantenersi fino ad essere pronti per scrivere musica loro?
Ma parliamo degli stessi palchi che oggi vedo occupati da quarantenni imbolsiti che suonano le stesse cover per un panino e una birra ricordandosi di quando erano giovani?
Ma oggi, un musicista di diciotto anni mi dite dove può farsi le ossa?
E soprattutto dove sono finiti i produttori, le radio, i discografici che dovrebbero lanciarli una volta "maturi" artisticamente?
Chiedo...
 




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misolidio Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Diamo La Colpa Al Covid Ma.... 
 
misolidio ha scritto:  
E soprattutto dove sono finiti i produttori, le radio, i discografici che dovrebbero lanciarli una volta "maturi" artisticamente?Chiedo...


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